Parma al voto, il sondaggio boccia Pizzarotti ma Guerra è in vantaggio

La rilevazione di GPF su Parma sancisce la bocciatura dell'era Pizzarotti. Per la poltrona di sindaco è corsa a tre con Guerra favorito

Si avvicina il voto del prossimo 12 giugno e i cittadini di Parma iniziano a mostrare le proprie intenzioni. Su tutte, una netta bocciatura del sindaco uscente. Dal sondaggio condotto da GPF Inspiring Research emerge una larga insoddisfazione da parte dei parmensi nei confronti di Federico Pizzarotti, che conclude la sua era dopo due mandati.

Pizzarotti bocciato

La rilevazione assegna alla giunta uscente un voto medio insufficiente. Oltre un terzo dei parmensi si dichiara insoddisfatto di Pizzarotti, che riceve un “ottimo” solamente da un sesto della cittadinanza.

Molte questioni che nel 2012 avevano favorito l’elezione storica di un sindaco del Movimento 5 stelle e poi la riconferma nel 2017 – quando Pizzarotti era però già fuoriuscito dal M5s – rimangono ancora sul tavolo.

Il sondaggio di GPF fotografia anche le preoccupazioni dei parmensi. I cittadini sondati avvertono come particolarmente sentita la situazione economica e dei commerci. Insieme con le infrastrutture, la viabilità e l’ambiente. Seguono i temi dell’innovazione, con una particolare attenzione da parte della citta di Parma alle “nuove idee” e dalla tematica della sicurezza.

Guerra in vantaggio

Conclusi dopo 10 anni i due mandati, termina quindi l’era Pizzarotti. A contendersi la fascia tricolore sono ora 1o candidati. Sulla scheda, come previsto, non ci sarà il Movimento 5 Stelle. Favorito per la carica di primo cittadino resta comunque Michele Guerra, l’assessore alla Cultura fedelissimo di Pizzarotti, sostenuto anche dal Pd e da altre forze di centrosinistra.

I dati, a due settimane di distanza dall’ultima rilevazione di GPF del 7 maggio, vedono una crescita ulteriore di Guerra, che raccoglie il favore di quasi un terzo dell’elettorato.

L’assessore è il candidato prescelto del 31% degli intervistati.

Tanti candidati

La conoscenza dei candidati cresce con l’approssimarsi delle elezioni; in particolare crescono molto gli outsider Costi, Bocchi e Ottolini. L’elezione sembra destare una profonda attenzione da parte dei cittadini. Oltre il 93%, un dato quasi prossimo alla soglia di saturazione, dichiara di essere a conoscenza del fatto che il 12 giugno, insieme con i 5 quesiti referendari, si voterà per l’elezione del sindaco.

Tuttavia, dal sondaggio non è chiaro chi indosserà la fascia tricolore. Il Centrosinistra si è visto respingere la candidature di Michela Canova e Roberta Roberti. Le liste Parma Democratica e Parma Città Pubblica sono escluse dalla competizione elettorale dal Tar. Le due liste erano state ricusate il 15 maggio da parte dell’ufficio elettorale circondariale per alcune mancanze nella documentazione.

Corsa a tre

La rinuncia di Canova e Roberti ha certamente favorito il rialzo delle quotazioni di Guerra. A favorire la vittoria del candidato unitario dei giallorossi, potrebbe essere la spaccatura interna al centrodestra.

Fratelli d’Italia candida Priamo Bocchi, 51 anni, attuale responsabile provinciale Enti locali del partito. Lega e Forza Italia sostengono l’ex sindaco Pietro Vignali. Politico di lunga data, è stato primo cittadino della città ducale dal 2007 al 2011.

Costi ha raggiunto Vignali: entrambi i candidati raggiungono quota 22%. Sommando i consensi, il centrodestra, anche se diviso, supererebbe quindi il 40%. Si preannuncia quindi una corsa a tre, dall’esito tutt’altro che scontato.

IL SONDAGGIO GPF SU PARMA