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Da Nord a Sud, ecco i nomi dei Di Maio Boys

Dagli inamovibili Laura Castelli e Manlio Di Stefano, fino agli amori politici più recenti: la rete di uomini e donne dietro Luigi Di Maio

di Sara Greta Passarin

Luigi di Maio ha una rete di fedelissimi, sparsi un po’ in tutta Italia, da far invidia a molti. Fin dal suo ingresso nel Movimento, ha sempre lavorato per questo obiettivo mettendo nel mirino (per sé e i suoi) cariche o ministeri importanti. Tanto che tra i parlamentari grillini, in relazione alle dinamiche di partito, gira il detto “non si muove foglia che Di Maio non voglia“.

“Di Maio é il politico più abile del Movimento” ha sempre detto senza mezzi termini l’ex 5 stelle Emilio Carelli. Il quale non ha mai nascosto, da uomo moderato di centrodestra, di apprezzare l’essere “politico-democristiano” di Luigi.

L’esempio più lampante è la piemontese Laura Castelli, 34 anni, viceministra dell’economia confermata (guarda caso) anche nel governo Draghi. La sua vicinanza a Luigi, iniziata in tempi non sospetti, non ha mai vacillato ed è facile pensare che sia stata premiata anche per questo. La posizione ricoperta nei tre governi, dal 2018 ad oggi, infatti non è mai cambiata: inamovibile, nonostante le tante critiche di incompetenza. Irremovibile dal Conte I a Draghi, anche lui dimaiano di ferro, è Manlio Di Stefano, braccio destro dell’uomo di Pomigliano d’Arco alla Farnesina.

Nella giglio magico del ministro degli Esteri si annoverano poi due siciliani: Giancarlo Cancelleri (siciliano, riconfermato al Ministero dei trasporti) e l’ex capogruppo grillino alla Camera Francesco D’Uva. Si inserisce in questo filone anche il lombardo Davide Crippa, attualmente capogruppo alla Camera (a Montecitorio l’influenza di Di Maio è maggiore) e il deputato calabrese Paolo Parentela. Volgendo lo sguardo al Senato vicini all’ex leader ci sono Vincenzo Presutto (altro campano) e Gianluca Ferrara della commissione esteri. Lo stesso Ettore Licheri, che non può dirsi dimaiano, è comunque un nome non ostile all’ex capo politico.

Deve politicamente tutto a Di Maio anche la sarda Alessandra Todde, riconfermata al Mise con Giancarlo Giorgetti. Scoperta da Luigi nel periodo delle elezioni europee (dove per poco aveva mancato l’elezione) è stata da lui “ripescata” ed inserita nella squadra del Conte II. Nell’ultimo anno e mezzo, riuscendo ad emergere con importanti ruoli di vertice, si è avvicinata a Di Maio anche la ministra Fabiana Dadone.

A fronte dei volti più conosciuti, però, ce ne sono altri meno noti ma centrali per la rete di Di Maio. Tra questi troviamo i parlamentari Elisa Scutellà e Davide Serritella, commentatori immancabili dei suoi post pubblicati su Facebook, a cui bisogna aggiungere il campano Cosimo Adelizzi. Ma anche le due consigliere regionali Valeria Ciarambino (di Pomigliano d’Arco come lui) e Sara Marcozzi (eletta in Abruzzo) e la capodelegazione grillina all’Europarlamento Tiziana Beghin.

Non compaiono invece in questo elenco, e non per errore, né Alfonso Bonafede (ex ministro della giustizia) né l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Partiti come fedelissimi al fianco di Luigi, che li ha voluti nel Conte I e II, hanno acquisito negli anni una propria statura personale. Bonafede infatti viene bollato più come “contiano” mentre Fraccaro non pare ancora inserito in una corrente. E crede in un Movimento ancora post-ideologico che non sia né di destra né di sinistra.