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La giacca di Meloni e gli occhi di giornalismo e politica

La giacca di Meloni e gli occhi del giornalismo

Perché leggere questo articolo? Ci è voluto un articolo del Wall Street Journal per fare chiarezza sul gesto di Meloni. La premier si è ritirata nella giacca con un gesto “umano” dopo una frase agghiacciante di Angelo Bonelli. Ma andatelo a spiegare ai giornali italiani…

Don’t Look at Me With Your Disturbing Eyes”. Non mi guardi con quegli occhi inquietanti. Non è un Giorno in Pretura e nemmeno una gita allo zoo. E’ un dibattito parlamentare. Dalla Camera dei deputati alla prima pagina del Wall Street Journal. Una scenetta che si può descrivere in modi differenti: autoironica, umana, divertente. Oppure surreale, inopportuna, “da Bagaglino”. L’immagine della premier Giorgia Meloni che si ritira, nascondendo la testa nella giacca del tailleur si presta a vari punti di vista. La ricostruzione della vicenda, però dice molto sullo stato del nostro giornalismo.

La giacca di Meloni arriva sul WSJ


A tre giorni di distanza, la giacca di Meloni copre l’intero arco giornalistico, dalla Verità al Manifesto. Non poteva essere altrimenti, visto che l’istantanea è approdata sulla prima pagina del prestigioso Wall Street Journal. Così l’immagine si ripropone nuovamente, sovraccarica di significati, ricostruzioni e giudizi. Soprattuto questi ultimi: il Fatto Quotidiano definisce quella della premier “una scena da Bagaglino“. Non un quotidiano che spieghi il retroscena della giacca di Meloni. E allora, proviamoci…

Aula di Montecitorio, interno pomeriggio, mercoledì 20 marzo. Alla Camera c’è il confronto sull’informativa della premier, in procinto di partire per il vertice europeo. Prende la parola Angelo Bonelli che a un certo punto lancia questa dichiarazione alla premier. A un certo punto, il leader di Alleanza Verdi e Sinistra si interrompe. Ricambia la sguardo della premier, e le lancia il monito: “Non mi guardi con quegli occhi inquietanti“. Non è una battuta. Bonelli si è veramente lamentato del modo in cui Meloni lo ascoltava, e soprattutto guardava. A quel punto Meloni reagisce mimando la sua reazione, non potendo parlare al microfono. Quindi allarga le braccia, come a dire “che fare”. E allora, solo allora, si richiude per una frazione di secondo dentro la giacca.

Gli occhi di Giorgia

Un’istantanea. Tanto basta per scatenare le curve della stampa. “Basso profilo istituzionale” contro “Ironia e umanità della premier“. “Bagaglino” o “scenetta divertente”. Per fortuna arriva il Wall Street Journal, che oltre alla foto incriminata, aggiunge anche una spiegazione di cosa ha innescato l’incidente. Una battuta assurda, fuori luogo e forse anche offensiva di Bonelli. La giacca di Meloni nel frattempo è diventato un caso internazionale.

Ecco, allora, che arriva il commento della premier. Un post sui social, una sequenza di foto con le sue espressioni e la didascalia: “Noto lo scalpore di diversi esponenti dell’opposizione perché alle parole del leader dei Verdi Bonelli rivoltemi in Aula, ‘non mi guardi con sguardo inquietante’, ho risposto coprendomi ironicamente il volto per non destare ansietà al collega. Non so cosa intendesse con ‘sguardo inquietante’, ma mi scuso con il collega e con chiunque altro possa eventualmente sentirsi intimorito”.

Una risata e i giornali che si seppelliscono

Chiusura a lieto fine con un sorriso strappato? Manco per sbaglio. I giornali di oggi proseguono con invettive di condanna alla premier. Una pesantezza e mancanza di auto-ironia di fronte a una reazione umana, di una persona che subisce un richiamo fuori dal mondo. Niente però in confronto alla risposta di Bonelli: “Intimorito io? No. Il problema non sono nemmeno le scuse, il punto è che quando la premier viene in aula, deve fare la premier e avere una postura istituzionale, che lei non ha“. Una risata ci seppellirà, davvero.