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Donne, astensione, giovani e istruzione: così Beppe Sala ha conquistato Milano

Beppe Sala è stato confermato sindaco di Milano battendo nettamente l'avversario Luca Bernardo. Ma come leggere i dati delle urne?

Beppe Sala è stato confermato sindaco di Milano. Ma per dare l’idea della vittoria senza appello di Sala nell’ultima tornata amministrativa basta un dato: il centrosinistra ha conquistato tutti e 9 i municipi; nel 2016 il centrodestra di Parisi ne aveva ottenuti 5.

Beppe Sala sindaco, ma non c’è stata partita

Proprio da un confronto con l’elezione di cinque anni fa emerge la portata del successo del sindaco riconfermato. Nel 2016 la sfida Sala-Parisi finì 41,7 a 40,7 al primo turno per il candidato di centrosinistra che poi vinse al ballottaggio (51,7 a 48,3). Lo scorso 3 e 4 ottobre la rincorsa dello sfidante Bernardo si è fermata al 31%, con il 57% che ha permesso a Sala di raggiungere il traguardo “quasi storico” della vittoria al primo turno

Comunali Milano, i flussi elettorali dei partiti politici

Secondo molti analisti il fattore decisivo a livello nazionale di questo turno amministrativo è stato l’astensionismo. È innegabile che a Milano la scarsa affluenza al voto abbia penalizzato il centrodestra, che ha subito un’autentica emorragia elettorale: sorride solo Fratelli d’Italia (che passa dal 2,5% coi 12mila voti del 2016 al 10% con 43mila voti).

Per i restanti componenti dell’alleanza di centrodestra è stato un crollo verticale: la Lega ha perso 11mila voti (passando dall’11,7 al 10,7%), mentre Forza Italia è crollata di 70mila voti (da 101mila a 31mila e dal 20 al 7%). Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera ha parlato di “astensione asimmetrica”, col crollo dell’affluenza che non ha riguardato in modo uniforme gli schieramenti, ma s’è verificato soprattutto per il centrodestra.

Beppe Sala sindaco, ma con una bassa affluenza

Un dato che viene confermato dal voto nei 9 municipi. Tanto più è bassa l’affluenza – come nel caso del municipio 1 del centro al 44,5; e dei municipi 5 e 6 di Milano sud al 46% – tanto più è ampio il vantaggio di Sala su Bernado: 35 punti al municipio 1, 24 al 5 e 28 al 6. Nei municipi con la maggiore affluenza (nell’ordine 3, 2 e 4) Sala ha ottenuto rispettivamente 33, 22 e 25 punti di vantaggio.

Dei 270mila voti ottenuti solo il 73% arriva da chi aveva già votato Sala nel 2016. Il dato rilevate del sondaggio condotto da Demopolis è che circa il 16% degli elettori di Sala oggi avrebbe votato nel 2016 il candidato del centrodestra Parisi e il 6% il 5 Stelle Corrado. Il grosso dell’elettorato di centrodestra di cinque anni fa non è dunque andato a vota; una parte è andata verso Fratelli d’Italia; e una parte comunque considerevole dei moderati ha dunque appoggiato Sala. Il dato è ancora più rilevante per il M5S: solo un elettore pentastellato su cinque ha confermato il voto a Lyla Pavone (che scende a 13mila voti, dai 54mila di Gianluca Corrado). Un buon numero di quei voti è stato intercettato da Gianluigi Paragone che ha perso quasi il 3 per cento e 14mila voti).

Al sindaco Beppe Sala tanti voti delle donne

Se quasi tutti i candidati hanno stentato, l’affermazione di Sala è stata convinta anche nelle indicazioni delle motivazioni raccolte da Swg. Le prime tre motivazioni che hanno portato alla scelta del candidato di centrosinistra sono state: la competenza per il 44% degli elettori, la serietà per il 29 ed è in grado di cambiare le cose per il 14. Le prime tre ragioni che hanno portato a votare Bernando sono invece state: l’affinità col partito nazionale per il 42%, le proposte elettorali per il 15 e la competenza per il 13%.

Ogni indicatore del voto mostra una crescita del consenso per il sindaco uscente, che rispetto al 2016 ha aumentato il vantaggio rispetto al candidato del centrodestra: tra i giovani, le donne e la parte più istruita dell’elettorato.

Il voto per età ha premiato Sala rispetto al 2016 in ogni fascia d’età. Ma il dato maggiormente cresciuto si ha tra i 18-24 anni, dove Sala è passato dal 35 al 71%: un aumento di 35 punti; un incremento simili si ha tra gli elettori dai 25 ai 24 anni: +31%. La crescita tra i 55 e 64 anni è “solo” di 3 punti, di 11 per la fascia oltre i 64 anni.

Rispetto al 2016, il sindaco uscente ha conquistato il voto delle donne. Nel 2016 l’elettorato femminile aveva scelto il candidato del centrosinistra solo nel 39% dei casi; il 3 e 4 ottobre la cifra si è alzata di 21 punti percentuali: con il 61% delle donne che hanno votato Sala.

Con Bernardo più elettori con un basso livello di scolarizzazione

Il voto per livello di istruzione indica forse le maggiori differenze tra l’elettorato di centrodestra e centrosinistra. Sala è stato votato dai due terzi dei laureati (65%), mentre Bernando ha la quota più consistente dei suoi elettori tra chi ha un minor livello di scolarizzazione (il 39% di quella che rappresenta la fascia numericamente più corposa della popolazione).

L’analisi dei flussi elettorali e degli indicatori di voto confermano dunque la vittoria senza appello del sindaco uscente, che ha conquistato più voti in termini generali, proporzionali e per indicatori specifici.