True Books, “Impresa Farmaceutica e Organizzazioni” con Frezza e Testa

Nuova puntata del podcast True Books incentrata sul libro "Impresa farmaceutica e organizzazioni" con Leonardo Frezza e Alessandro Testa

Impresa Farmaceutica e Organizzazioni” è il nuovo libro a cura di Leonardo Frezza per Edizioni Edra con l’introduzione di Alessandro Testa, direttore di Jefferson Wells, società di executive search del gruppo Manpower. In questa prima puntata della nuova stagione di True Books – Il podcast sui libri di True-News.it condotto da Alessia Liparoti, Frezza e Testa si confrontano sulle peculiarità del settore farmaceutico dal punto di vista organizzativo, di competitività e di attrazione dei talenti. Il volume si rivolge infatti a chiunque voglia approfondire questo mercato. Dai manager agli studenti universitari, dagli specialisti di vari ambiti, agli stakeholder della sanità, fino alle associazioni dei pazienti.

In Italia oltre 67mila addetti nel pharma

Alessandro Testa nell’introduzione al libro definisce quella farmaceutica come un’“industria intrigante sia dal punto di vista di mercato che di contenuti tecnologici e professionali”. All’interno del podcast spiega le ragioni di questo “unicum”. “Si tratta di un comparto che in Europa conta 840mila addetti a cui ne vanno aggiunti altrettanti per l’indotto”, aggiunge Leonardo Frezza. Frezza è advisor nell’executive search, attraverso Jefferson Wells/Manpower, specificatamente nel settore Healthcare. E’ inoltre autore di numerose pubblicazioni: Farmaci e Imprese (Il Sole 24 Ore Libri, 1994), Alla ricerca del farmaco (Il Sole 24 Ore Management, 1997), Industria Farmaceutica & Management (Il Sole 24 Ore, 2005), Carriere (Il Sole 24 Ore, 2008) e Business Scienza e Farmaci (HPS, 2015).

In Italia – prosegue Frezza – sono 67mila le risorse umane impiegate in questo comparto con un indotto a valle di 225mila persone”. Un settore inoltre ad alta qualificazione: il 90% è costituito da laureati e diplomati; quasi la metà del totale da donne, che nella ricerca superano il 50%.

Impresa farmaceutica e organizzazioni: il 43% dei dipendenti è donna

Proprio a proposito di rappresentazione femminile, prosegue Frezza, “nella farmaceutica le pari opportunità sono già da anni una realtà. Le donne rappresentano il 43% degli addetti (29% negli altri settori), con ruoli importanti, come mostra la leadership delle imprese del farmaco per la quota di donne dirigenti, pari a quella che hanno sul totale dell’occupazione. Nella ricerca, inoltre, le donne rappresentano il 52% degli addetti”. L’autore sottolinea come, in particolare negli ultimi due anni, con il turnover subentrato dopo la pandemia, tra gli amministratori delegati e nel top management le donne hanno assunto posizioni apicali di rilievo, anche superiori agli uomini e con significative carriere internazionali. E questo sia nel caso di multinazionali farmaceutiche che operano in Italia sia di realtà nostrane.

Come conferma Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria nella presentazione del libro. “L’industria farmaceutica si fonda sulla professionalità e sulla motivazione delle persone che vi operano, in uno schema organizzativo che contiene e incentiva conoscenze, competenze e innovazione. Elementi fondamentali della competitività del nostro Paese”.

Competitività e attrazione di talenti: il ruolo degli “ambassador”

Attrattività e competitività sono due fattori chiave per l’industria farmaceutica. “Ciò che rende le professioni in questo campo così interessanti è il mix di specializzazione e di soft skills sofisticate con l’apertura verso carriere internazionali” illustra Alessandro Testa: “Questa capacità di pianificare dei percorsi di carriera che vadano anche al di là dei confini nazionali o che comunque possano prevedere di ricoprire ruoli diversi nel proprio iter professionale è un aspetto su cui il settore farmaceutico è più avanti di altri e rappresenta un ulteriore elemento di competitività”. I talenti sono poi spesso ingaggiati da altri talenti, all’interno delle stesse aziende di cui rappresentano dei veri e propri “ambassador”.

“Oggi – prosegue Testa – è ritenuta credibile la comunicazione che arriva direttamente dai dipendenti dell’azienda attraverso i social network. I candidati, nel momento in cui stanno valutando una possibile carriera, cercano di acquisire delle informazioni direttamente da chi all’interno dell’impresa già opera. In questo senso sono diventate centrali le tematiche di wellbeing unitamente a quelle di attraction”.