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LFC, processo al via: “Non basta essere parte civile, Dell’Acqua spieghi”

Emergono due nuovi elementi nella compravendita del capannone di Cormano, futuro "cineporto" della Lombardia Film Commission (FLC)

Di David Gentili*

Due anni fa, il 28 di aprile del 2019 la prima inchiesta su l’Espresso. Il 21 aprile 2021, Alberto Di Rubba e il suo collega Andrea Manzoni saranno processati con rito abbreviato a porte chiuse. Michele Scillieri, il terzo “commercialista della Lega”, anche lui coinvolto nella compravendita del capannone di Cormano, futuro “cineporto” della Lombardia Film Commission (FLC), ha già patteggiato. L’immobile, acquistato per 800 mila euro, dalla FLC, fondazione i cui soci sono Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, Camera di Commercio e Comune di Milano, è al centro di una complessa vicenda.

Una settimana dopo che l’assemblea dei soci aveva deliberato di acquistarlo, vengono versati 800 mila euro ad Andromeda srl, che ne deteneva la proprietà. L’intera cifra pattuita. Mai visto prima. Nessuno si comporterebbe così. Nessun “buon padre di famiglia”. Il rogito verrà firmato, sei mesi dopo, nel settembre 2018 da Giuseppe Farinotti. Presidente di Lombardia Film Commission all’atto del “frettoloso” versamento, era Alberto Di Rubba, amministratore unico della Pontida Fin e Direttore Amministrativo del gruppo della Lega alla Camera.

Lombardia Film Commission, Dell’Acqua difende tutto e tutti

Ora a presiedere la Fondazione c’è il professor Alberto Dell’Acqua. Da quando ha accettato la nomina, nel marzo 2020, ha interpretato il ruolo di chi difende quanto finora è stato deciso dai vertici della Fondazione. Ha difeso la valutazione dell’immobile. Era convinto non ci fosse alcun conflitto di interesse tra, Michele Scillieri, ex consulente della Fondazione e cognato di chi ha venduto l’immobile di Cormano. Ha difeso il pagamento anticipato dell’intera cifra all’atto del contratto preliminare. Ha proposto al CdA per l’Organismo di Vigilanza la ratifica della nomina di Alessio Gennari, sul cui operato in occasione dell’acquisto dell’immobile in Cormano ha avuto da eccepire anche il Collegio dei Revisori di Regione Lombardia.

Ora emergono due nuovi elementi di cui chiedo conto al Presidente Dell’Acqua. Nella relazione del Perito Tecnico della Procura consegnata il 23 marzo scorso, l’architetto Bracchi illustra diversi fatti. Viene scritto che Di Rubba, una volta terminato l’incarico, cerca di rientrare come consulente della Fondazione per 70 mila euro all’anno. La rappresentante del Comune Paola Dubini il 21 dicembre 2018 si oppone.

Lavori di ristrutturazione per 70mila euro

In data 9 gennaio 2019, il Presidente della Fondazione LFC, Farinotti, deposita allo Sportello Unico per l’Edilizia del Comune di Cormano la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) per l’esecuzione di lavori manutentivi da eseguirsi sull’immobile di via Bergamo n. 7. Lavori essenziali: rifacimento dei servizi igienici, sostituzione di tutti i pavimenti, i rivestimenti, gli impianti e i serramenti interni ed esterni, realizzazione del vespaio!! Lavori che sarebbero dovuti già essere stati svolti, visto che la congruità del prezzo era legata alla ristrutturazione.

I lavori vengono assegnati alla stessa Baracchetti Service srl di Casnigo, che doveva svolgere i lavori prima della firma del rogito e il cui titolare è sotto processo. Gli stessi che inviano mail a Di Rubba, ancor prima che il bando per l’acquisizione dell’immobile sia pubblicato sul sito della Fondazione per discutere dell’efficacia dei rendering dei capannoni di via Bergamo. In data 21 marzo 2019, la Società Barachetti Service S.r.l. di Casnigo emette fattura intestata alla Fondazione LFC, dell’importo di € 70.000,00 oltre ad € 15.400,00 IVA 22%, per un totale di € 85.400,00. Il 22 marzo 2019 Di Rubba ritira la sua candidatura a consulente finanziario.

La mancanza del certificato di abitabilità

Dell’Acqua dovrebbe sapere sia dei lavori assegnati dopo l’acquisto per altri 70 mila euro e dovrebbe anche sapere che al 25 maggio 2020, la FLC “non è ancora in possesso del certificato di abitabilità dell’immobile e di ogni altra certificazione annessa e connessa”. Così come scrive lo stesso Gennari. Com’è possibile che nell’informativa inviata nel giugno 2021 al Comune di Milano e nella sua audizione in commissione del novembre dello stesso anno Dell’Acqua non dica nulla?

Dell’Acqua dichiara: Pertanto, lo scrivente non ritiene sussistano elementi anomali nella perizia svolta dal Dott. Arnaboldi e che il valore cui la transazione è stata effettuata sia stato equo e non abbia quindi arrecato danni alle consistenze patrimoniali della Fondazione. In virtù di queste analisi e considerazioni, lo scrivente ritiene non necessaria un’ulteriore verifica di congruità del prezzo attraverso il coinvolgimento di ulteriori professionisti, anche nella logica di salvaguardare le risorse pubbliche messe a disposizione alla Fondazione per il perseguimento dei suoi scopi istituzionali.  

Non basta costituirsi parte civile professor Dell’Acqua. Bisogna tutelare gli interessi e l’immagine della Fondazione con azioni concrete, individuando errori e responsabilità, mettendo a disposizione atti, notizie, informazioni.

*Consigliere comunale di Milano Pd, Presidente della Commissione Antimafia