Prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia, con la benzina che tocca livelli mai visti da quasi un anno e il diesel che raggiunge il massimo da oltre tre anni e mezzo. Secondo le più recenti rilevazioni, la benzina self service si attesta su una media di 1,782 euro al litro, mentre il diesel self servizio arriva a 1,965 euro al litro. Il rialzo riguarda anche Gpl e metano, con incrementi di pochi centesimi rispetto ai giorni precedenti. Questi dati emergono dalla consueta rilevazione nazionale su circa 20mila impianti e confermano una tendenza che coinvolge tutto il territorio nazionale.
Le cause: effetti internazionali e valuta
La crescita costante dei prezzi è riconducibile principalmente a fattori internazionali. Gli attacchi di Israele su depositi di carburanti in Iran hanno alimentato il panico sui mercati petroliferi, portando il Brent a superare i 100 dollari al barile per poi sfiorare i 119 e assestarsi poco sopra i 108 dollari. Non si raggiungeva una simile quotazione dal luglio 2022. Le quotazioni dei prodotti raffinati, in particolare il gasolio, hanno continuato a salire, complice anche l’indebolimento dell’euro rispetto al dollaro. Un ulteriore elemento citato dagli esperti è rappresentato dal timore di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz, crocevia chiave per il transito petrolifero.
L’impatto sui consumatori
Gli effetti degli aumenti si riflettono rapidamente sulle abitudini dei consumatori italiani. Secondo l’analisi del Codacons, in soli dieci giorni il prezzo del diesel alla pompa è aumentato del 14,3%, facendo salire il costo di un pieno di diesel di 12,3 euro (passando da 1,723 euro/litro a 1,970 euro al litro). Per la benzina, sempre in modalità self, l’incremento nello stesso periodo è stato di circa il 7%, traducendosi in una maggiore spesa da 5,8 euro a pieno. Su base annua, la maggiore esborso calcolata per due pieni al mese arriva a 296 euro per il diesel e quasi 140 euro per la benzina. Sul piano regionale si registrano significative differenze, con il gasolio che al self tocca 2,008 euro/litro a Bolzano, 1,993 euro in Calabria e valori simili in altre aree.
Le risposte della politica: l’accisa mobile
Il rincaro ha riaperto il dibattito sull’adozione dell’accisa mobile. Sia la segretaria Pd Elly Schlein che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si sono dette favorevoli a misure di alleggerimento fiscale, già applicate per brevi periodi in passato. La norma sull’accisa mobile—introdotta originariamente con una legge finanziaria del 2008 e modificata più volte—consente al ministero dell’Economia di intervenire rapidamente tramite decreto in caso di un balzo dei prezzi del petrolio, sfruttando le maggiori entrate Iva per ridurre temporaneamente l’accisa. La presidente del Consiglio ha spiegato “che il ministero dell’Economia sta studiando la misura da qualche giorno”.
Secondo il Codacons, “il governo non deve più perdere tempo e deve intervenire tagliando le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro, in modo da riportare i listini ai livelli pre-crisi”. La legge sulle accise mobili, modificata nel 2023 per renderla più immediata, consentirebbe in effetti una reazione tempestiva senza nuovi decreti. Al momento, i prezzi medi continuano a salire e restano soggetti a fluttuazioni internazionali e movimenti valutari. La situazione viene descritta come in continua evoluzione e non è chiaro se nel breve tempo i prezzi potranno stabilizzarsi o se si assisterà a ulteriori aumenti.
