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Calenda: via libera al patto nazionale con i riformisti (Italia Viva inclusa)

Calenda scandisce la disponibilità a formare un blocco riformista per le elezioni amministrative. Dentro anche Matteo Renzi con Italia Viva

Insieme, in tutte le occasioni. Carlo Calenda lancia la bomba al webinar organizzato da l’Avanti!, in una maratona riformista di grande spessore. Moderato da Sergio Scalpelli, intellettuale di primo piano del panorama meneghino, Calenda scandisce la propria disponibilità a formare un blocco riformista per tutte le elezioni amministrative (andando a semplificare le situazioni di Milano e anche di Roma). “Mi è chiaro che non può essere un progetto egemonizzato da Azione, ma al quale Azione deve partecipare insieme a tutti gli altri. Ci sono condizioni e situazioni che vanno chiarite, e dei passi in questo senso li stiamo facendo. Su Roma vogliamo una lista civica molto inclusiva. E così su Milano, Torino e Bologna”.

Leadership, Calenda: “Emergerà da sola”. E Matteo Renzi…

Chi sarà il leader? Problema non da poco visto che nel blocco riformista rientra di diritto Italia Viva di Matteo Renzi. Ma Calenda pensa che la leadership si definirà da sola nel tempo, e che ci sia lo spazio per un soggetto riformista unitario. “Noi siamo disponibili a una sintesi politica. Senza pretese egemoniche e senza pretese di leadership personale. Credo che questo debba venire fuori da un congresso fondativo di una nuova forza politica”. Insomma, fase costituente tout court. Chissà che cosa succederà.

Intanto sul fronte Italia Viva c’è chi ironizza sull’ultimo post dell’ex presidente del consiglio. Il senatore di Rignano, in mattinata, ha scritto un tweet che ha una curiosa conclusione. “Vaccini, riaperture, ritorno della fiducia, ripartenza. Forza, l’Italia è viva”. E così gira la battuta: Fondere Italia Viva in Forza Italia o Forza Italia in Italia Viva? Una domanda che, a pandemia in corso, parrebbe fuori dal mondo. Se l’intenzione di Calenda è di avanzare nell’opzione “tutti insieme”, non servirebbe allearsi con il Cavaliere. Ma chissà.

Non a caso “la politica è l’arte del possibile” in cui certezze proprio non ce ne sono. Dove i messaggi in codice, gli ammiccamenti e i corteggiamenti sotto traccia valgono più di mille parole (come la storia insegna e conferma). Tanto che mentre tutti sono concentrati sulla campagna vaccinale, sul lockdown si o no, sul coprifuoco alle 22 o 23, i politici hanno anche altro a cui pensare. Perché San Draghi va bene a tutti, per ora, ma le elezioni prima o poi arriveranno (tra un anno soltanto, come ha dichiarato ieri Carlo Calenda, dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica?).

Non solo Calenda. Matteo Renzi prepara il piano B

La sua Italia Viva, fondata per puntellare il Pd, non decolla e arranca in tutte le Regioni. E le elezioni, quando arriverà il momento, potrebbero spazzarla via mandando fuori gioco i renziani. Che fare dunque? Il piano A è Calenda ma un piano B è d’obbligo, in questi casi. E visto che Forza Italia, con Berlusconi già a mezzo servizio, è senza un leader per il futuro (il non-carisma di Antonio Tajani è noto a tutti) chissà che Matteo Renzi non ci stia pensando davvero.

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