Telemedicina nel setting domiciliare. Scarica il report con le linee guida del Centro Studi Inrete

Passi in avanti per l'organizzazione e l'implementazione dei servizi di telemedicina nel setting domiciliare

Passi in avanti per l’organizzazione e l’implementazione dei servizi di telemedicina nel setting domiciliare. Una bozza del decreto ministeriale del  Ministero della Salute, discussa il 28 aprile in Conferenza Stato-Regioni che ne ha dato parere favorevole, precisa le linee guida organizzative contenenti il modello digitale per l’attuazione dell’assistenza domiciliare secondo gli obiettivi previsti dalla Missione 6 Componente 1 del PNRR.

Servizi attraverso team multiprofessionali

L’implementazione dei servizi di telemedicina avverrà  attraverso la razionalizzazione dei processi di presa in carico e la definizione dei relativi aspetti operativi, consentendo di erogare servizi attraverso team multiprofessionali secondo quanto previsto a legislazione vigente anche a distanza.

Tre i pilastri del modello organizzativo domiciliare

In particolare, il modello organizzativo domiciliare si riferisce a tre componenti fondamentali: il servizio di assistenza domiciliare, che garantisce la continuità dell’assistenza nelle modalità indicate dalla normativa nazionale e regionale vigente; la pianificazione deli accessi domiciliari, sviluppata nell’arco dell’intera settimana secondo quanto previsto dalla predetta normativa tenendo conto della complessità clinico-assistenziale dei pazienti; il servizio di cure domiciliari integrato con prestazioni di telemedicina da remoto.

Come avverrà l’attivazione del percorso di telemedicina

Il documento sancisce che l’attivazione di un percorso di telemedicina potrà avvenire dal setting domiciliare: tutti gli attori dell’assistenza territoriale (ognuno per le proprie competenze) possono individuare e proporre il paziente per il quale l’utilizzo di strumenti di telemedicina sia adeguato e utile all’integrazione delle cure domiciliari; dal setting di ricovero: è il personale della struttura, il medico in raccordo con il case manager della procedura di dimissione, a individuare e proporre il paziente per il percorso di telemedicina (secondo quanto emerge nel seguito del documento il case manager sarebbe un infermiere).

L’idoneità del paziente-caregiver

Ma chi potrà accedere al percorso di telemedicina? La bozza del decreto parla di “analisi caso per caso con valutazione della singola tipologia di servizio”. Il documento cita la possibilità per il paziente/caregiver di accedere a sistemi ed infrastrutture tecnologiche che soddisfino almeno i requisiti minimi tecnici per una corretta e sicura fruizione della prestazione o servizio e le competenze e le abilità minime che il paziente deve possedere per poter utilizzare in modo appropriato le piattaforme tecnologiche, tenendo anche conto dell’eventuale supporto aggiuntivo che può ricevere dal caregiver.

I requisiti essenziali

In generale sono requisiti essenziali per l’attivazione del percorso di cure domiciliari supportate da strumenti di telemedicina: l‘adesione da parte dell’interessato al percorso domiciliare e all’attivazione della prestazione in telemedicina in cui possono operare più figure professionali; l’individuazione, idoneità e formazione del paziente e/o del/i caregiver; l’adeguatezza degli aspetti sociali del contesto familiare, dell’ambiente domestico e della rete di sostegno e l’idoneità strutturale del contesto abitativo correlato al quadro clinico anche in relazione all’utilizzo di apparecchiature.

La televisita

Si parla di televisita in occasione di un’attività in cui il medico interagisce a distanza con il paziente e può dar luogo alla prescrizione di farmaci, o di ulteriori approfondimenti clinici. Un processo che permette di trasferire informazioni sanitarie senza far muovere il paziente garantendo così la continuità delle cure e consentendo di valutare di volta in volta le scelte terapeutiche e l’andamento del quadro clinico.

A richiedere la televisita possono essere il Medico di Medicina Generale, Pediatra di Libera scelta, Medico di Continuità Assistenziale, Medico Specialista con gli obiettivi di  follow up di patologia nota, conferma, aggiustamento o cambiamento delle terapie in corso, valutazione anamnestica per la prescrizione di esami di diagnosi, o di stadiazione di patologia nota, o sospetta e verifica da parte del medico degli esiti di esami effettuati ai quali può seguire la prescrizione di eventuali approfondimenti, oppure di una terapia.

Il teleconsulto medico

È un atto medico in cui il professionista interagisce a distanza con uno o più medici per dialogare, anche tramite una videochiamata, riguardo la situazione clinica di un paziente, basandosi primariamente sulla condivisione di tutti i dati clinici, i referti, le immagini, gli audio-video riguardanti il caso specifico. Tutti i suddetti elementi sono condivisi per via telematica sotto forma di file digitali idonei per il lavoro che i medici in teleconsulto ritengono necessari per l’adeguato svolgimento del loro lavoro. Il teleconsulto tra professionisti può svolgersi anche in modalità asincrona, quando la situazione del paziente lo permette in sicurezza. Quando il paziente è presente al teleconsulto, allora si svolge in tempo reale utilizzando le modalità operative analoghe a quelle di una televisita e si configura come una visita multidisciplinare. Anche in questo caso, il teleconsulto può essere richiesto dalle stesse figure abilitate alla televisita. Cambiano naturalmente gli obiettivi: nel caso del teleconsulto si punta a  condividere le scelte mediche, a fornire la “seconda opinione” specialistica e contribuire alla definizione del referto.

