Ecco i piani segreti dell’invasione in Ucraina: i Russi hanno un serio problema

I documenti trovati addosso a un prigioniero russo lo confermano: la guerra sarebbe dovuta durare 15 giorni. Ora i russi sono nel pantano

Dal nostro corrispondente a Odessa Ugo Poletti*

La pagina Facebook delle Forze Operative Congiunte Ucraine ha pubblicato alcuni documenti segreti russi, trovati in possesso di un ufficiale prigioniero, riguardanti i piani operativi dell’offensiva russa. Ci sono schemi di attacco, missioni di combattimento, tabelle dei segnali di chiamata e di controllo, elenchi di unità e uomini. Succede spesso, in tutte le battaglie, di trovare tra i prigionieri i piani d’attacco dell’unità di appartenenza.

Sono utili a confermare informazioni già raccolte sul campo e raramente possono cambiare l’esito di una battaglia.

La strategia di Putin

Però, questi documenti sono particolarmente importanti perché permettono di ricostruire la strategia russa della guerra con l’Ucraina. In base a queste informazioni, ora sappiamo che i piani finali dell’attacco russo furono approvati il 18 febbraio, sei giorni prima dell’attacco, che é iniziato nelle prime ore di giovedì 24. Ma la cosa più interessante é che l’operazione di conquista dell’Ucraina sarebbe dovuta essere completata entro 15 giorni: inizialmente era prevista dal 20 febbraio al 6 marzo.

Questa informazione è molto rilevante, perché spiega alcune delle difficoltà attuali dell’operazione militare russa. Questi piani rivelano le aspettative dei generali russi di sconfiggere l’Ucraina in pochi giorni. Infatti, gli obiettivi principali erano le grandi città vicine al confine russo-bielorusso, che sarebbero dovute essere circondate e conquistate nei primi 3-4 giorni di attacco:

  • Kiev, la capitale politica, con lo scopo di neutralizzare il governo ucraino, e sostituirlo con uno amico.
  • Kharkov, la seconda città dell’Ucraina, importante centro dell’industria aeronautica e aerospaziale.
  • Mariupol, il più grande porto del Mare d’Azov, per collegare il territorio russo con la Crimea.

Il raggiungimento rapido di questi obiettivi avrebbe dovuto fiaccare la volontà di resistenza dei difensori ucraini e confermato l’invincibilità dell’esercito russo.

Cosa non ha funzionato?

Sfortunatamente per la guerra lampo russa, dopo 9 giorni, queste città sono ancora controllate dalle forze armate ucraine, che hanno mostrato un’inattesa efficienza di combattimento e una grande determinazione a resistere.

A causa del fallimento di uno dei cardini del piano, oggi l’esercito russo devono affrontare un incubo logistico. Se la durata dell’offensiva era stata pianificata per due settimane, le riserve di carburante per carri armati e veicoli, munizioni e cibo per i soldati non saranno in grado di sostenere adeguatamente un prolungamento dell’offensiva. In altri termini, tra pochi giorni dovranno razionare i rifornimenti alle unità combattenti russe.

Come i tedeschi nella II Guerra Mondiale

Per usare un termine di paragone storico, questo errore di pianificazione è successo anche ai soldati tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale, quando attaccarono l’Unione Sovietica nel 1941. L’alto comando tedesco sbagliò la stima dei tempi dell’Operazione Barbarossa, perché prevedevano di conquistare Mosca prima dell’inizio dell’inverno. Quando si avvicinarono alla capitale sovietica, erano già a corto di carburante e i soldati non avevano un equipaggiamento invernale.

Pertanto, a causa del ritardo nella conquista degli obiettivi, la logistica russa avrà presto bisogno di ricostituire le proprie scorte.

Questo dato é confermato da alcune fonti sul campo d battagli che vede i carristi russi in cerca di carburante. Altre fonti riferiscono che abbiano già utilizzato quasi tutto lo stock di missili balistici Kalibr assegnati per l’offensiva in Ucraina.

Per quanto riguarda l’origine dei documenti segreti, essi provengono da una unità del battaglione della 810a brigata dei fanti di marina (marines) russi, di base a Sebastopoli. I documenti mostrano che gli ordini dell’unità russa erano di sbarcare nella zona della cittadina di Stepanovka sul Mare d’Azov, tra la Crimea e il porto di Berdyansk, e operare in coordinamento con una unità della 58 a Armata russa, il 177° Reggimento della fanteria navale della Flotta del Mar Nero.

L’obiettivo finale di questa azione era il blocco e l’occupazione della cittá Melitopol, premessa necessaria per la successiva conquista del porto di Mariupol (ad oggi ancora sotto il controllo ucraino).

Chi è l’autore

*Ugo Poletti, imprenditore italiano di Milano, vive a Odessa da 5 anni, dove ha fondato un giornale online in inglese, The Odessa Journal, dedicato a storia, cultura e affari a Odessa, la capitale marittima e la città più europea dell’Ucraina.