Calcio in crisi ma non per i presidenti. Ecco gli stipendi di Adl, Lotito e Agnelli

E’ quanto emerge dall’analisi dei libri contabili di alcune società della Serie A maggiormente in vista e i cui numeri uno sono tra i più chiacchierati del sistema

La crisi pandemica continua a far sentire i suoi effetti sul calcio italiano, come testimoniano i profondi rossi di troppi bilanci e la fatica a trovare un punto d’equilibrio tra spese e ricavi. Eppure gli stipendi sono tornati a crescere, non solo quelli dei calciatori (che si mangiano oltre la metà dei fatturati), ma anche quelli di dirigenti e presidenti. E’ quanto emerge dall’analisi dei libri contabili di alcune società della Serie A maggiormente in vista e i cui numeri uno sono tra i più chiacchierati del sistema perché protagonisti, ciascuno con il proprio ruolo, di battaglie a livello politico-calcistico.

Il caso Aurelio De Laurentiis

Il primo caso è quello di Aurelio De Laurentiis cui da anni i tifosi del Napoli contestano la pratica di garantire a sé stesso e ai propri familiari, tutti inseriti nei vertici del club, importanti riconoscimenti economici. Pratica assolutamente legittima, sia chiaro, ma che sotto il Vesuvio hanno spesso considerato non opportuna in parallelo con le diete dimagranti imposte dal patron alla squadra: polemiche sopite in questo momento dallo straordinario rendimento del gruppo di Spalletti, che sta dominando in Italia ed Europa, ma che ciclicamente tornano.

Nel 2021 i compensi riconosciuti al CdA del Napoli sono tornati a crescere dopo la netta flessione del 2020: 2.207.500 euro (erano 1.990.600) anche a fronte di un bilancio chiuso con un rosso di quasi 59 milioni di euro, il secondo consecutivo dopo il -19 del 2020. Soldi che in linea di massima restano in famiglia visto che molti ruoli nel Consiglio d’Amministrazione sono riservati ai congiunti di ADL.

In ogni caso i compensi sono lontani dal top raggiunto nel 2019 con 5,1 milioni di euro, in una stagione chiusa con un +29 milioni a bilancio.

Da tre anni, invece, Claudio Lotito ha scelto di farsi riconoscere uno stipendio dalla Lazio

Da tre anni, invece, Claudio Lotito ha scelto di farsi riconoscere uno stipendio dalla Lazio: 600mila euro lordi come presidente a partire dal 2019/2020, cifra confermata anche nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2022.

In precedenza, non era prevista alcuna remunerazione per la carica di presidente. Non solo, il patron guadagna anche altri 500mila euro lordi come presidente di gestione di SS Lazio Marketing Spa, la società controllata dalla Lazio che si occupa di tutte le questioni commerciali in capo al club. Il totale supera, dunque, il milione di euro lordo.

Ultimo caso è quello di Andrea Agnelli

Ultimo caso è quello di Andrea Agnelli e dei dirigenti apicali della Juventus.

Il presidente bianconero ha percepito nel 2021/2022 compensi per 520.000 euro lordi, in gran parte derivati dallo stipendio di numero uno della società (450.000) cui si aggiungono i benefit e il gettone riconosciuto come componente del CdA. Poco meno ha incassato il vicepresidente, Pavel Nedved: 514.000 euro lordi con la curiosità che la paga base per essere vice è superiore a quella del presidente alla Juventus. La busta paga più pesante alla Continassa è, però, quella di Maurizio Arrivabene, amministratore delegato con in mano la guida della società.

Il suo stipendio è stato di 1,08 milioni di euro (lordi) che sono diventati 1,2 sommando i benefit non monetari compresa la voce sui ticket restaurant che ha fatto arrabbiare i tifosi della Juventus.