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Reinventing Cities Milano, salta il bluff “green”: a Lambrate vince coop Sant’Ilario (offrendo più soldi con il progetto peggiore)

La gara per riqualificare Scalo Lambrate a Milano nell'ambito di Reinventing Cities è stata vinta da Sant’Ilario Società Cooperativa Edilizia

Sono arrivati quarti su quattro. Prendendo, dal punto di vista “tecnico” e “ambientale”, il punteggio più basso: solo 67. Ma hanno vinto loro scalzando la concorrenza con l’offerta economica più alta. Così la gara per la riqualificazione urbana di Scalo Lambrate a Milano è stata vinta da Sant’Ilario Società Cooperativa Edilizia. Lo può riferire True-News da fonti vicine al dossier di gara nell’ambito di Reinventing Cities, il bando internazionale indetto dal Comune di Milano insieme alla rete delle grandi città nel mondo contro i cambiamenti climatici “C40”, che prevede l’alienazione o la costituzione del diritto di superficie di siti da destinare a progetti di rigenerazione urbana in chiave sostenibile.

Trionfa la cordata formata dalla coop Sant’Ilario

La cordata formata da Sant’Ilario Soc. Coop con i partner tecnici e ambientali di Caputo Partnership International, Tekne Spa Pro Iter, Studio Giorgetta, Consorzio Poliedra – Politecnico di Milano, Ernst&Young, Ambiente Italia Progetti, l’avvocato Guido Bardelli e l’artista Giorgio Milani, ha vinto l’area dello scalo ferroviario di proprietà di Ferrovie dello Stato Sistemi Urbani offrendo 7 milioni di euro a rialzo contro una base d’asta di 5,7 milioni.

Le altre cordate in gara per Reinventing cities Milano a Lambrate

I primi classificati dal punto di vista ambientale e tecnico sono stati Castello sgr, la società di gestione del risparmio guidata da Giampiero Schiavo, in cordata con Consorzio Cooperative Lavoratori. Che però hanno offerto il minimo, pari alla base d’asta. Cinque milioni e 749mila euro invece l’offerta dei secondi classificati in base agli standard “green” della gara, cioè Redo sgr, la società benefit che realizza l’housing sociale di Milano e Lombardia, guidata da Carlo Cerami e Fabio Carlozzo. La terza cordata capeggiata da Energa Group, società milanese specializzata in interventi di risparmio energetico negli edifici residenziali che però da mesi non naviga in buone acque, ha offerto 6,7 milioni di euro e infine la cooperativa Sant’Ilario di Alessandro Vadelka con le sue offerta da 7 milioni che gli ha permesso di scalare la classifica partendo dall’ultima posizione.

Il progetto vincitore su Lambrate di Reinventing cities Milano? “Lambrate Streaming”

Ora, per portare a termine il progetto vincitore ridenominato “Lambrate Streaming” che prevede un parco pubblico di circa 42mila metri quadrati (su 64mila totali) con suoi 900 alberi, per cominciare c’è da risolvere una serie di nodi. A partire dalle bonifiche di cui però ancora non sono del tutto chiari i costi e chi li coprirà, se lo sviluppatore privato o anche il proprietario dell’area (Ferrovie) sotto forma di compartecipazione di spesa una volta sforato una determinata asticella. Dal punto di vista dell’edificabilità, sono stati consentiti un massimo di 22.505 mq di superficie lorda di pavimento (SLP). Questa quota è destinata allo sviluppo di edilizia residenziale a basso costo, come chiesto dal Comune di Milano, per creare un mercato accessibile della casa e così suddivisa: 7.600 mq di edilizia convenzionata agevolata, per vendita, affitto, acquisto agevolato, incluso il co-housing; oltre 9mila a canone moderato e/o concordato, inclusi alloggi per studenti e co-housing sociale; e infine 2mila mq di edilizia a canone sociale per i valori più bassi.

Il nodo infrastrutture per il progetto di Reinventing cities

Si tratta di infrastrutture potenzialmente utili alla città ma che offrono scarsa remunerazione. Un’incognita e serve quindi una severa solidità finanziaria per portare a termine il progetto. Solidità finanziaria che in questi anni è mancata in più di un’occasione proprio agli uomini della cooperazione di Sant’Ilario. L’esempio più recente? Il maxi complesso residenziale in via Meucci, a cavallo fra via Padova e il quartiere Adriano, che procede a rilento ancora non concluso nonostante le promesse fatte a chi ha acquistato un appartamento in anticipo. Passeggiando nell’area è facile incontrare coppie di milanesi che hanno comprato lì casa, per sé o per i figli, e guardano sconsolati il cantiere parlano fra di loro: “Ora hanno promesso che consegnano gli appartamenti a fine 2021. Speriamo in bene questa volta”.