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Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini, le donne ribelli di Forza Italia (ma mai troppo da lasciare il Cavaliere)

Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini, le due ribelli di Forza Italia spesso perdonate (e premiate) da Silvio Berlusconi

Mara Carfagna, ministra per il Sud, a supervisione di una fetta di Recovery plan e dei fondi europei per il Meridione. Mariastella Gelmini, titolare degli Affari regionali, figura politica di raccordo tra gli enti territoriali (un ruolo che, in tempi di pandemia, è piuttosto importante). L’una del nord, bresciana, molto attiva nella città di Milano dove è stata consigliera a Palazzo Marino per Forza Italia fino a marzo, senza farsi troppo vedere in città. L’altra del sud, originaria di Salerno, da anni attiva sulla piazza napoletana dove è stata consigliera comunale.

Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini, le due dissidenti di Forza Italia (spesso promosse)

Due figure da anni cruciali in Forza Italia che, nonostante la cronica dissidenza, sono sempre state sotto l’ombrello dell’ex premier Silvio Berlusconi e da lui premiate in più occasioni. Paradossale? Certo. Ma di fatto è quello che è accaduto. Mara Carfagna, prima dell’incarico con Draghi, é stata ministra delle Pari opportunità nel quarto governo Berlusconi.

Mara Carfagna e il botta e risposta con il giornalista di Qui Milano Libera: “Puzzi”

Il Ruolo di titolare delle pari opportunità, all’azzurra Mara Carfagna, fu contestato soprattutto dai giornalisti di “Qui Milano Libera” che le chiesero conto, cercando di intervistarla, su come fosse riuscita a scalare Forza Italia velocemente. Questa la domanda che Qui Milano Libera pose più di una volta alla ministra (vedi il video linkato qui sotto): basta fare qualche calendario per essere promossi come ministri? Quesito al quale l’allora ministra Mara Carfagna rispose al cronista dicendo: “inizi a mettersi del deodorante perchè puzza un po’”.

Carfagna-Gelmini, le donne di Forza Italia “trattate con i guanti”

Due donne che Silvio Berlusconi, in barba a molti fedelissimi, ha sempre fatto salire in posizioni importanti e trattato con i guanti. Un esempio? La vicenda che ha coinvolto Mara Carfagna nel lontano novembre 2010. L’allora ministra delle Pari opportunità, in contrasto con il Pdl campano, aveva minacciato le dimissioni dal governo e la conseguente uscita dal Popolo delle Libertà. Ma il Cavaliere, venuto a conoscenza di questa volontà, arrivò (addirittura) tardi alla riunione Nato per telefonarle di persona. Azione efficace visto che poi, una settimana dopo tale annuncio, decise di ritirare questo proposito.

Mariastella Gelmini, invece, ha dato il nome alla riforma dell’istruzione che fece vivere uno degli ultimi autunni caldi d’Italia. Ma nonostante le numerose critiche, è sempre stata protetta dal partito.

A ciò va aggiunto che, con la formazione del Governo Draghi e l’indicazione dei nuovi ministri, nemmeno Mara Carfagna si aspettava di essere indicata per l’Esecutivo. Tanto è vero che, all’interno degli “azzurri”, i malumori tra i fedelissimi non sono mancati. “Perché Silvio ha scelto Carfagna, che non fa che lamentarsi del partito?” era il pensiero più dirompente nei giorni post-giuramento. Perché non promuovere come ministra Licia Ronzulli o Laura Ravetto, per fare due esempi? Domande a cui non si riesce a dare risposta ma non per questo poco pertinenti.

“Voce libera” di Mara Carfagna

Carfagna, infatti, aveva da circa un anno fondato “Voce Libera”, una corrente interna al partito più moderata dell’ex Margherita. Una proposta “ribelle”, in poche parole, che pareva presagire ad un nuovo soggetto politico della ministra. “Abbiamo presentato Voce Libera, un’associazione che io e altri amici abbiamo creato per mettere benzina nel motore del centrodestra” aveva annunciato sui social la ministra nel dicembre 2019. Progetto che però, in parte per le avance del Cavaliere, non è mai decollato in qualcos’altro.

Maria Stella Gelmini e Mara Carfagna contro la federazione del centro-destra

E veniamo ora al progetto della “Federazione del Centrodestra” lanciato da Matteo Salvini e raccolto (in buona parte) da Silvio Berlusconi. Nell’unione con il Carroccio l’ex premier, più di altri del suo partito, ha intuito alcuni vantaggi: la possibilità di definire una linea politica (imponendola in parte alla Lega) è una di queste.
Ma se il capo di Forza Italia non si è detto così contrario, indovinate chi si sta opponendo? Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini. La prima che minaccia, più che altro sottotraccia, di passare a Coraggio Italia del governatore ligure Giovanni Toti. E la seconda, contrarissima alla Federazione, che ammonisce continuamente sul rischio che di una perdita di identità di Forza Italia. E che sarebbe anche lei corteggiatissima dal governatore Giovanni Toti (che vorrebbe avere una ministra nel Governo Draghi). A guidare il fronte dei contrari, in particolare, è proprio Maria Stella Gelmini, ex capogruppo alla Camera dei Deputati di Forza Italia. La quale sta lavorando, più di altri nel partito, per distinguersi quale figura autonoma.

Risultato? A dispetto delle tante sirene e rumors continui di palazzo, le due ministre abbaiano ma non mordono. Tanto che sono (ancora) sotto il cappello di Forza Italia e, naturalmente, dell’intramontabile Silvio Berlusconi.