Giarrusso contro Draghi: “Uno dei peggiori premier della storia”

Mario Giarrusso, senatore ex volto storico del M5s ora passato ad Italexit, commenta il sondaggio di True Data su Draghi e social

Se c’è un personaggio politico che non è affatto sorpreso dai risultati dell’ultimo sondaggio di True Data – una collaborazione tra true-news.it, Termometro Politico, Osservatorio Globalizzazione e The Pitch – è il senatore ex volto storico del M5s, Mario Giarrusso.

Draghi, uno  dei peggiori premier della storia

La rilevazione settimanale evidenzia come il 39,4% degli intervistati abbia risposto con un “No, per nulla” alla domanda “Le ispira fiducia Mario Draghi come premier?”.

Un dato che fa il paio con il 19,4% del campione che ha affermato di avere poca fiducia nei confronti del presidente del Consiglio. “Draghi si è rivelato uno dei peggiori presidenti del Consiglio della storia italiana – affonda il colpo Giarrusso con true-news.it – non sono meravigliato da questi risultati”.

Per il vulcanico parlamentare passato a Italexit dell’altro ex grillino Gianluigi Paragone addirittura “Draghi non sarebbe nemmeno in grado di governare un condominio”.

E i motivi della débâcle sono molteplici, per uno dei tanti politici simbolo del grillismo che fu: “Gli italiani si stanno accorgendo che Draghi ci sta portando in guerra con la Russia, sta umiliando il nostro Paese e ha gestito il Covid in maniera folle”.

Un sondaggio in controtendenza, che arriva a poche settimane dalla visita del premier a Washington, in programma per il 10 maggio. E anche su questo Giarrusso è tranchant: “Draghi va negli Stati Uniti perché ha i suoi padroni, i suoi unici riferimenti, quelli che gli dettano la linea”.

Un nuovo Mario Monti

Al netto delle intemperanze, il senatore ex pentastellato immagina per il presidente del Consiglio una parabola simile a quella di un altro tecnico passato per Palazzo Chigi, Mario Monti. “Questi personaggi dell’alta finanza sono tutti privi di empatia, non sanno mettersi nei panni dei cittadini perché vivono in un mondo di privilegi, fu anche la rabbia degli italiani per Monti a portare il Movimento Cinque Stelle in Parlamento nel 2013, e io per Draghi non vedo un futuro in politica.

Infatti Monti, se non fosse stato nominato senatore a vita, avrebbe visto la politica solo con il binocolo”.

E invece stavolta i Cinque Stelle sono al governo insieme all’ex governatore della Bce. “No – rilancia Giarrusso – il Movimento è il principale e direi unico responsabile del fatto che Draghi sia presidente del Consiglio, perché se il M5s fosse andato all’opposizione non si sarebbe mai scelto di mandare Draghi al governo, oppure l’attuale premier sarebbe stato messo costantemente in difficoltà da un Movimento all’opposizione, Cinque Stelle che in quel caso sarebbe potuto crescere ancora di più a livello elettorale e di consenso”.

Con Musk, contro la censura social

Poi c’è un’altra parte del sondaggio, quella sulla censura sui social network. Il 23,6% degli intervistati pensa che sui social non ci sia libertà d’espressione e il 24,4% crede che ultimamente si sia esagerato con la censura. Il tutto si collega a un 28% del campione che pensa che Twitter con l’avvento di Elon Musk possa diventare un luogo più libero e accogliente.

Quando noi con il M5s abbiamo cominciato a fare politica sul web i social erano totalmente liberi – risponde Giarrusso – tutta questa libertà ha fatto reagire l’establishment e hanno cominciato a imporre censure assurde ai cittadini”. Per il senatore “il Covid è stato un esempio, con le persone che esprimevano opinioni diverse che venivano e vengono censurate o avvertite in modo surreale”.

Un altro esempio è l’esclusione di Donald Trump da Twitter: “Uno può anche non condividere il pensiero di Trump, ma in quel caso c’è stata una censura, e quindi la gente crede che con un personaggio come Musk possa tornare la libertà, anche se io diffido degli uomini soli al comando e degli oligarchi straricchi occidentali”, conclude il senatore.