L’uso inappropriato di antibiotici supera il 24%. Scarica il report di AIFA

Uso inappropriato per influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata.

Dall’influenza al raffreddore, fino alla cistite non complicata. L’uso inappropriato di antibiotici supera il 24%, secondo un’analisi dei dati della medicina generale sulle prescrizioni ambulatoriali per specifiche patologie infettive.

Il dato è contenuto nell’ultimo rapporto a cura dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali (Osmed) dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, pubblicato sul portale dell’ente regolatorio nazionale. Dal capitolo che analizza l’appropriatezza prescrittiva nella medicina generale è emersa una prevalenza di uso inappropriato che supera il 24% per quasi tutte le condizioni cliniche studiate: influenza, raffreddore comune, laringotracheite, faringite e tonsillite, cistite non complicata.

Nel 2021 le stime osservate sono tutte in aumento rispetto all’anno precedente

Nel 2021 le stime osservate sono tutte in aumento rispetto all’anno precedente, in modo più evidente per le infezioni delle prime vie respiratorie, ad eccezione della cistite non complicata nelle donne, per la quale non si osservano variazioni rispetto all’anno precedente. Tutti gli usi inappropriati degli antibiotici per le infezioni delle vie respiratorie sono stati registrati in maggioranza al Sud, nella popolazione femminile (ad eccezione della bronchite acuta) e nelle persone di età avanzata (over 65). E un altro dato che spicca dal report è che “più di un quarto dei consumi a livello territoriale (26,3%) corrisponde ad acquisti privati di antibiotici rimborsabili dal Ssn (classe A)”, in pratica queste persone li acquistano di tasca propria pur se rimborsabili. Nel report si legge poi che quasi il 90% degli antibiotici rimborsati dal Ssn viene erogato sul territorio (in regime di assistenza convenzionata).

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