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Sanità lombarda? Croce: “Ancora un modello, va riformato il territorio”

Per il professor Davide Croce il modello Lombardia è ancora un'eccellenza. Serve riformare sorveglianza e territorio

di redazione

“La sanità lombarda è ancora oggi un’eccellenza”. Così Davide Croce, direttore del Centro sull’Economia e il Management in Sanità e nel Sociale, uno dei più autorevoli economisti sanitari in Italia, intervistato da “The True Show” su Telelombardia l’11 febbraio. “Ci sono strutture pubbliche come il Grande Ospedale Niguarda, o private come il San Raffaele e l’Humanitas a cui ci si può rivolgere nel malaugurato caso che qualcuno avesse dei gravi problemi sanitari”.

“Ciò che è stato messo in crisi dalla pandemia ed è un dato oggettivo – ha detto Croce – è il territorio”. “Possiamo dire che non ha funzionato il sistema di sorveglianza, che non ci ha dato le indicazioni su quello che stava succedendo”. Per il direttore del Centro sull’Economia e il Management in Sanità e nel Sociale ora è “l’intero modello italiano del territorio che va riformato: dico italiano e non solo lombardo, perché deriva dalla legislazione nazionale della 502/92, che è ancora la nostra legge madre e che prevede una serie di condizioni”. “Faccio un esempio per chiarire – chiude Croce –: 1.500 assistiti per ogni medico di medicina generale con una popolazione anziana oggi significa avere 500 cronici per ogni medico. Sfido chiunque a gestire 500 pazienti cronici, anche solo per dieci minuti al mese ciascuno. Basta fare due conti e ci si rende conto che questo non è più un modello sostenibile”.