Sangue, allarme di Croce Rossa: “Meno donazioni dopo la pandemia”

L'allarme di Croce Rossa Italiana sulle donazioni di sangue. I dati sono ancora inferiori a quelli pre-pandemici e mancano donatori giovani

“Quest’anno registriamo una particolare carenza di sangue, come strascico della pandemia. In estate, poi, la situazione si fa ancora più delicata. In particolare, chiediamo uno sforzo ai giovani, che sono motore del cambiamento e il cui esempio può essere contagioso tra i coetanei”. Il Presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, lancia un appello ai donatori perché non si riesce a coprire il territorio nazionale in maniera omogenea.

Rischio emergenza

La carenza di sangue poi storicamente si aggrava durante i mesi estivi. Il caldo e la partenza per le vacanze rischiano di mettere in emergenza il Sistema sanitario nazionale. Quest’anno però la mancanza rischia di essere ancora più grave, perché non si è tornati ai livelli pre-pandemia.

Sono stati 74.199 i chili conferiti al frazionamento per un +2,9% rispetto a un anno fa: si tratta del dato più alto dopo marzo, quando però il raffronto con il 2021 risultò ancora leggermente negativo.

La ripresa, dopo il calo nei primi due mesi dell’anno a causa di Omicron, rischia ora di interrompersi per l’avvento dell’estate.

Dati in negativo

Il saldo annuale segna già un negativo se si fa un paragone sul lungo periodo: rispetto a gennaio-maggio 2021, la differenza è di -5,4% per un totale di 345.143 chili raccolti. L’obiettivo per il 2022 è fissato a 853.000 e ad oggi lo scostamento è di 507.857.

Il periodo estivo è ormai alle porte e, seppur maggio possa cominciare a far ben sperare, nuove frenate rischierebbero di mettere seriamente in discussione il raggiungimento dell’autosufficienza.

Nel 2021 si è raccolto quasi il 2% in meno del sangue rispetto al 2019, nonostante ci sia stato un aumento rispetto al 2020. I donatori nel nostro paese sono 1 milione e 650 mila. L’Italia è autosufficiente per quanto riguarda la raccolta di sangue, ma importa dall’estero il 25% di plasma e derivati, soprattutto dagli Usa. Importazioni che stanno subendo rincari: le immunogloboline, principale farmaco plasmaderivato, prima della pandemia costavano 35-40 euro al grammo e oggi sono arrivate a 60 euro al grammo.

La tendenza al ribasso dura però ormai da dieci anni, quando i donatori di sangue e plasma in Italia erano circa il 5 per cento in più di adesso. È il quadro fotografato dal Centro nazionale sangue (Cns) in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue (14 giugno). I dati relativi ai primi quattro mesi del 2022 non fanno ben sperare: la quantità di globuli rossi prodotta rispetto allo stesso periodo del 2021 è scesa del 3,9 per cento e le unità trasfuse dello 0,5 per cento.

Il rischio è che la carenza di sangue che ogni anno si registra durante il periodo estivo possa avere un impatto ancora più forte per i malati bisognosi.

Un problema d’età

L’invecchiamento della popolazione nel nostro paese rappresenta un problema. L’età rimane un fattore critico in Italia, dove l’età media dei donatori è in aumento mentre scarseggiano i donatori tra i 18 e i 30 anni.

“Una tendenza da invertire perché se vogliamo aumentare la quantità di donazioni è fondamentale attrarre i giovani con campagne di sensibilizzazione mirate e far crescere la cultura della donazione” conclude il presidente Rocca.

Come si diventa donatori?

I requisiti fondamentali sono: età compresa tra i 18 e i 65 anni (per la prima donazione 60 anni, i donatori periodici possono donare fino a 70, previo consenso del medico selezionatore), peso corporeo minimo di 50 chili e buono stato di salute. Per avere ulteriori informazioni e cercare i centri di raccolta più vicini a casa si possono consultare i siti web: donailsangue.salute.gov.it, avis.it, cri.it, fidas.it, fratres.it

L’APPELLO DELLA CROCE ROSSA ITALIANA