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Da Sepúlveda a Gerd Muller, chi sono i grandi dello sport e la cultura uccisi dal Covid

Nella lista delle morti eccellenti anche Zindzi Mandela e il grande intervistatore della CNN, Larry King. La politica piange Tognoli e Marini

Tra le tante bufale che si sono diffuse durante la pandemia, aveva trovato particolare rilievo l’assunto secondo cui i personaggi famosi sarebbero stati risparmiati dal Coronavirus. È indiscutibile che la situazione economica sia un fattore in grado di incidere sugli effetti del virus, ma è altrettanto vero che l’elenco di vip uccisi dal Covid-19 è piuttosto lungo. A partire dall’11 gennaio 2020, data del primo decesso confermato per Coronavirus nel mondo, le personalità note decedute a causa della pandemia sono state numerose: politici, attori, scrittori, sportivi e cantanti non sono riusciti a vincere la battaglia con il virus.

Gerd Muller, la Germania dice addio al “Bomber der Nation”

L’ultimo in ordine cronologico è stato Gerd Muller, indimenticabile calciatore del Bayern Monaco e della nazionale tedesca. “Bomber der Nation” aveva 75 anni, quando si è spento lo scorso 15 agosto in una clinica bavarese. Dal 2008 era malato di demenza, e ultimamente aveva avuto ulteriori problemi a causa del Covid e in una recente intervista la moglie aveva detto: “Non mangia più. Dorme in attesa della fine”. In carriera aveva segnato 730 reti in 788 incontri e, grazie alle sue marcature, guidò la Germania Ovest a diventare campione d’Europa nel 1972 e campione del mondo nel 1974.

Gli sportivi italiani uccisi dal virus

La pandemia non ha risparmiato nemmeno numerosi sportivi italiani: il difensore dell’Inter e della nazionale Mauro Bellugi (morto il 20 febbraio a 71 anni); i rugbisti Massimo Cuttitta e Marco Bollesan, icone della palla ovale scomparse a un giorno di distanza, il 12 e 13 aprile (avevano 54 e 79 anni).

Luis Sepúlveda, lo scrittore che “dava voce a chi ce l’ha”

Probabilmente la prima celebrità vittima del Covid è stata anche la più famosa: il mondo ha pianto Luis Sepúlveda il 16 aprile. L’autore cileno de “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, famoso per “dar voce a chi non a voce” si è spento a 70 anni nell’ospedale di Oviedo, dove era ricoverato insieme alla compagna, la poetessa Carmen Yanez. I due erano risultati positivi mentre erano in Spagna per un festival a fine febbraio. La battaglia dello scrittore è durata poco più di un mese, le più belle pagine dei suoi libri certamente di più.

La CNN e il saluto al grande Larry King

Un’altra vittima illustre del Covid-19 è stato il conduttore americano Larry King. Il leggendario intervistatore della Cnn, con all’attivo più di 50mila interviste, è venuto a mancare lo scorso 22 gennaio all’età di 87 anni. Era Diventato celebre per le sue maniche di camicia sempre arrotolate e le onnipresenti bretelle, con le sue interviste a leader mondiali, personaggi dello spettacolo e persone ordinarie ha segnato il modo di raccontare la realtà: nel corso della sua carriera, ne ha fatte oltre 50mila. Nella sua lunga carriera, ha condotto il ‘Larry King Live‘ sulla Cnn dal 1985 al 2010, uno dei più longevi il talk show americani.

Franco Marini e Carlo Tognoli, anche la politica piange i suoi morti

Le vittime sono numerose anche dall’altro lato della scrivania: il Covid non ha risparmiato politici. Il 9 febbraio è morto a 87 anni Franco Marini, pietra miliare della politica italiana: era stato sindacalista, parlamentare, ministro e presidente del Partito popolare, prima di diventare Presidente del Senato. Il 6 marzo è venuto a mancare Carlo Tognoli, per dieci anni sindaco socialista di Milano dal 1976 al 1986. È morto a 94 anni di Covid anche l’ex presidente della Repubblica francese dal 1974 al 1981, Valéry Giscard d’Estaing.

Francesco Samengo, Zindzi Mandela e Lidia Menapace: il mondo perde i suoi attivisti

La pandemia non ha avuto pietà nemmeno degli attivisti. Il 10 novembre 2020 è venuto a mancare Francesco Samengo, presidente dell’Unicef. A luglio è stato il turno di Zindzi Mandela, la più piccola delle figlie di Nelson Mandela, famosa per aver letto in mondovisione una lettera ribellandosi all’apartheid, è risultata positiva al coronavirus anche se non c’è certezza sul fatto che sia stato il virus a provocarne la morte. Non ci sono dubbi sul fatto che il virus abbia stroncato la partigiana Lidia Menapace, morta il 7 dicembre all’età di 96 anni.

L’annuncio di Miguel Bosé e il saluto alla madre Lucia

Il coronavirus si è abbattuto con particolare ferocia sul mondo dello spettacolo. Il 23 marzo è morta Lucia Bosè, all’età di 89 anni. A dare la notizia è stato il figlio, il cantante e presentatore Miguel: “Cari amici vi comunico che mia madre Lucia Bosè è appena venuta a mancare”. Una delle prime vittime del virus è l’architetto Vittorio Gregotti morto il 15 marzo 2020; l’archistar era stato grande protagonista dell’architettura italiana del Novecento. Lo scordo 11 dicembre è venuto a mancare in Lettonia Kim Ki-duk, regista sudcoreano vincitore di un Leone d’oro a Venezia. Un enorme lutto nel mondo della musica è stata la scomparsa di Raoul Casadei, lo scorso 13 marzo all’età di 83 anni. È stato il re del liscio che ha immortalato la Romagna sulle note di “Romagna mia”. Chiude la lunga lista di celebrità uccise dalla pandemia Sergio Rossi, il famoso re delle scarpe di lusso morto il 3 aprile all’età di 85 anni che nei giorni precedenti alla sua scomparsa aveva donato 100mila euro all’ospedale Sacco.