La teleconsulenza medico-sanitaria

È un’attività sanitaria, non necessariamente medica ma comunque specifica delle professioni sanitarie, che si svolge a distanza ed è eseguita da due o più persone che hanno differenti responsabilità rispetto al caso specifico. Essa consiste nella richiesta di supporto durante lo svolgimento di attività sanitarie, a cui segue una videochiamata in cui il professionista sanitario interpellato fornisce all’altro, o agli altri, indicazioni per la presa di decisione e/o per la corretta esecuzione di azioni assistenziali rivolte al paziente. La teleconsulenza può essere svolta in presenza del paziente, oppure in maniera differita. In questa attività è preminente l’interazione diretta tramite la videochiamata, ma è sempre necessario garantire all’occorrenza la possibilità di condividere almeno tutti i dati clinici, i referti le immagini riguardanti il caso specifico. E un’attività su richiesta ma sempre programmata e non può essere utilizzata per surrogare le attività di soccorso

Possono richiederla, in base alla tipologia di intervento, sia il medico sia il professionista sanitario che formula un quesito o una richiesta di valutazione. Lo scopo dell’attività è rispondere a una richiesta di supporto durante un percorso di cura e assistenza.

La teleassistenza

È un atto professionale di pertinenza della relativa professione sanitaria (infermiere, fisioterapista, logopedista ecc) e si basa sull’interazione a distanza tra il professionista e paziente/caregiver per mezzo di una videochiamata, alla quale si può all’occorrenza aggiungere la condivisione di dati referti o immagini. Il professionista che svolge l’attività di teleassistenza può anche utilizzare idonee APP per somministrare questionari, condividere immagini o video tutorial su attività specifiche. La teleassistenza è prevalentemente programmata e ripetibile in base a specifici programmi di accompagnamento al paziente. La possono richiedere il professionista sanitario (infermiere, fisioterapista, logopedista ecc) che ritenga necessario assistere da remoto la persona nel suo domicilio allo scopo di agevolare il corretto svolgimento di attività assistenziali, eseguibili prevalentemente a domicilio.

Il telecontrollo

Il telecontrollo medico consente il controllo a distanza del paziente. Tale attività è caratterizzata da una serie cadenzata di contatti con il medico, che pone sotto controllo l’andamento del quadro clinico, per mezzo della videochiamata in associazione con la condivisione di dati clinici raccolti presso il paziente, sia prima che durante la stessa videochiamata. Questo per patologie già diagnosticate, in situazioni che consentano, comunque, la conversione verso la visita di controllo tradizionale in tempi consoni a garantire la sicurezza del paziente e in ogni caso sempre sotto responsabilità del medico che esegue la procedura.

Può richiederlo il Medico di Medicina Generale, il Pediatra di Libera scelta o il Medico specialista che ravvede la necessità di monitorare da remoto ed in maniera periodica il paziente nel tempo. Il loro obiettivo è valutare nel tempo il percorso clinico attraverso momenti di contatto con il paziente per la verifica delle rilevazioni attivate dallo stesso.

La teleriabilitazione

Consiste nell’erogazione a distanza di prestazioni e servizi intesi ad abilitare, ripristinare, migliorare, o comunque mantenere il funzionamento psicofisico di persone di tutte le fasce d’età, con disabilità o disturbi, congeniti o acquisiti, transitori o permanenti, oppure a rischio di svilupparli. È un’attività sanitaria di pertinenza dei professionisti sanitari, può avere carattere multidisciplinare e, quando ciò costituisca un vantaggio per il paziente, può richiedere la collaborazione dei caregiver, familiari e non, e/o di insegnanti. Per il completamento dei trattamenti volti a tutelare la salute dei cittadini, come qualsiasi intervento riabilitativo “tradizionale“, le prestazioni di teleriabilitazione trovano complementarità con altre prestazioni di cura, riabilitazione, assistenza o prevenzione, attuate esse stesse in presenza o in telemedicina. Le prestazioni e i servizi di tele-riabilitazione possono essere fruiti da qualsiasi luogo assistenziale e/o educativo in cui si trova il paziente (es. strutture sanitarie, residenze sanitarie o sociosanitarie, istituti penitenziari, case-famiglia, comunità residenziali, scuole, istituti di formazione, università, contesti comunitari o luoghi di lavoro basati sulla comunità, domicilio). Per alcuni di essi è inoltre possibile la fruizione in mobilità, ovvero da luoghi, ordinariamente prestabiliti per la riabilitazione. Nelle attività di tele-riabilitazione vanno comprese anche quelle volte alla valutazione a distanza del corretto utilizzo di ausili, ortesi e protesi durante le normali attività di vita condotte all’interno dell’ambiente domestico o lavorativo.

Possono richiederla il Medico Specialista, il Medico di Medicina Generale o  il Pediatra di Libera scelta che rileva la necessità di richiedere un servizio di tele-riabilitazione a domicilio.

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