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Raccomandazioni per la somministrazione di ferro IV: AIFA chiarisce la sua posizione e semplifica la vita ai pazienti

Il chiarimento dell'AIFA rende possibile l'uso di terapie a base di ferro IV in diversi contesti assistenziali senza la presenza di reparti di rianimazione a favore soprattutto di alcune categorie di pazienti fragili

In data 25 maggio 2021, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha reso pubblico un Comunicato di sicurezza agli operatori sanitari, in risposta a richieste di chiarimenti sulle raccomandazioni per la gestione in sicurezza della terapia a base di ferro endovenoso (IV) recentemente inviate da parte delle principali Società Scientifiche di riferimento.

Rispetto a quanto precedentemente dichiarato dalla Nota Informativa Importante del 25/10/2013, AIFA precisa che è possibile somministrare queste terapie anche in strutture prive di reparto di rianimazione, ma dotate di adeguate apparecchiature (almeno un carrello per le emergenze con l’occorrente per la rianimazione cardiorespiratoria), e operatori sanitari adeguatamente formati per il riconoscimento di una reazione di ipersensibilità grave.

Questo chiarimento rende pertanto possibile l’utilizzo di terapie a base di ferro IV in diversi contesti assistenziali senza la presenza di reparti di rianimazione (quali ad esempio RSA, CAL, piccoli ospedali, poliambulatori etc.), a favore soprattutto di alcune categorie di pazienti particolarmente fragili (anziani, malati oncologici) che in precedenza riscontravano difficoltà di spostamento per la somministrazione della terapia.

Sebbene l’Agenzia ribadisca l’attenzione nel somministrare medicinali contenenti ferro IV, per le possibili gravi reazioni di ipersensibilità compresa anafilassi ad esito fatale, ne riduce le limitazioni d’uso semplificano quindi il trattamento per molti pazienti e migliorandone la qualità di vita.

*a cura di Letizia Rossi, Intexo Società Benefit