Fridays for Future a Milano, delusione e confusione: “Sala e i partiti non ci rappresentano”

Il presidio poco partecipato dei Fridays for Future a Milano. La sfiducia dei militanti verso la politica al voto

Due binari paralleli: Fridays for Future e la politica avrebbero anche dei punti di contatto. “Siamo militanti, più che attivisti” dice Giovanni, studente 20enne di Scienze Politiche a Milano. “Le nostre iniziative sono organiche, non ci attiviamo per una singola occasione”. Ma alla fine non si incontrano. Così, mentre i partiti chiamo gli elettori al voto del 25 settembre, i ragazzi di Fridays hanno indetto uno Sciopero Globale il 23 settembre.

Nel frattempo, ogni venerdì si danno appuntamento in Piazza Mercanti, a due passi dal Duomo di Milano. Un presidio di sensibilizzazione contro l’aumento dei prezzi dei trasporti. Ieri, all’ombra della Madonnina, anche se motivati, non erano in tanti. Hanno espresso tante idee – alcune un po’ confuse, se non imprecise – riconducibili a una sfiducia complessiva nei confronti della politica che li ha delusi.

Sala non è il sindaco delle persone

“Mentre nel resto d’Europa i governi incentivano i trasporti pubblici locali, tagliando le tariffe o garantendone la gratuità a cittadine e cittadini, qui a Milano aumentano i prezzi dei treni e del trasporto extraurbano e si discute di fare lo stesso con quello urbano”. Così i ragazzi di Fridays fo Future meneghini si scagliano contro gli imminenti rincari del servizio di trasporto pubblico locale in Lombardia e soprattutto nel capoluogo.

La loro “agenda per il clima” – un documento in 5 punti, stilato nel corso dell’estate – non può tollerare i rincari del servizio pubblico.

“La colpa non è solo del Comune, certo. Ma è un duro colpo alla credibilità di chi ha fatto proclami ambientalisti. Ma è solo marketing politico”. Martina ha 29 anni, ha studiato a Londra, ed è portavoce nel coordinamento nazionale delle varie realtà locali di Fridays. Non sopporta il “greenwashing” dei politici, su tutti quello del primo cittadino di Milano.

“Sala non è il sindaco delle persone. L’aumento dei prezzi del trasporto pubblico lo dimostra. E, come se non bastasse, sta regalando l’area di San Siro a due squadre di calcio”. [In realtà, è probabile che Milan e Inter diano l’addio a San Siro, optando per stadi di proprietà fuori dal Comune di Milano, ndr.]

Fridays contro il greenwashing

Di fianco a lei c’è chi ha votato Sala, e ora se ne pente: “ha tradito le promesse”. C’è chi lo scagiona parzialmente: “non è solo colpa sue. E’ tutto il sistema locale, con Provincia e Regione, che ha causato l’aumento dei prezzi.

E c’è chi l’ha scampata: “Sono di Brugherio, quindi l’anno scorso non ho votato Sala. Per fortuna!”.

In tutto sono una quindicina di militanti. Hanno tra i 16 e i 29 anni, vengono da Milano e provincia. Distribuiscono volantini ai passanti, spiegano i punti della loro Agenda per il clima e non sanno cosa faranno il 25 settembre.

Nessuna indicazione di voto

“Siamo un movimento apartitico e aperto.

Non diamo indicazioni di voto”. Giulio, 21 anni è convinto: “Guardiamo ai contenuti, non ai partiti”. Poi si lascia scappare: “Beh, la Meloni è la peggiore. Spero proprio che non diventi premier”. Qualcuno pensa di votare a sinistra; altri il Movimento 5 stelle – “Sono stati i primi a parlare di Transizione ecologica tra i partiti”. Ma a prevalere è la sfiducia verso la politica. Anche nei confronti dei Verdi: “L’alleanza col Pd ha bruciato la loro credibilità.

Hanno idee vecchie, sono un partito in chiaroscuro”.

L’AGENDA CLIMATICA DI FRIDAYS FOR FUTURE ITALIA