Speranza: “Un miliardo per ridurre le liste d’attesa”. Ecco come si stanno muovendo le Regioni

Un miliardo per ridurre le liste d'attesa e per avere più medici. La promessa del ministro Speranza, ecco come si stanno muovendo le Regioni

Un miliardo per ridurre le liste d’attesa e per avere più medici. Dalle pagine di Repubblica, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, lancia promesse importanti: “L’esecutivo ha già indirizzato il miliardo in due tranche alle Regioni per affrontare il problema, aspettandosi di “vedere presto i risultati”. Ogni Regione ha recepito a modo proprio le indicazioni nazionali e ha predisposto i vari piani di recupero delle liste d’attesa.

Ci sono casi virtuosi, come la Lombardia o la Liguria, e altri meno, come il Lazio in cui le liste d’attesa, nonostante i quattro piani straordinari per il contenimento dei tempi, resta una reale problema. Marche e Campania dovrebbero aver approvato il nuovo piano di recupero che però non è stato ancora pubblicato.

Regione Lombardia, riduzione liste d’attesa con meccanismo premialità

Regione Lombardia si è mossa, tra le prime in Italia: con la delibera approvata l’11 aprile, su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti, la riduzione dei tempi riguarderà anche i ricoveri chirurgici non oncologici, le prestazioni di specialistica ambulatoriale per le prime visite e le prestazioni di specialistica ambulatoriale area diagnostica per immagini radiologia, neuroradiologia, medicina nucleare.

 L’atto approvato in Giunta regionale segue una precedente delibera in cui Regione Lombardia fissava step ben precisi a partire dal 1° aprile che riguardava i ricoveri chirurgici oncologici.  Decurtazioni e premialità saranno i nodi centrali del sistema per il rispetto dei tempi d’attesa

Liguria, 11,7 mln per abbattere liste di attesa

Bene anche la giunta regionale della Liguria che ha stanziato undici milioni e 700 mila euro per abbattere le liste di attesa.

Sul totale dei finanziamenti, nove milioni saranno destinati ad Alisa e utilizzati per aumentare le prestazioni della diagnostica per immagini con i privati accreditati e 2,7 milioni saranno destinati alla struttura ‘Alma Mater’ della Spezia per incrementare le attività chirurgiche generali, oculistiche e le attività ortopediche.  “L’obiettivo è quello di abbattere su tutto il territorio ligure, con un particolare riguardo alla Asl 5, le liste di attesa e aumentare l’offerta delle prestazioni, tenendo conto che i due anni di pandemia hanno rallentato l’erogazione dei servizi.

In questo modo”, ha spiegato all’Ansa il presidente di Regione Liguria e assessore alla sanità Giovanni Toti.

Piemonte, Puglia, Sicilia: piani operativi inviati

A fine marzo, il Piemonte ha presentato, con relativa delibera, il Piano che prevede il recupero del 30 per cento entro giugno delle liste d’attesa sulle prestazioni ambulatoriali di primo accesso, presa in carico attiva di tutte le prescrizioni di primo accesso previste dal piano nazionale entro settembre e a dicembre, prima della fine del 2022, recupero di tutte le visite, prestazioni ed interventi rispetto al 2019 e al periodo pre-Covid.

La Regione Puglia, come comunicato a fine febbraio dall’assessore regionale alla Sanità, Rocco Palese, ha trasmesso al Ministero della Salute i dati relativi al recupero delle liste d’attesa, secondo il modello ministeriale. “È nostra ferma intenzione – ha dichiarato al portale della Regione – mettere in campo tutti gli strumenti necessari per il recupero delle liste d’attesa, con particolare riferimento alle prestazioni più complesse e riferite a patologie rilevanti”.

Anche la Sicilia si è adeguata alle direttive nazionali con l’apposita delibera secondo cui, entro 7 giorni dalla notifica del Piano Operativo Regionale, le aziende sanitarie dovranno deliberare un Piano operativo aziendale per il recupero delle liste di attesa, che obbligatoriamente dovranno tenere conto del numero prestazioni di ricovero, ambulatoriali e di screening già inserite nelle liste di attesa prima del lockdown e non ancora garantite; del numero di prestazioni di ricovero, ambulatoriali e di screening per disciplina/branca sospese nel periodo del lockdown.