Le porte girevoli della Difesa: Guerini al Copasir fa felice anche Crosetto

La Difesa, la sicurezza, l'export di armi, l'Africa, i legami col Quirinale: tutti i fronti su cui le visioni di Guerini e Crosetto convergono

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? Lorenzo Guerini del Partito democratico è stato appena nominato presidente del Copasir. La nomina dell’ex ministro della Difesa e una buona notizia per il nuovo titolare del dicastero, Guido Crosetto. I due condividono l’esordio con la Dc e una serie di dossier: dall’export di armi ai legami col Quirinale, le visioni di Guerini e Crosetto convergono.

Lorenzo Guerini ritorna presidente del Copasir e tra chi strappa un sorriso c’è Guido Crosetto. Vedere un esperto ex Ministro della Difesa a lui molto affine guidare l’organo di garanzia per eccellenza sulla sicurezza nazionale aiuterà il lavoro al titolare di Palazzo Baracchini.

La continuità tra Guerini e Crosetto

Crosetto, il più centrista di Fratelli d’Italia, tornerà a lavorare con Guerini, il più centrista del Partito Democratico. Nella XVIII Legislatura avevano cooperato quando Crosetto era presidente dell’Aiad, la Confindustria della  Difesa, e Guerini ministro. Ora si confronteranno su temi come le forniture d’armi a Paesi alleati, le garanzie securitarie delle missioni italiane, il dialogo tra maggioranza e opposizione sulla pubblica sicurezza.

Alla nascita del governo Meloni, a fine ottobre, il passaggio di consegne tra i due si è svolto nella massima collaborazione. Tra i due c’è stima reciproca, spirito di cooperazione e anche un consolidato rapporto personale. E i primi atti di Crosetto ministro lo testimoniano. Via libera al consolidamento della presenza italiana nelle missioni Nato a Est; sì alle forniture di armi all’Ucraina fino a fine 2023; potenziamento della presenza pubblica del Ministero della Difesa, soprattutto in occasione del 4 novembre. Tre scenari su cui Guerini ha aperto la strada e ora Crosetto si muove su un terreno famigliare.

I dossier comuni: l’export militare dal Qatar al Giappone

Anche nel campo della “diplomazia” della Difesa Crosetto continuerà come esponente istituzionale l’opera avviata come rappresentante delle industrie del settore. Favorita, negli anni scorsi, da Guerini. Tra le prime tappe visitate da Crosetto come ministro il Qatar, partner della nostra industria e di attori come Leonardo. Paese già visitato tra grandi fanfare dallo stesso Guerini nel novembre 2020, ai tempi del governo Conte II.

Tra gli altri dossier di comune interesse, l’asse col Giappone. Guido Crosetto ha avuto, nella giornata del 17 novembre, un colloquio telefonico con il Ministro della Difesa giapponese, Yasukazu Hamada. L’occasione è stata importante per ribadire la coesione italo-nipponica sul programma del caccia Tempest a guida britannica, che l’asse Guerini-Crosetto aveva consolidato nella scorsa legislatura.

Occhio all’Africa: così Crosetto va in scia a Guerini

Vi è poi un interesse convergente all’accrescimento della presenza militare dell’Italia in Africa. Guerini ha concordato con il centrodestra sulla necessità di fermare sulle spone africane la questione migratoria e sul risolvere il problema securitario dall’altra parte del Mediterraneo. Crosetto, appena insediatosi da Ministro, ha ribadito la necessità di investire in Africa e sviluppare consolidati rapporti con gli Stati del continente. A metà ottobre l’ultima visita di Guerini è stata, a tal proposito, in Niger, per un incontro col contingente italiano schierato in funzione antiterroristica nel Paese.

A inizio dicembre, a latere del vertice Med dell’Ispi, Crosetto ha incontrato a Roma il presidente nigerino Mohamed Bazoum. Questi era ospite della conferenza “Italia, Niger. Europa, Africa. Due continenti. Un unico destino”, organizzata dalla Fondazione Med-Or e ospitata dall’università Luiss. Med-Or, lo ricordiamo, è la fondazione di Leonardo presieduta dall’ex Ministro dell’Interno Marco Minniti, primo promotore della proiezioni italiana in Africa.

Le convergenze parallele di due democristiani

Molti i dossier comuni, dunque, su cui Crosetto e Guerini hanno sintonia. E molto apprezzata, dalle forze armate, la stabilità e la continuità tra due figure che hanno, sul piano internazionale, gli stessi riferimenti. Crosetto e Guerini condividono una posizione di fermo sostegno all’Alleanza Atlantica e alle sue filiere non mutualmente escludibile, però, con la ricerca di una via europea complementare.

Da ex democristiani arrivati a partiti diametralmente opposti nello spettro politico, condividono una comune cultura politica. E, al contempo, un milieu di riferimenti: la competenza nel mondo dei servizi segreti, ben conosciuti da Crosetto e dal Copasir già vigilati da Guerini; il legame col Quirinale che tifa continuità alla Difesa; l’attitudine bipartisan. Gli uomini passano da un ruolo all’altro, lo Stato resta: in tempi di incertezza il mondo della Difesa e della sicurezza nazionale vuole evitare scossoni. E si blinda sull’asse Guerini-Crosetto.