Quante fandonie su Conte e la Russia

Giuseppe Conte è un dannoso trasformista, ma sulla vicenda russa basta un po' di buon senso e di memoria. Altro che scandalo...

Dio sa quanto detesti la politica portata avanti da Giuseppe Conte, e quando era presidente del consiglio, e adesso che non lo è più e conta sempre meno. Giuseppe Conte, e lo dico da due anni, ovvero da quando la pandemia ho colpito fortemente Regione Lombardia, è stato uno dei principali responsabili della disorganizzazione della prima fase, tutto teso alla politica e alla propria mediaticità piuttosto che a risolvere i problemi.

Un dannoso trasformista

Conte o Bis-Conte, l’avvocato pentastellato è sempre stato un trasformista che ha fatto il male dell’Italia. Non c’è un provvedimento che non sia stato dannoso, negativo, statalista, centralista. Non c’è stato un uomo scelto da lui (leggasi Arcuri, in primis, ma anche l’ex numero uno di Ferrovie Battisti, per dire di un altro) che si sia dimostrato all’altezza del ruolo. E’ difficile che si possa avere un giudizio più netto su un uomo politico, ma di Conte io penso tutto questo.

Quale scandalo russo?

Tutto ciò premesso lo scandalo che sta emergendo sulla visita russa in Italia fa semplicemente ridere. Negli ultimi giorni, con uno stillicidio degno dei servizi segreti, continuano a trapelare notizie riguardanti l’arrivo dei russi con i respiratori e con i medici nei nostri ospedali. Tutto questo fa ridere, anzi fa piangere, perché punta a dire che Giuseppe Conte avrebbe cercato di far spiare le basi italiane ai russi con la scusa che ci stavano aiutando durante la pandemia.

Ora, io posso pensare tutto il male del mondo su Giuseppe Conte. E lo faccio. Ma Conte è comunque un uomo estremamente razionale. Fa le cose solo se ne ha un interesse diretto. E allora, quale interesse avrebbe mai potuto avere nel bel mezzo di una pandemia, con migliaia di problemi ogni giorno, con la gente che moriva, nel tramare una missione di spionaggio internazionale con i russi?

Contestualizziamo

Peraltro non è che negli Usa c’era Biden, ma Trump.

Non c’erano due fronti, ma uno solo. Non c’era di qui la sinistra e di là la destra, non c’erano due blocchi contrapposti come adesso. Era tutto sfumato, liquido, immerso nella pandemia che ci rendeva tutti uguali, paurosi di morire. Davvero pensate che Conte si sia venduto i segreti ai russi? Davvero? Io no. Io viceversa penso che la Storia sia una fantastica s….a ironica, e che stia riservando a Conte quel che lui ha fatto ad Attilio Fontana con i giornali, durante quell’aprile, quel maggio, quel giugno e quel luglio 2020: un pestaggio basato su supposizioni, calunnie, presunzione di colpevolezza.