Fratoianni: “Subito dialogo con 5 Stelle e Pd. No a Calenda che guarda a destra”

Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, sollecita l'opposizione a riprendere la discussione su temi più vicini agli italiani

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana, sollecita i partiti a riprendere la discussione sui temi più vicini agli italiani. E ribadisce la difesa del Reddito di cittadinanza contro gli annunci di cancellazione da parte del centrodestra. Escludendo da questa base il dialogo con il terzo polo. Infine attacca Berlusconi sulla guerra in Ucraina: “Ecco chi sono i veri amici di Putin”.

Il rilancio della coalizione con Movimento 5 Stelle e Pd.

Escludendo il «quarto polo» che guarda a destra «a partire dal Reddito di cittadinanza e dal presidenzialismo». Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, in questa intervista a Truenews.it sollecita la ripresa del dialogo tra dem e pentastellati guardando già alla scadenza elettorale delle Regionali del Lazio. E sulle parole di Berlusconi attacca: «Gli amici di Putin sono sempre stati nella destra».

Fratoianni, il centrodestra è diviso, ma il centrosinistra è spezzettato. Difficile presentarsi come alternativa, non crede?

Bisogna lavorare sulle questioni che riguardano la vita materiale dei cittadini, sulle condizioni della maggioranza oggi schiantata dalla crisi sociale. C’è l’emergenza inflazione trainata dall’aumento del prezzo dell’energia. Quindi occorre dare una risposta ai problemi, prendendo subito le risorse dall’intero ammontare degli extraprofitti. E bisogna battersi contro la precarietà del lavoro e per un miglioramento dei salari, che invece ora tornano indietro. Al Paese serve una proposta con delle soluzioni.

Su quali punti è possibile ricostruire un’alleanza di centrosinistra?

Mettendo al centro i temi diventa sicuramente possibile ricostruire la ragione di una convergenza, mettendo in cima le due priorità: la transizione ecologica e il contrasto alla disuguaglianze. Se restiamo nel dibattito politicista, credo sia difficile superare le scorie di una campagna elettorale, in cui purtroppo non si è riuscita a costruire la coalizione di cui avevamo bisogno.

E con quali soggetti può ripartire questo confronto? 

L’alleanza Verdi-Sinistra, il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle. Dobbiamo unire le forze politiche che, almeno su alcuni contenuti, possono avere delle interlocuzioni e delle convergenze. Mi sembra più difficile un’operazione del genere con il quarto polo (testuale, ndr) di Renzi e Calenda che su questioni sociali, come il Reddito di cittadinanza, o su altre di tipo istituzionale, come la riforma presidenziale, è più disposto a un dialogo con la maggioranza di centrodestra.

Sono quindi una stampella della destra?

Su alcuni temi si sono dichiarati esplicitamente a favore, basti pensare al Reddito di cittadinanza che Renzi già voleva abolire con un referendum. Il quarto polo ha già offerto la sponda per un’interlocuzione anche sulla riforma della Costituzione.

Intanto incombono le scadenze elettorali, dal Lazio alla Lombardia ci sono le regionali e il centrosinistra litiga…

Ci sono appuntamenti di primaria importanza che riguardano milioni di cittadini, compresi capoluoghi di provincia.

Occorre fare i conti con quel che successo. Ed è evidente che, senza una coalizione con Verdi-Sinistra, M5S e Pd, certe partite elettorali, alle Regionali, rischiano di iniziare nemmeno, come avvenuto il 25 settembre in Sicilia.

Così mentre l’opposizione non riesce a stare insieme, il centrodestra ha votato presidenti della Camere che avete fortemente contestato. La vostra debolezza ha favorito l’operazione?

La destra ha rivelato il suo vero volto con La Russa come seconda carica dello Stato e ancora di più, se possibile, con Fontana alla presidenza della Camera.

Incarnano la visione di una destra reazionaria sui diritti civili e sul rapporto con la storia di questo Paese. Quei voti sono un manifesto ideologico della maggioranza. Ricordo anche che il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, ha presentato come primo disegno di legge un attacco frontale alla 194 (la legge sull’aborto ndr). Bisogna mettere al centro l’interesse dei cittadini e costruire un’efficace opposizione.

Fratoianni, qual è il suo giudizio sulle sortite di Berlusconi sulla guerra in Ucraina? 

Mi sorprende la sorpresa di tutti. Per mesi c’è stata la caccia agli amici di Putin tra chi chiedeva la pace, tra l’Anpi, le organizzazioni pacifiste, e tra i partiti di sinistra, nonostante la condanna senza tentennamenti dell’aggressione compiuta dalla Russia. Eppure gli amici di Putin sono dove sono sempre stati: nella destra italiana, nella Lega e ancora di più ai vertici di Forza Italia e in particolare di Berlusconi. Ed è la cosa più logica: la destra italiana dialoga con le destre internazionali. Putin è uomo di destra come dimostrano le politiche di repressione interna.

Sarete in piazza il 5 novembre per la manifestazione pacifista?

Abbiamo aderito alla manifestazione fin da subito. L’impegno è quello di costruire una piazza, che dice cose molto semplici: condannare l’invasione russa e rispettare l’Ucraina nello sforzo di autodifesa, ma è necessaria una potete iniziativa diplomatica. Certo, è un lavoro faticoso, perché la pace non può essere realizzata solo con un auspicio. Ma le guerre contemporanee finiscono con la politica, non si vincono con le armi.

Tornando in casa italiana: qual è il futuro dell’alleanza Verdi-Sinistra?

Ci sarà un percorso di consolidamento. Questa alleanza ha ottenuto un risultato importante e positivo alle elezioni, maturato perché abbiamo parlato dei temi di giustizia sociale e di giustizia ambientale. Nei prossimi mesi lavoreremo in Parlamento, nel rispetto del voto degli elettori. L’intenzione è quella di evolvere verso una prospettiva più politica e non solo elettorale.

Fratoianni, farete un partito unico?

Non si tratta di sciogliere i partiti che hanno fondato l’alleanza per fondare un nuovo partito da un giorno all’altro. Sono modalità che già abbiamo sperimentato e che, spesso. hanno prodotto passi indietro. Vogliamo offrire uno spazio e una soggettività politica alla sinistra e all’ambientalismo di questo Paese.