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Appalto Amsa da 2,4 mld, Robledo (e il Tar) ferma tutto

Fermava gli appalti da magistrato, lo fa anche da manager: l'Impresa Sangalli di Alfredo Robledo contro Amsa e Comune di Milano

di Francesco Floris

Fermava gli appalti da magistrato. Continua a farlo da manager. Si è messa di traverso l’Impresa Sangalli del Presidente Alfredo Robledo, ex pm di Milano, “avversario” di Bruti Liberati e da qualche settimana nella squadra di consulenti di Letizia Moratti, per bloccare l’appalto da 2,4 miliardi del Comune di Milano affidato alla municipalizzata Amsa per il servizio di gestione dei rifiuti urbani con ridotto impatto ambientale. L’affidamento da sette anni con possibilità di proroga biennale, riguardava l’intero territorio della città inclusi i servizi di spazzamento, la raccolta, il trasporto e lo smaltimento. Cifra? 2,41 miliardi di euro.

I competitor di Sangalli guidati dall’ex magistrato “scomodo” hanno contestato due aspetti della gara. Le tempistiche: 90 giorni di tempo. Pochi, secondo loro (e secondo i giudici amministrativi), per presentare documentazione e offerte tecniche complesse che includessero il reperimento già avvenuto di “impianti di smaltimento/recupero” dei rifiuti conferiti “che l’Appaltatore dovrà dimostrare di aver reperito tramite procedure competitive”. Ma soprattutto ad essere oggetto del ricorso è la modalità del “lotto unico”. In contrasto con la giurisprudenza di specie che, secondo il Tar, favorisce una “ragionevole divisione in lotti”, fondata sull’esigenza di favorire “la partecipazione delle piccole e medie imprese”, ma anche e soprattutto “sull’esigenza di assicurare realmente la libera concorrenza e la non discriminazione tra i contendenti, cioè finalità di eminente interesse pubblico”. Amsa, non costituita in giudizio, ma soprattutto il Comune sono certi di aver fatto tutto a norma. Nonostante ciò il collegio collegio composto dai giudici Giordano, Fornataro e Mameli il 24 febbraio ha dato ragione all’Impresa Sangalli sospendendo la gara (in scadenza nella seconda settimana di marzo) e parlando di un “pregiudizio grave ed irreparabile derivante dall’esecuzione degli atti impugnati”. Robledo batte un colpo in tribunale. Anni dopo essersi spogliato della toga. Come finirà?

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