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Lombardia, la sanità fibrilla ancora. Rumors

Il nome di Zuccotti per il post Gallera (ma Salvini rassicura l'assessore). Mentre Emanuela Baio Dossi è sempre più "la donna che sussurra a Trivelli". I movimenti in Regione Lombardia in vista del dicembre caldo

Il nome di Zuccotti per il post Gallera (ma Salvini rassicura l’assessore). Mentre Emanuela Baio Dossi è sempre più “la donna che sussurra a Trivelli”

di Francesco Floris

C’è un nome che gira con insistenza ai piani alti di Regione Lombardia in vista del dicembre caldo. Quello di Gian Vincenzo Zuccotti. Per il Direttore e Responsabile del reparto di Pediatria e Pronto Soccorso Pediatrico dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco oltre che Presidente del Comitato di Direzione della facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, potrebbe arrivare la chiamata da Palazzo Lombardia per sostituire Giulio Gallera all’assessorato al Welfare, in un rimpasto dal sapore politico dentro la giunta di Attilio Fontana e che prevederebbe almeno un altro cambio ai vertici. Gallera, in quota Forza Italia, in realtà è stato rassicurato da Matteo Salvini che nulla accadrà il giorno del voto sulla mozione di sfiducia. Professore di valore, Zuccotti ha raccontato nel numero di True Pharma del 19 novembre l’esperienza del “Virtual Hospital” all’Ospedale Sacco di Milano. Lo stesso giorno The True Show su Telelombardia lo ha intervistato perché il docente universitario sta portando avanti una campagna vaccinale nella metro, sulla linea lilla alla fermata Gerusalemme, dedicata ai bambini. Nessuno mette in dubbio le sue capacità. Nemmeno Forza Italia che pure vuole tenere per sé la delega al Welfare nell’ottica di un equilibrio invariato nei rapporti di forza con la Lega in Regione. Il suo nome circola, eppure ci sono alcune circostanze lavorative e incarichi che lo vedono già oggi coinvolto che, secondo quanto può riferire True Pharma, sconsiglierebbero una sua nomina. “Per ragioni di opportunità” dicono fonti ben informate sul dossier. Altro nome che circola con insistenza nelle ultime settimane è quello di una donna. Emanuela Baio Dossi. Non come possibile assessore, tutt’altro, ma come “consigliera ombra” del direttore generale Welfare, il ciellino Marco Trivelli, storico manager della sanità lombarda. Pare che più di una persona abbia detto a Trivelli di tenere in considerazione i pareri della Baio, seppur senza alcun incarico formale in regione. Classe ’56, ex giornalista di Avvenire e del Sole 24 Ore, politica e senatrice per tre legislature – fino al 2013, quando non viene rieletta nelle liste di Scelta Civica di Mario Monti – “la donna che sussurra a Trivelli” è transitata attraverso Margherita, Partito democratico nella corrente teo-dem di Paola Binetti, Alleanza per l’Italia, fino al tentativo di candidarsi come sindaco di centrodestra in Brianza nel suo comune d’origine uscendone sconfitta. Già presidente del Comitato di coordinamento per i diritti dei diabetici, il suo posto nella sanità se lo è guadagnato quando a Palazzo Madama come membro della Commissione Permanente Igiene e Sanità è diventata uno dei punti di riferimento per la florida industria di settore nella “sua” Brianza. E sfornando un ragguardevole numero di iniziative legislative e interrogazioni su svariati temi: congedo parentale per le famiglie con a carico persone disabili, diagnosi precoci neonatali, consenso informato, utilizzo di ricerca su cellule e tessuti umani, rete delle cure palliative. Fino ai dossier più scottanti dell’epoca (2011) in campo sanitario, come il critico stato di salute finanziaria dell’ospedale San Raffaele e della Fondazione Monte Tabor.