Renzi spinge Boschi alla guida della Vigilanza Rai. Pd-M5S rottura definitiva?

Copasir e Rai. Si alza il livello dello scontro interno all'opposizione per le poltrone degli organismi di controllo

Perché potrebbe interessarti l’articolo? In ballo ci sono le presidenze del Copasir, che controlla l’operato dei servizi segreti, e della commissione che monitora cosa accade nel servizio pubblico radiotelevisivo. Tra Pd, M5S e Terzo Polo è guerra aperta. Con il leader di Italia viva che tratta con il centrodestra; mentre Conte si allontana sempre di più dai dem.

Le alleanze nel centrosinistra passano per la via parlamentare della presidenza degli organismi di controllo: il Copasir e Vigilanza Rai.

Nel primo caso c’è in ballo il comitato che verifica, in Parlamento, l’operato dei servizi segreti; mentre nel secondo c’è la possibilità di monitorare il servizio pubblico radiotelevisivo, dai vertici aziendali fino ai programmi. Uno strumento spesso prezioso più da un punto di vista politico che pratico.

Tensioni nell’opposizione

Così le fibrillazioni tra i partiti di opposizione sono sempre più intense, con Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Terzo polo che ambiscono a piazzare almeno un loro rappresentante alla guida di una commissione.

E questo significa che qualcuno resterà a bocca asciutta, con conseguenze sui rapporti tra le minoranze. Tra le voci raccolte off the records, infatti, c’è chi sottolinea come un’eventuale asse con Azione e Italia viva da parte dei dem potrebbe spostare il baricentro delle alleanze, almeno in ottica Regionali, visto che dopo ci sarà il congresso a decidere la linea.

«È chiaro che questo passaggio vede il Pd più affine a Calenda e Renzi dopo il comportamento dei 5 Stelle», osserva un deputato dem, esperto di trattative del genere.

Intanto Dario Franceschini è diventato presidente della Giunta per le immunità del Senato, proprio come previsto. Domani mattina toccherà a Federico Fornaro, ex capogruppo di Leu e ora deputato di Pd-Idp, diventare a essere indicato alla presidente alla Giunta per le elezioni della Camera, mentre Enrico Costa di Azione sarà eletto al vertice della Giunta per le Autorizzazioni a Montecitorio.

Scontro sulla Rai

Ma questi sono i capitoli già risolti, Copasir e Vigilanza Rai sono al centro di una trattativa a fari spenti.

I rumors delle ultime ore indicano una possibile debacle per il M5S, vittima delle trame di Matteo Renzi. Il leader di Italia viva, secondo quanto risulta a True-news.it, è molto attivo per portare a casa almeno la presidenza della Vigilanza Rai, obiettivo di Maria Elena Boschi.

Il dialogo va avanti infatti con le forze di centrodestra; che possono sostenere la candidata terzopolista e spostare gli equilibri alla Rai o al Copasir.

Del resto la commissione è solo per prassi affidata a un esponente dell’opposizione, quindi la maggioranza può muoversi a proprio piacimento. Ci sono stati contatti in corso sia con Fratelli d’Italia che con la Lega per arrivare a un esito che favorisca il Terzo Polo. Fino a pochi giorni fa, il favorito era Riccardo Ricciardi, uno dei vicepresidenti del Movimento. Per centrare l’obiettivo, però, il numero due di Conte avrebbe bisogno di essere votato da tutte le minoranze con il beneplacito della maggioranza.

E qui si inserisce l’opzione-Boschi, che nel borsino del Transatlantico è data in forte crescita. L’ex ministra ha un maggiore gradimento pure in alcuni settori del Pd; e sicuramente dal centrodestra che, come riferiscono fonti centriste, «sta apprezzando le posizioni del Terzo polo».

Fronte Copasir

Rispetto alla Rai, il discorso per il Copasir è diverso. Composto da 10 unità (5 deputati e 5 senatori); che per legge deve essere presieduto da una forza di un parlamentare dell’opposizione.

Il ruolo sembrerebbe appannaggio del Pd in uno scontro interno tra l’ex ministro della Difesa, Lorenzo Guerini ed Enrico Borghi, ma anche in questo caso ci sono dei fattori che potrebbero modificare l’esito previsto: su tutti l’orientamento del M5S, che non è disposto ad assecondare qualsiasi nome, tanto da poter pensare all’astensione o addirittura al sostegno a un candidato proprio, in particolare ha preso quota l’idea dell’ex magistrato Roberto Scarpinato, che tuttavia non incontra proprio il favore della maggioranza. Ma potrebbe essere il casus belli per Conte per allontanarsi ulteriormente dal Pd.