Non si usano la cronaca nera e la cronaca giudiziaria per la politica. Dovrebbero scriverlo come primo comandamento per eletti o aspiranti eletti di qualunque tipo. La politica si fa sulle idee, non sui tribunali. Ogni volta che la politica usa la nera o la giudiziaria, rischia di prendere cantonate. Mi vengono in mente i due casi gemelli. Il primo, quello di Ramy. La sinistra all’assalto dei carabinieri che lo avrebbero speronato. Poi si scopre, da perizia terza, che non l’hanno manco toccato. E che il povero Ramy si è schiantato per colpa del criminale che stava guidando lo scooter. Il quale criminale è stato preso, condannato, rimesso in libertà e in tempo zero riarrestato.
Ora la destra, ed è il secondo caso gemello, va all’assalto dei magistrati che stanno accusando dei poliziotti per il caso della morte di un pusher a Rogoredo. Come al solito, la politica parla sempre senza avere gli atti ufficiali, i documenti veri in mano, le prove di quel che dice. E infatti, ora inizia a venir fuori la possibilità che ci fosse un giro un po’ losco di “pizzi” chiesti ai pusher. Vero? Falso? Non sta a noi dirlo. Semplicemente perché non sappiamo niente. E allora, perché la politica parla? Perché parla senza sapere? Perché non c’è mai la pazienza di attendere la fine delle storie? In un altro commento ho detto che la politica non dovrebbe parlare di calcio (e sono stato pure criticato, il che ci sta). Ora aggiungo che prima ancora del non parlare di calcio, dovrebbe evitare di parlare di nera e giudiziaria.
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