Criminalità a Milano, alla fine aveva ragione Chiara Ferragni

Dall'Indice sulla criminalità del Viminale emerge una fotografia tutt'altro che rassicurante di Milano, come aveva ammonito Chiara Ferragni

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? Come ogni anno, il Viminale ha fornito i dati sulla criminalità. Del 2021 emerge una fotografia in chiaroscuro: i crimini diminuiscono, ma emergono nuove tipologie di reati. Sono soprattutto le aree urbane del paese a denunciare reati e insicurezza. Parole che sembrano in parte confermare il monito lanciato quest’estate da Chiara sul clima di insicurezza respirato a Milano.

Sta a vedere che alla fine sulla criminalità aveva ragione Chiara Ferragni.

Il report del Ministero dell’Interno, pubblicato dal Sole 24 Ore, sembra dare una conferma alla teoria della regina delle influencer. In estate i Ferragnez avevano fatto un appello, tra l’accorato e l’indignato, al sindaco Beppe Sala perchè intervenisse a contrasto dei crimini, percepiti come fortemente in aumento a Milano.

Il rapporto sulla criminalità di Viminale e Sole 24 Ore

Il Viminale ha fatto il punto sui reati commessi nel 2021, in un rapporto pubblicato dal Sole.

Che “incorona” Milano con la maglia nera per crimini, furti e rapine. L’indice ha misurato i reati nelle 106 province italiane, considerando le denunce sporte nell’arco di 12 mesi per 18 tipologie di reato.

Dopo la pandemia i reati sembrano conoscere un’escalation importante, anche se sono di tipologia differente. Nel nostro paese diminuiscono gli omicidi, insieme con le rapine in banca e i furti in appartamento; ma aumentano le violenze sessuali, gli incendi e i furti sul web.

Milano maglia nera per vari reati

Anche nel 2021 Milano si è confermata “prima” per l’indice di criminalità, con oltre 193mila reati denunciati, quasi 6mila ogni 100mila abitanti. Nella fattispecie, il capoluogo lombardo è la città con più furti ogni 100mila abitanti, e ancor più nel dettaglio nel mirino sono finiti negozi e auto in sosta.

La città della Madonnina è invece seconda per rapine “in strada”. Un dato preoccupante per una metropoli il cui trasporto pubblico coinvolge ogni giorno 1 milione e mezzo di viaggiatori.

Milano è poi terza per la presenza di associazioni per delinquere. Infine settiman per violenze sessuali. Una “carta d’identità” che di certo riaprirà il dibattito sulla sicurezza dopo le tante accuse mosse al sindaco Beppe Sala da Chiara Ferragni, insime – suo malgrado – con Lega e Fratelli d’Italia.

Anche le altre grandi città vanno male

Se Rimini è seconda in classifica con una forte incidenza nei furti, va male il borsino delle grandi città: Torino, Bologna, Roma, Firenze e Napoli sono ai primi dieci posti. In alcune di queste zone, il dato dei reati denunciati è in realtà in calo, ma dal Ministero fanno sapere che si tratta di numeri che potrebbero essere ancora condizionati dalle restrizioni anti covid.

In linea con l’appello lanciato da Ferragni in estate, preoccupa la crescita dei reati in strada. Le rapine crescono del 13%; i furti con strappo quasi del 3%. La percezione della sicurezza nel capuologo lombardo sembra precipitare; mentre la geografia dei furti nel paese sembra ridisegnarsi.

Il governo dovrà tenere conto della criminalità percepita

Il report traccia anche una mappa dei reati commessi nei primi nove mesi del 2022.

L’analisi viene elaborata sulla base dei dati forniti dal Governo attraverso il dipartimento di Pubblica sicurezza del ministero dell’Interno. Un report che si basa a sua volta sui reati effettivamente denunciati. Dal rapporto sembra emerge un sottotraccia di malessere, denunciato in campagna elettorale anche da Chiara Ferragni, e di cui ora il nuovo esecutivo dovrà tenere conto.

IL RAPPORTO SULLA CRIMINALITA’ DEL VIMINALE