Rizzo e la scissione comunista: “Tutte fesserie dei giornalisti”

Marco Rizzo non è più il segretario del Partito Comunista e commenta il cambio al vertice della formazione politica da lui fondata 2009

Perché questo articolo potrebbe interessarti? Marco Rizzo non è più il segretario del Partito Comunista. La notizia del cambio al vertice della formazione politica fondata dallo stesso ex parlamentare nel 2009, tra sarcasmo e qualche sfottò, ha fatto molto discutere. E c’è anche chi ha parlato di “scissione dell’atomo”. True-News.it ha chiesto un commento a Rizzo.

“Guardi, io le dico semplicemente che il sistema mediatico, di cui anche lei fa parte, è completamente folle“, esordisce Rizzo nel suo colloquio con True-News.it. E, insomma, il comunista se la prende con i giornalisti; colpevoli di aver dato eccessivo risalto alla notizia del suo addio alla segreteria del Partito Comunista. “Il vostro problema è che se io mi mettessi in canottiera e mi facessi una foto, prenderei migliaia di like sui social. Invece quando si parla di cose serie non c’è attenzione”, insiste l’ex deputato dei Comunisti Italiani.

“Non è il Partito Comunista di Marco Rizzo”

Ma quindi è vero che è stato detronizzato dai suoi compagni? “Veda, il problema è che mi hanno chiamato il Corriere della Sera, La Stampa, Repubblica. E tutti hanno scritto fesserie su questa cosa, io non solo ho approvato la decisione presa. Ma l’ho ideata“, risponde. “Alberto Lombardo, il nuovo segretario, è sempre stato con noi ed è una persona di altissimo spessore. Il partito aveva bisogno di un cambiamento, non potevamo continuare a essere identificati come “il Partito Comunista di Marco Rizzo” conclude l’ex segretario.

Rispedite al mittente, dunque, le indiscrezioni sulle presunte divisioni interne, fomentate dalle posizioni di Rizzo sui vaccini, definiti alla stregua di un esperimento di controllo sociale dall’attuale presidente onorario del Pc. “Ho lasciato la carica di segretario anche perché sono molto impegnato nel lavoro all’interno della nostra coalizione, Democrazia Sovrana e Popolare, che si è molto allargata dopo l’esperienza delle elezioni politiche”, prosegue Rizzo con True-News.it. Il comunista insiste: “L’autorevolezza non è data dalla carica e io ho deciso di non avere nemmeno diritto di voto all’interno degli organi del partito; tanto chi è autorevole orienta con le parole, non ha certo bisogno di un voto per farlo”.

I punti condivisi con Democrazia Sovrana e Popolare

Quindi ribadisce i punti fondamentali dell’azione di Democrazia Sovrana e Popolare, cartello che si rivolge anche “a tutto il ceto medio proletarizzato“. “Noi dobbiamo puntare sul no a una guerra tra Ucraina e Russia che sta distruggendo la nostra economia, un conflitto che non riguarda né l’Europa né la Nato“, snocciola il primo punto. E via con il secondo: “Noi siamo contro la guerra e siamo anche contro il politicamente corretto; cose come il gender e la strumentalizzazione del Festival di Sanremo sono solo armi di distrazione di massa”. Scissione dell’atomo? Rinviata.