Politics L'Italia ha sempre bisogno di un Super Mario

L’Italia ha sempre bisogno di un Super Mario

di Lealtà tra i poteri

Siamo così noi Italiani. Ieri è già comparsa l’opera di TvBoy dedicata al nuovo Presidente incaricato. Speriamo di uscire sempre dalla palude grazie a un SuperMario. Fu così per gli Europei di calcio del 2012 con Supermario Balotelli, per rispondere allo spread che schizzava alle stelle con SuperMario Monti e anche questa volta per uscire da una grave crisi economica e sanitaria con SuperMario Draghi. Come finirà? Balotelli gioca in serie B, Monti fa il Senatore a vita e l’editorialista per il Corsera e per Draghi aspetteremo qualche anno (se non qualche settimana) per capire se perderà i poteri da supereroe e finirà a fare il cassiere allo sportello di un’agenzia bancaria di Mariano Comense oppure diventerà quel leader brillante che aspettiamo da anni. Spietata la politica.

Parliamo proprio di politica. Partiamo da Renzi. Ha il merito di aver fatto cadere il Governo Conte e soprattutto di averci liberato da Casalino, Arcuri, Azzolina & C. Questa mossa gli porterà consenso? Assolutamente no, ma Matteo ormai sa che non potrà più godere di percentuali a due cifre così preferisce essere il riferimento per investitori internazionali, gruppi industriali e lobby. E’ credibile e ha capito che non tonerà più a Palazzo Chigi. Gli unici due partiti che hanno posizioni chiare sono il Partito Democratico e Fratelli d’Italia che non a caso sono gli unici a potersi definire partiti perché strutturati con regole e gerarchie da prima Repubblica. Il PD sa che non è conveniente andare a votare adesso e Fratelli d’Italia spera di continuare a indebolire la Lega di Salvini e di sottrargli la leadership del centrodestra. Salvini non ha capito ancora cosa fare. Un po’ come con il vaccino. Guarda la rete e i social e non riesce a trovare l’onda giusta da surfare. Sta perdendo colpi l’uomo felpa diventato l’uomo mascherina.

Credo poco nella discussione interna con Giorgetti, Zaia e Fontana. Sta solo cercando di capire quale posizione può non rosicargli consenso. Faccio il responsabile europeista o il nemico dei poteri forti che rivendica il voto del popolo? Il voto si, ma con quale legge elettorale? Questa sarà una partita futura, ma è necessario ricordare che le leggi elettorali non giovano mai a chi le partorisce. Intanto il Movimento 5 stelle è a pezzi. Hanno fallito la prova di governo, non sono più un movimento di lotta e le urne li spaventano. Prevedo la perdita di altri pezzi dei gruppi parlamentari che in questi anni hanno capito bene che è meglio restare onorevoli e cercare di riposizionarsi piuttosto che andare a casa e doversi trovare un lavoro con un curriculum che nella maggior parte dei casi presenta solo la voce di portavoce del popolo, così si facevano chiamare. Sentirli oggi rivendicare un governo politico fa sorridere perché in pochi anni si sono trasformati in quello che combattevano. E’ la real politik bellezza! Tralasciando i piccoli gruppi parlamentari che chiaramente sosterranno Draghi resta solo il Cavaliere. E’ chiaro che non vuole andare al voto e vuole però salvare, almeno apparentemente, la parvenza di coalizione. Ha paura di restare con il cerino in mano. Sostengo Draghi e se non ha la maggioranza mi sono spinto fuori dalla coalizione oppure resto fuori dal nuovo governo. Salvini e Meloni qualche giorno fa gli hanno detto “Silvio sei il nostro candidato al Colle”. Ma voi pensate che Silvio creda a Salvini e Meloni? Soprattutto Salvini e Meloni pensano di mettersi Silvio nel taschino? Una volta Berlusconi mi ha confessato che durante una trattativa con i due ha chiesto una pausa per andare alla toilette. Una volta dentro, guardandosi allo specchio, come De Niro in Taxi Driver, si è detto “Silvio, ma dopo tutto quello che hai fatto nella vita veramente devi sederti al tavolo con questi due?” Alla fine Forza Italia dirà si a Draghi e quei parlamentari che aspettavano un buon motivo per saltare giù dalla barca azzurra saluteranno B. bussando alle porte di Salvini e Meloni. I numeri sono risicati e nessuno può sapere come finirà.

Chi dice che Draghi non avrebbe accettato l’incarico se non fosse stato sicuro di avere una maggioranza parlamentare non conosce la politica o almeno non conosce la politica di oggi senza regole senza riti e senza politici. Qualche politico a dire il vero è rimasto e troverà posto anche nel prossimo governo. Ho capito una cosa in questi anni: meglio una vita da Franceschini che da Salvini. Perché per stare sulla cresta dell’onda per qualche anno ci vuole senza dubbio grande capacità, ma è più facile che nuotare nell’Oceano per una vita e soprattutto farlo senza apparenti sforzi. Insomma tutti sogniamo una vita da SuperMario, ma dimentichiamo che essere Luigi è un gran successo senza rotture di coglioni.

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