Andrea Abodi, allo Sport il ministro che piace a tutti: Milano, Roma, destra e Draghi

Milano, Roma, tecnici e destra. Il nuovo Ministro dello Sport, Andrea Abodi, è uno dei pochi nomi in grado di mettere tutti d'accordo

Perchè questo articolo potrebbe interessarti? Tra le novità del governo di Giorgia Meloni che sta per prestare giuramento c’è il ritorno del ministero dello Sport. Il nuovo ministro, Andrea Abodi, non è un nome a sorpresa. Più volte in passato il centrodestra ha corteggia il “manager del fare”; a cui era stata proposta una candidatura a sindaco di Roma e guida della Fondazione Milano Cortina 2026. 

Questa volta ha accettato. Quella di ministro dello Sport e dei Giovani non è la prima carica che la politica offerto ad Andrea Abodi.

Roma, Milano e alla fine di nuovo Roma. Dopo una serie di ammiccamenti e proposte, a cui erano seguiti rifiuti o sfumature, approda alla poltrona più importante dello sport italiano. Con una stima trasversale e un lungo percorso da dirigente sportivo, che lo rendono certamente idoneo a ricoprire il ruolo per ultimo spettato a Vincenzo Spadafora.

Il lungo corteggiamento della politica ad Abodi

“Non lo escludo, sto riflettendo”. Lo scorso anno, il manager romano era nella rosa dei candidati per la corsa alle comunali di Roma.

Le scelte del centrodestra, già allora tutt’altro che unito, per il Campidoglio erano poi ricadute su Enrico Michetti. Sciagura gliene incolse. Anche perchè quello di Abodi sembrava già allora uno dei pochi profili in grado di abbinare “l’uomo del fare” – voluto da Salvini – a quello schivo – ricercato da Meloni.

Abodi – che con la politica era fermo a un lontano ricordo di gioventù – si prese qualche giorno per riflettere sulla candidatura. Qualcuno paventava un possibile conflitto d’interessi per via della moglie.

Maria Grazia Russo è una delle dirigenti di punta di Atac. Una delle poche a potersi fregiare della medaglia di aver gestito bene il rompicapo del concordato tra Comune e aziende dei trasporti. Ma prima che la riserva fosse sciolta, i fragili equilibri di coalizione portarono all’infausta scelta del “carneade” Michetti.

Attestati di stima trasversali

Gli attestati di stima però non svanirono insieme con la tornata elettorale. Anzi, diventano trasversali con la scelta di Mario Draghi, che avrebbe voluto Abodi alla guida della Fondazione Milano-Cortina.

Dopo un lungo braccio di ferro, il premier ha deciso di lasciare la nomina del successore di Vincenzo Novari al governo subentrante di Meloni. Ma anche all’ombra della Madonnina, il profilo di Abodi sembrava uno dei pochi in grado di mettere d’accordo tutti per il difficile dossier dell’Olimpiade 2026.

Nato a Roma, 61 anni fa, Abodi si è laureato in Economia alla Luiss. Prima di diventare noto come dirigenti del mondo sportivo, ha alle spalle una lunga carriera manageriale.

Iniziata nel 1987 in IMG, multinazionale leader della gestione degli eventi. Si è subito avvicinato allo sport, come responsabile italiano di TWI, società di produzione e distribuzione di contenuti audiovisivi. Nel 1994 il grande salto, parallelo alla “scesa in campo” berlusconiana. A riprova del fatto che il suo è uno dei pochi nomi in grado di piacere a Lega, FI e Fdi. Abodi è co-fondatore di Media Partners Group, società della galassia Fininvest; che già a fine anni Novanta parlava di Superlega europea del calcio.

Il manager dello sport a 360 gradi

Non c’è solo lo sport nella carriera di Andrea Abodi; che tra il 2003 e il 2006 è stato Presidente di Astral e Arcea, aziende operanti nel settore delle infrastrutture stradali ed autostradali. Ma il suo nome è noto ai più per il lavoro decennale nel mondo sportivo. Una successione di ruoli, ricominciata nel 2009 con la nomina a direttore generale del Comitato organizzativo per i mondiali di baseball.

Ha poi coordinato il marketing per la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

Da più di dieci anni il suo nome è legato al mondo del calcio, di cui è uno dei massimi dirigenti. E’ stato presidente della Lega Serie B dal 2010 al 2017 per tre mandati; fino alla Presidenza dell’Istituto per il Credito Sportivo.

Le sfide del ministero di Abodi

Lo sport è stato più volte definito “fondamentale” per le politiche sociali del neonato governo. La prima premier della storia vanta peraltro nel suo passato la carica di Ministero della Gioventù; che è accorpato con delega al dicastero di Abodi. Dalla messa a terra delle varie voci sul patrimonio impiantistico sportivo col Pnrr; alla sfida dell’Olimpiade di Milano-Cortina nel 2026; questioni giuridiche, come l’inserimento dello Sport in costituzione; e questioni ben più materiali, come le difficoltà di molte realtà sportive per colpa del caro-energia. I dossier legati allo sport sono diversi; ma l’attuale presidente dell’Ics parte col vantaggio di conoscerli da tempo e da vicino.