Champions League, la Juventus si qualifica se….L’ultima sconfitta inguaia i bianconeri

Champions League, la Juventus si qualifica se: ci saranno da fare diversi calcoli nelle prossime sfide nel girone per i bianconeri.

Champions League, la Juventus si qualifica se: i bianconeri si trovano ina una situazione molto complicata. I punti nel girone sono pochi e la speranza di qualificarsi è diventata ancora più sottile. Nelle prossime due sfide due vittorie alla squadra di Allegri potrebbero non bastare.

Champions League, la Juventus si qualifica se…

La Juventus rischia seriamente di non qualificarsi agli ottavi di Champions League. La squadra di Allegri ha perso troppi punti e la situazione non è per niente semplice.

Paris Saint-Germain e Benfica 8 punti, Juve e Maccabi Haifa 3. La squadra di Allegri ha una sola possibilità per qualificarsi e non sono ammessi passi falsi: deve vincere tutte e due le prossime partite contro Benfica (25 ottobre) e Psg (2 novembre) per totalizzare 6 punti e arrivare a 9 in classifica. Tuttavia, i bianconeri devono tenere d’occhio allo stesso tempo le altre sfide. Infatti, ameno una fra portoghesi e francesi non deve andare oltre il pareggio contro il Maccabi Haifa.

Di seguito ecco le prossime due sfide alla Juventus nel giorne:

  • Martedì 25 ottobre ore 21:00: Benfica-Juventus al Da Luz di Lisbona
  • Mercoledì 2 novembre ore 21:00 Juventus-PSG all’Allianz Stadium di Torino

L’ultima sconfitta inguaia i bianconeri

La sconfitta contro il Maccabi Haifa per 2 a 0 nella serata di martedì 11 ottobre ha fatto sprofondare negli abissi e nelle polemiche i bianconeri. A fine partita le parole del presidente Andrea Agnelli sono state molto dure: “Sappiamo che c’è da provare vergogna, c’è da chiedere scusa ai tifosi che in questo momento fanno fatica a girare per strada e questo lo capiamo”.

Poi, ha aggiunto: “Oggi è una serata difficile, diciamo che è un periodo difficile, che va analizzato nel suo contesto. Uno dei momenti più difficili. È il momento dell’assunzione di responsabilità. Io sono qua per questo, anche perché provo vergogna per quello che sta succedendo. Sono estremamente arrabbiato, però anche consapevole che il calcio è uno sport di squadra: si vince e si perde in undici, da qui vogliamo ripartire”.

Infine, sulla possibilità del cambio di allenatore è stato chiaro:  “Siamo completamente fuori linea.

Non ci sono responsabilità individuali, non può essere colpa dell’allenatore se non riusciamo a vincere un tackle. La Juve le verifiche le ha sempre fatte a fine anno. Se vogliamo mettere un orizzonte temporale è quello, fine stagione. Faccio fatica a pensare a un cambio di allenatore: l’allenatore è Allegri e rimarrà lui. Ci sono 50 uomini dello staff, 25 giocatori, i dirigenti, in tutto un gruppo di 80-90 persone che deve avere la capacità di fare gruppo, ritrovare l’identità e rimettere in campo quelle qualità individuali e collettive che questa rosa ha”.

 

 

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