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La lettera dei lavoratori in crisi ai giornalisti che fa commuovere gli operatori dell’informazione (precari)

La lettera dei lavoratori in crisi ai giornalisti: "Vi chiediamo "come state perchè la vostra situazione è molto simile alla nostra"

Il collettivo di fabbrica Gkn invita giornaliste e giornalisti, lavoratrici e lavoratori dell’informazione a un incontro-assemblea martedì 12 ottobre prossimo alle h 20.30 al presidio Gkn.

Ci siamo conosciuti con ruoli diversi, noi spesso intervistati e voi intervistatori, noi ad affrontare timidamente la telecamera e voi magari a cercare immagini per chiudere il servizio. Voi avete osservato noi e noi abbiamo osservato voi. Ci avete visti scocciati, grati, felici, stanchi, nervosi per l’attenzione mediatica. E noi vi abbiamo visti correre, premere, chiedere, magari a tenere con una mano la telecamera e con l’altra il microfono. Abbiamo avuto questi reciproci incontri con ruoli diversi, ma sapendo che in fondo ognuno di noi era lì per provare a sopravvivere, per portare a casa il lavoro.

Spesso abbiamo scherzato insieme e qualche volta vi abbiamo respinto. Spesso ci avete trovato, altre volte non ci siamo fatti trovare.

Vi abbiamo chiesto “come state”, perchè magari mentre provate a farci raccontare la nostra storia, la vostra situazione lavorativa è silenziosamente uguale o peggiore della nostra.

Perchè nel vostro settore si annida un grado di sfruttamento – fatto di precarietà, stage, partite iva, service esterni in appalto -potenzialmente uguale o superiore a quello delle nostre fabbriche.

Abbiamo provato a spiegarvi cosa volevamo comunicare e spesso vi siete messi letteralmente a servizio di questo nostro messaggio. Altre volte invece vi abbiamo visto usare canoni comunicativi, sensazionalisti, alla ricerca dello scoop, che fanno male a noi e, nostra umile opinione, fanno male anche a voi.

Dopo tre mesi di presidio sentiamo il bisogno di prenderci una serata tutta per noi, per confrontarci, tra lavoratori e lavoratrici di settori diversi. Per fare il punto di questa nostra lotta, della vostra situazione, del nostro rapporto. Di come ci vediamo reciprocamente, di quello che siamo, di quello che vorremmo essere.

Non è una conferenza stampa e decideremo insieme cosa vorrete o non vorrete raccontare di questa serata.

Vi aspettiamo. Un abbraccio