Cosa deve aspettarsi il Milan da Gerry Cardinale e da RedBird che ha chiuso l’era Elliot

La firma sul preliminare d’acquisto della maggioranza delle quote del Milan apre la nuova era rossonera chiudendo quella del fondo Elliott

La firma sul preliminare d’acquisto della maggioranza delle quote del Milan, ampiamente annunciata e poi concretizzatasi a festa scudetto consumata, apre la nuova era rossonera chiudendo quella del fondo Elliott. Singer e i suoi uomini ci hanno messo quattro anni esatti a risanare l’azienda Milan, raccolta dalle macerie dell’uscita di Berlusconi e di Fininvest e del passaggio della meteora cinese Yonghong Li. Quattro anni e oltre 700 milioni di euro, generosamente riversati sulle casse della società per garantirne la piena operatività anche nei momenti più difficili, in cui l’iscrizione al campionato non era certa (estate 2018) e i conti non tornavano al punto da far bruciare cassa per quasi un milione di euro al giorno.

Resteranno Paolo Maldini, Frederik Massara e i loro collaboratori fino a Stefano Pioli

Elliott non se ne va del tutto, rimane con una significativa quota di minoranza e – almeno in una prima fase – anche con gli uomini scelti per governare la barca rossonera. Cambierà il cda, che dovrà essere espressione dei nuovi assetti, ma alcune figure chiave dell’ultimo periodo resteranno al loro posto a partire da Ivan Gazidis (a novembre scade il contratto da amministratore delegato, potrebbe essere lui stesso a fare un passo indietro) e dallo staff dell’area tecnica: Paolo Maldini, Frederik Massara e i loro collaboratori fino a Stefano Pioli, architetto dello scudetto che è stato recentemente blindato da un sostanzioso aumento di ingaggio con prolungamento del contratto.

Cosa devono aspettarsi i tifosi da RedBird?

Dunque, cosa devono aspettarsi i tifosi del Milan da RedBird e da Gerry Cardinale che da qui in poi rappresenteranno il centro dell’universo rossonero? Se l’attesa è per i fuochi d’artificio e per le spese miliardarie meglio togliersi ogni illusione. RedBird con i suoi 6 miliardi di dollari in portafoglio è un fondo e come tale ragiona: vuole vincere, perché è consapevole che nello sport ogni progetto di espansione commerciale e dei ricavi non può non partire da un progetto sportivo vincente, ma senza imboccare la scorciatoia delle spese pazze.

Niente budget a otto zeri, per intenderci, pur nella consapevolezza che il lavoro più difficile è alle spalle ed è quello completato da Gazidis in questi quattro anni di scelte anche dolorose.

Cardinale ha esperienza nel settore

RedBird, attraverso la partecipazione nel Fenway Group Sports, ha le mani sul Liverpool fresco finalista di Champions League e su due gioielli dello star sistem americano come Boston Red Sox e Pittsburgh Penguins. E’ proprietario dal 2020 del Tolosa e il primo atto è stato riportarlo velocemente nella Ligue1 francese da dove era caduto.

Ha interessi e partecipazioni importanti anche nel variegato mondo della comunicazione e dell’entertainment sportivo, così che l’idea che il Milan si trasformi nel medio periodo in una media company che produce contenuti e li valorizza (monetizza) sul mercato non è sbagliata. Un lavoro che avverrà molto dietro le quinte, ma che sarà la spina dorsale della vita del club da qui in poi. Sul campo decideranno Maldini e gli altri, cui sarà consegnata la mission di non disperdere il patrimonio di credibilità e stabilità accumulato con Elliott pur alzando l’asticella.

Del resto il Milan, che si avvia a perdite contenute rispetto alle altre italiane (stima al 30 giugno 20022 di un passivo intorno ai 30-40 milioni contro i -120 di Inter e Juventus), ha margini di crescita e spazio d’azione, non avendo sulle spalle la montagna di debiti che schiaccia, ad esempio, l’Inter.

Lo stadio è asset fondamentale per Cardinale

Si potrà chiedere di correre per vincere la Champions League entro un paio d’anni? La risposta è no, anche se poi il campo può ribaltare le gerarchie.

Si potrà legittimamente attendere un consolidamento della leadership in Italia, l’abbandono dell’idea che si debba rinunciare per forza a un calciatore quando il suo status sale e con esso l’ingaggio e una presenza costante nella seconda fase delle coppe europee. Oltre al compimento di quanto iniziato da Elliott, partendo dallo stadio che è asset indiscutibile per Cardinale così come lo era per Singer. Il Comune di Milano è avvertito.