Con Boudin è finita la fase Giovanna d’Arco del progressismo americano

Chesa Boudin, procuratore distrettuale liberal di San Francisco è stato sfiduciato dagli abitanti della città californiana

I residenti di San Francisco hanno votato a stragrande maggioranza per destituire il procuratore distrettuale progressista Chesa Boudin, dopo un’accesa campagna che ha affascinato gli Stati Uniti e diviso aspramente i democratici su criminalità, prerogative della polizia e riforma della sicurezza pubblica nella città californiana tradizionalmente liberal.

Eletto nel 2019, sul New Yorker Benjamin Wallace-Wells inquadra il successo ottenuto allora da Boudin a quella che chiama la “fase Giovanna d’Arco” del progressismo americano.

“Quando sembrava che i ragazzi – Greta Thunberg, David Hogg e Alexandria Ocasio-Cortez – potessero salvarci tutti”.

Boudin nell’ondata nazionale di procuratori progressisti

Boudin, 41 anni, candidato politico esordiente, infatti, faceva parte di quella ondata nazionale di procuratori progressisti i cui programmi si basavano sulla ricerca di misure alternative al carcere, arginare la violenza razziale e a chiedere conto agli agenti di polizia delle loro azioni. I due anni di mandato di Boudin sono stati segnati proprio da una dura battaglia con il Dipartimento di Polizia di San Francisco,.

Figlio di attivisti di sinistra, Boudin è cresciuto visitando i suoi genitori in carcere. Radicali di sinistra dei Weather Underground, fecero da autisti in una rapina a New York nel 1981 che causò la morte di due agenti di polizia e di una guardia di sicurezza. Entrambi furono condannati a decenni di carcere.

Cresciuto visitando i genitori in carcere

Durante la campagna elettorale, Boudin aveva parlato del dolore di passare attraverso i metal detector per abbracciare i suoi genitori e aveva promesso di riformare un sistema che fa a pezzi le famiglie.

Kathy Boudin, la madre, era stata rilasciata sulla parola nel 2003 ed è morta di cancro a maggio. A David Gilbert Boudin, suo padre, è stata concessa la libertà condizionata in ottobre.

Circa il 60% degli elettori ha sostenuto la destituzione. Ma Boudin in un discorso ai sostenitori, ha affermato di essere stato superato dai “miliardari di destra”. Ha detto che gli elettori erano comprensibilmente frustrati dalla pandemia (il suo mandato ha coinciso con i due anni in cui tutto il mondo era ostaggio del Covid)  e da un governo cittadino che non è riuscito a garantire sicurezza, alloggi ed equità.

“Abbiamo due città. Abbiamo due sistemi di giustizia. Ne abbiamo uno per i ricchi e i benestanti e uno diverso per tutti gli altri. Ed è proprio questo che stiamo combattendo per cambiare”, ha detto.

Boudin potrebbe ricandidarsi a novembre

Il sindaco di San Francisco London Breed, che aveva appoggiato un democratico più moderato nella corsa a procuratore distrettuale del 2019, nominerà il sostituto di Boudin dopo che i risultati saranno certificati dall’ufficio elettorale e approvati dal Consiglio dei Supervisori.

Boudin potrebbe anche ricandidarsi a novembre, quando ci sarà la nuova elezione del procuratore distrettuale.

“La scorsa estate”, scrive  Benjamin Wallace-Wells sul New Yorker, “mi sono recato a San Francisco per intervistare Boudin e scrivere del suo progetto. La sicurezza pubblica della città si trovava in un paradosso. Essendosi insediato poco prima della pandemia, Boudin aveva istituito alcune riforme progressiste immediate. Liberalizzazione della cauzione, incriminazione di un agente di polizia per omicidio per la prima volta nella storia della città.

Ma anche attuazione di programmi di diversione per ridurre la popolazione carceraria e svuotamento delle carceri durante la pandemia come misura di salute pubblica”.

A san Francisco un’epidemia di disordine

“Lo scenario che gli alleati di Boudin avrebbero potuto temere – un’impennata della violenza, che può condannare anche i procuratori più severi nei confronti della criminalità – non si è verificato”, scrive ancora il New Yorker. “Non c’è stato un aumento spropositato degli omicidi.

Ma, già pochi mesi dopo l’insediamento di Boudin, divenne evidente che San Francisco stava vivendo un’epidemia di disordine. I furti con scasso e i furti di autoveicoli aumentarono. I senzatetto erano ovunque, accampati o meno. I tossicodipendenti andavano in overdose sulle strade del quartiere Tenderloin della città quasi ogni giorno“.

Boudin, secondo Wallace-Welòls, aveva accumulato una quantità ammirevole di conoscenze sulla criminalità a San Francisco, sui suoi dettagli e sulle sue cadenze. La gente aveva iniziato a fare irruzione nelle aziende e nelle case, diceva, dopo che non era più possibile scassinare le auto dei turisti in riva al mare, perché la pandemia aveva ucciso il turismo. Alcuni video virali di giovani che corrono fuori dai grandi magazzini con carichi di merce rubata non erano scene di caos ma di organizzazione gruppi di rapinatori con legami all’estero organizzavano le incursioni e davano istruzioni su cosa rubare.

Sei mesi fa, il sindaco di San Francisco ha annunciato che avrebbe schierato più poliziotti per affrontare il problema della droga nel Tenderloin. Boudin ha dichiarato in una conferenza stampa: “Non possiamo arrestare e perseguire i problemi che affliggono il Tenderloin”.