La storia vale anche per Draghi: i governi tecnici durano come quelli politici

Draghi è in linea con la storia. I governi del Cln, di unità nazionale e tecnici durano mediamente quanto quelli pienamente politici

Cala il sipario sul governo di Mario Draghi. Il governo che godeva della più larga maggioranza nella storia repubblicana si è dovuto arrendere a una caduta anticipata. Ma quanto durano in media i governi tecnici o che sono frutto di formule particolari? Da De Gasperi a Draghi, la storia repubblicana ha conosciuto 67 governi e 30 differenti premier. La durata media per un esecutivo italiano è di un anno e un mese: 404 giorni.

Diventano 37o nella pienezza dei poteri, se si tiene conto della media di 34 giorni di crisi di governo.

Governi del Cln

La storia della Repubblica italiana è piena di governi dalle formule particolari. Sin dalle origini.
I primi governi dopo la Seconda guerra mondiale si sono formati nel solco dell’esperienza del Comitato di Liberazione Nazionale. Una persecuzione non armata delle forze antifasciste, la prima forma di esecutivi di Unità nazionale. In questo contesto di unione di tutti i partiti si formarono i due governi di Alcide de Gasperi; il II e il III per il politico democristiano che aveva guidato un governo prima del Referendum del 1946.

Il primo esecutivo repubblicano di unità nazionale rimase in carica dal 14 luglio 1946 al 2 febbraio 1947, per 203 giorni. Era appoggiato formato da esponenti della Dc, del Pci, del Partito Socialista, oltre che da liberali e repubblicani. Diede le dimissioni andando in crisi il 20 gennaio 1947, in seguito alla scissione del PSI che aveva dato origine al P.S.L.I. (Partito Socialista dei Lavoratori Italiani)

Il Governo De Gasperi III è stato il secondo esecutivo della Repubblica Italiana, il secondo dell’Assemblea Costituente.

È stato in carica dal 2 febbraio al 1º giugno 1947, per un totale di 119 giorni. Dopo solo 3 mesi e 30 giorni si dimise a causa della rottura politica fra i democristiani ed i socialcomunisti. Il viaggio di De Gasperi in America aveva reso i tempi maturi per il piano Marshall e per la rottura del fronte del Cln.

Unità nazionale con Andreotti

Ci vollero oltre trent’anni per tornare a una formula di unità nazionale, non più figlia della Resistenza ma dello stallo politico.

Le elezioni del 1976 continuano ad assicurare la maggioranza relativa alla DC, ma il suo primato (38,7%) era sempre più insidiato dai comunisti. Dc e Pci controllavano due terzi delle aule parlamentari, ma il crollo dei tradizionali partner di governo impediva ai democristiani di formare il governo. Ecco che allora nacque il governo Andreotti III, quello della “non sfiducia”. I comunisti garantirono l’appoggio esterno all’esecutivo simbolo del “compromesso storico”; che rimase in carica dal 30 luglio 1976 al 13 marzo 1978, per un totale di 591 giorni.

Tre giorni dopo le dimissioni, un evento sconvolgeva la storia della politica in Italia. Il 16 marzo 1978 le Brigate Rosse rapivano Aldo Moro. In quelle tragiche ora nasceva il IV governo Andreotti, con l’appoggio, stavolta esplicito, del Partito comunista. Rimase in carica dal 16 marzo 1978 al 21 marzo 1979, per un totale di 373 giorni.

La stagione dei governi tecnici

Prima di Mario Draghi, sono stati tre i governi tecnici nella storia della Repubblica, vale a dire presieduti da personalità estranee ai partiti.

Tutti prodotti della cosiddetta Seconda Repubblica, frutto del crollo dei partiti storici tra il 1992 e il 1993.

Il primo fu quello presieduto da Carlo Azeglio Ciampi sul finire dell’XI legislatura, dopo che il precedente governo di Giuliano Amato era stato falcidiato dagli avvisi di garanzia. Il presidente della Repubblica Scalfaro affidò l’incarico al governatore della Banca d’Italia, Ciampi, che giurò il 28 aprile 1993 e si dimise il 13 gennaio 1994, dopo l’approvazione della nuova legge elettorale maggioritaria, il Mattarellum.

Per un totale di 377 giorni.

Il secondo esecutivo tecnico fu quello guidato da Lamberto Dini, dopo la caduta del Berlusconi I. Anche in questo caso fu Scalfaro a incaricare quello che era stato il ministro del Tesoro del governo Berlusconi, oltre che Direttore generale di Bankitalia. Dini giurò il 17 gennaio 1995 assieme ad una squadra composta esclusivamente da tecnici. Si dimise l’11 gennaio 1996, dopo essere rimasto in carica 487 giorni.

Da Monti a Draghi

Nel 2011, quando la crisi dello spread spinse alle dimissioni il governo Berlusconi IV, il presidente Napolitano incaricò Mario Monti; che era stato nei giorni precedenti nominato senatore a vita. L’ex commissario europeo giurò al Quirinale il 16 novembre 2011, portando co sé una squadra di soli tecnici. Anche in quel caso si parlò di “governo del presidente”. L’esperienza del governo Monti si concluse il 28 aprile 2013, dopo 529 giorni.

Si arriva così alla nomina di Mario Draghi alla Presidenza del Consiglio nel febbraio del 2021. L’ultimo governo tecnico – per il momento – è caduto al 525esimo giorno. Cinque mesi dopo la rielezione del Presidente della Repubblica. Quello di Draghi è uno dei governi tecnici più lunghi della storia della Repubblica; secondo solo ai governi Andreotti III e a quello di Mario Monti (che al momento è durato solo quattro giorni in più).

Stessa durata

Più in generale, il governo Draghi è entrato tra i 20 più longevi della storia politica italiana. Merito del fatto di non avere una maggioranza politica? La storia fa propendere per il no. La media degli otto governi che in 70 anni si sono formati grazie a una formula particolare è di 400 giorni. Pressoché identica alla durata media dei governi politici: 404 giorni.

  • De Gasperi II 203 giorni (Governo del Comitato di Liberazione Nazionale)
  • De Gasperi III 119 giorni (Governo del Comitato di Liberazione Nazionale)
  • Andreotti III 591 giorni (Governo di Unità Nazionale)
  • Andreotti III 373 giorni (Governo di Unità Nazionale)
  • Governo Ciampi  377 giorni (Governo tecnico)
  • Governo Dini 487 giorni (Governo tecnico)
  • Governo Monti 529 giorni (Governo tecnico)
  • Governo Draghi 525 giorni (Governo tecnico)