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Giulia Pelucchi, Mattia Abdu e tanti giovani: la strategia Pd su Milano

La giovane commercialista dem verso la presidenza nel Municipio 8. Mattia Abdu al Municipio 1: si muovono i pedoni sulla scacchiera di Milano

Prendono forma le prime candidature verso le comunali di Milano. Il centrosinistra schiererà come candidato presidente sul Municipio 8, oggi guidato da Simone Zambelli, uno dei candidati di punta della lista del sindaco Beppe Sala, Giulia Pelucchi. Esponente Pd, vicepresidente e Assessora Cultura, Educazione, Sport del Municipio 8, classe 1990, Pelucchi è laureata in economia all’Università Cattolica con il massimo dei voti, è commercialista e lavora come Corporate and Tax Consultant presso PriceWaterhouseCoopers. La candidatura se l’è dovuta sudare. C’erano almeno altri due nomi forti nella circoscrizione che va da via Cenisio e la fine di Paolo Sarpi fino a Quarto Oggiaro, uno dei Municipi più densamente abitati: quelli di Fabio Galesi, l’uomo delle case popolari nei dem milanesi, e l’avvocato Alessandro Giungi oggi a Palazzo Marino come consigliere. Per entrambi ci sarà un posto in lista. In volata ha vinto Pelucchi grazie all’appoggio del partito e alla necessità di equilibrare le candidature in base al genere, uno dei mantra nel centrosinistra meneghino.

Mattia Abdu sul Municipio 1?

Da Quarto Oggiaro al Duomo. Secondo quanto può riferire True-News sta prendendo forma un’idea sul Municipio 1. Nella zona più ricca di Milano i dem potrebbero candidare l’ex renziano Mattia Abdu, oggi assessore all’Urbanistica nello stesso Municipio. All’anagrafe Mattia Ibrahim Abdu Ismahil, quarant’anni esatti fra pochi giorni, carattere duro e fumino, di certo non si fa mettere i piedi in testa.

I Giovani Democratici e le battaglie di sinistra

Nei dem milanesi però saranno tante le candidature giovani su Municipi e consiglio comunale a che come riconoscimento dell’attività meritoria svolta in questi anni da GD, i Giovani Democratici di Milano. Qualche esempio? Il documentario d’inchiesta realizzato nel 2018 sui rider di Milano con un lavoro che di fatto anticipava di due anni alcune delle evidenze raccolte dalla Procura di Milano nell’inchiesta per caporalato su UberEats e la battaglia attuale contro la diffusione degli stage gratuiti nel mondo del lavoro milanese e nazionale, con tanto di testo e proposta normativa che sarebbe pronto domani mattina per una discussione al Parlamento e che rappresenta uno dei punti più progressisti sul mondo del lavoro degli ultimi anni. Saranno almeno 20 le candidature giovani dentro al Pd. Oggi però non è chiaro quando verrà presentata la lista. Verso giugno. Forse anche oltre la metà del mese, è l’ipotesi più probabile.

Il nodo preferenze

Il tema che rimane aperto è quello delle preferenze. Il Pd non ha per ora candidature forti, nomi noti nel panorama cittadino o nazionale che decidono di prestare il loro volto e le loro idee per una campagna elettorale. Nel frattempo bisogna trovare la quadra con gli alleati di coalizione: se le candidature di Pelucchi e Abdu saranno confermate, i dem avrebbero messo le mani in potenza su quasi tutti i Municipi di Milano: l’8, l’1, il 4 dove c’è da ribaltare la vittoria del centrodestra nel 2016, il 3 e il 6 dove c’è da confermare Caterina Antola e Santo Minniti, forse il 7 con Rosario Pantaleo a contendersi la Presidenza al centrodestra a trazione leghista (e ora Fratelli d’Italia?). Uno strapotere che potrebbe non fare troppo piacere alla lista Sala. Ma come sa bene chi si occupa di politica, alle elezioni la prima competizione è quella interna. Il Pd ha un vantaggio su tutti gli altri: è l’unica struttura che a Milano assomigli per davvero a un partito – nonostante i circoli chiusi da mesi causa pandemia e, prima del Covid, per difficoltà economiche – ed è l’unico ad avere una classe dirigente amministrativa di livello locale corposa, anche nei numeri.