Il palazzo del potere: lo scontro Rcs-Blackstone per la sede del Corriere

Una sentenza del Tribunale di Milano dà ragione a Blackstone sulla controversia con Rcs per la sede del Corriere. Che ora rischia grosso

Le cose si mettono male per il Corriere della Sera nel contenzioso con Blackstone per la storica sede di via Solferino. Il giornale, di solito prodigo nel far comparire a piena pagina il volto e le gesta di Urbano Cairo, che dal 2016 controlla Rcs, stamattina dedica solo un trafiletto marginale alla vicenda. Che però rischia di avere serie ripercussioni sul futuro del più importante quotidiano del paese, dopo la recente sentenza di un tribunale italiano.

La sentenza

L’8 giugno una sentenza della Corte d’Appello di Milano ha rigettato integralmente l’impugnazione proposta da Rcs. Rizzoli aveva ricorso contro i lodi arbitrali emessi un anno fa dal Tribunale arbitrale. Questo aveva stabilito che l’acquisto da parte di Blackstone nel 2013 del palazzo di via Solferino per 120 milioni e il riaffitto a 10,4 milioni l’anno, erano regolari e che nessun risarcimento era dovuto.

Il tribunale ha stabilito che “il prezzo è stato il frutto dell’incontro della domanda e dell’offerta secondo le regole del libero mercato“. Quel corrispettivo deve reputarsi per definizione “proporzionato”. E che la decisione di vendere a un prezzo minore ai 200 milioni di valore  “era stata dettata dalla cogente necessità di far fronte alle difficoltà economico finanziarie”. L’accusa di usura mossa verso Blackstone, scrive la Corte, “non può “rintracciarsi”.

Perché la “trattativa si è svolta in modo trasparente e competitivo, e il mercato non ha fornito offerte più convenienti”.

Vicenda decennale

Ormai dieci anni fa, quando il quotidiano e il gruppo editoriale che lo pubblicava versavano in cattive acque, il palazzo di via Solferino era stato acquistato dal fondo americano. A condizioni svantaggiose, secondo Urbano Cairo, subentrato alla testa di Rcs solo qualche anno dopo, ma deciso a invalidare la vendita.

Seguirono un arbitrato e un procedimento legale intentato dalla nuova Rcs di Cairo. A cui rispose il controricorso di Blackstone negli Stati Uniti. Il fondo americano era in procinto di vendere il palazzo di via Solferino alla compagnia assicurativa Alliance, l’accordo saltò al momento della causa intentata dal Corriere.

Partita aperta

La sentenza chiude la vicenda milanese a vantaggio di Blackstone, che non è per nulla intenzionato a chiudere la partita con Rizzoli.

Il fondo ha chiesto a Rcs 600 milioni di dollari per la mancata vendita del palazzo nel 2018. Una cifra che mette in discussione l’esistenza stessa del gruppo editoriale, che si appella sull’aumento dei prezzi del mercato immobiliare. L’unica ancora di salvezza dal ricorso del fondo.

In estate si attende la sentenza della Corte Suprema di New York. Il massimo organo legale americano deve innanzitutto esprimersi sulla competenza del foro di New York, scelto da Blackstone.

Se la Corte non ritenesse NY il foro competente, la questione morirebbe lì. Viceversa, come analizzato da Il Giornale, inizierebbe la causa multimilionaria che minaccia l’intero gruppo Rcs. Che ora, risanato in questi 6 anni di gestione Cairo, capitalizza 365 milioni, con 846 di ricavi, 144 di ebitda e 72,4 milioni di utili nel 2021.