Ricerca Cias: la sanificazione microbiotica più efficace e sostenibile contro Covid-19 anche sui mezzi di trasporto

La sanificazione Pchs, testata sulle metropolitane dell’Atm di Milano oltre che negli ospedali, è in grado di inattivare il 90% di tutti i virus

Perché questo articolo dovrebbe interessarti? È in arrivo l’ottava ondata di Covid-19 per cui risultano fondamentali vaccini, mascherine e investire su modelli di sanificazione efficaci ed ecosostenibili come la sanificazione microbiotica Pchs. Secondo lo studio condotto dal centro ricerche Cias dell’Università di Ferrara la sanificazione Pchs, testata sulle metropolitane dell’Atm di Milano oltre che negli ospedali, è in grado di inattivare il 90% di tutti i virus con inviluppo in un’ora e di prevenire fino a 24 ore una successiva contaminazione.

Una sanificazione dei mezzi di trasporto e degli ospedali efficace in grado di abbattere le potenziali infezioni come Covid-19, senza impattare negativamente sull’ambiente ed evitando l’antibiotico resistenza. È quanto è in grado di realizzare la sanificazione microbiotica Pchs secondo i risultati emersi dallo studio condotto dal centro ricerche Cias dell’Università di Ferrara sulle metropolitane dell’Atm (Azienda Trasporti Milanesi) presentato venerdì 14 ottobre a Palazzo Giureconsulti a Milano all’interno del convegno, Mobilità, sicurezza dei passeggeri, sostenibilità ambientale: l’innovativo sistema di sanificazione pchs®, organizzato da Copma e Fulgens Italia.

Sanificazione Pchs: detergenti ecosostenibili a base di batteri probiotici

La ricerca ha confermato che la sanificazione Pchs, eseguita con detergenti ecosostenibili a base di batteri probiotici, anche in ambienti chiusi e molto affollati come le metro, produce esiti eccellenti in termini di abbattimento delle potenziali infezioni, non solo nelle strutture ospedaliere, ma anche nei mezzi di trasporto pubblico. Obiettivo della ricerca era testare i vantaggi dell’innovativo sistema di sanificazione PCHS (Probiotic Cleaning Hygiene System) con l’obiettivo di verificarne l’efficacia sia in funzione anti Covid-19, sia per il controllo della contaminazione microbica da agenti patogeni resistenti agli antibiotici, già sperimentato nel corso dell’ultimo decennio dalle università di Ferrara, Roma (Cattolica), Udine, Milano (Bocconi), Messina e Trieste.

Dai dati raccolti emerge che in Italia ci sono poco meno del 30% delle vittime europee per infezioni ospedaliere e le attuali tecniche di sanificazione con materiali chimici garantiscono una copertura di appena un’ora, si legge nel report. “Ecco perché l’utilizzo di nuove tecniche innovative ed ecosostenibili può e deve essere percorsa e agevolata dal regolatore”, affermano gli esperti.

Censi (Comune Milano) e Bolognini (Regione Lombardia): “Dovere degli amministratori approfondire queste sperimentazioni innovative”

La sperimentazione sui mezzi pubblici di Milano è un motivo di vanto per i rappresentanti istituzionali del Comune e della Regione, intervenuti al convegno: “Quello della sanificazione – ha dichiarato Arianna Censi, Assessora alla Mobilità del Comune di Milano – è un tema che riguarda la qualità la sostenibilità e la competitività di un Paese. Oggi la sfida si gioca sul miglioramento del contesto qualitativo in cui viviamo. Da questo punto di vista Milano è una città che punta sull’innovazione e sulla sperimentazione e, quindi, applicare gli elementi più innovativi della prevenzione e della sicurezza nei luoghi della mobilità garantisce il massimo della protezione e aumenta la qualità dell’aria e del contesto di vita delle città”.

“Se c’è un’azienda italiana di Ferrara che ha testato e messo in campo un sistema di sanificazione così importante, che può avere ricadute decisive in tanti settori come gli ospedali, penso che sia un dovere delle Amministrazioni e degli Enti Locali approfondire queste opportunità e dotarsene”, ha aggiunto Stefano Bolognini, Assessore allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione di Regione Lombardia.

 Le interviste di True-News.it agli esperti

True-News.it ha intervistato Walter Ricciardi, Professore ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Elisabetta Caselli, ricercatrice del dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche e Agrarie dell’Università degli Studi di Ferrara e Silvia Grandi, presidente di Copma.

Walter Ricciardi: “L’ottava ondata di Covid-19 è alle porte. Il Pchs ha mostrato risultati molto positivi. Il decisore deve poterne usufruire”

A True-News.it Walter Ricciardi, Professore ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha sottolineato come “Questo studio è molto importante per i tempi che stiamo vivendo. Siamo in modo evidente alla vigilia dell’ottava ondata pandemica. Per difenderci abbiamo grandi strumenti: vaccini, mascherine e processi di sanificazione efficienti, come questo presentato oggi con dati entusiasmanti. E contro la resistenza agli antibiotici dobbiamo fare di più. Serve un approccio One
health, un corretto uso dei farmaci, un’organizzazione più attenta e capace di misurare gli strumenti innovativi in campo. Il Pchs ha mostrato risultati molto positivi. Il decisore deve essere messo nelle condizioni di poterne usufruire. La lotta ai batteri resistenti vede l’Italia molto attardata. Non c’è tempo da perdere”. Non ha mancato di incalzare il nuovo esecutivo che si sta formando nel mettere al centro la
salute per un approccio lungimirante.

 

Elisabetta Caselli: “La sanificazione Pchs dimezza il tasso di incidenza delle infezioni con un calo del 60% nel consumo di antibiotici e dei costi per le terapie”

A presentare i dati della ricerca condotta sui mezzi di trasporto Atm di Milano è stata la prof.ssa Elisabetta Caselli (Dip. Sc. Chimiche, Farmaceutiche e Agrarie, CIAS research center, Università degli Studi di Ferrara), che ha riassunto per prima cosa i risultati di diverse ricerche condotte sull’utilizzo del Pchs in ambiente ospedaliero: “Abbiamo 4 milioni di pazienti in Europa che si prendono infezioni negli ospedali e di questi circa 33mila ogni anno perdono la vita, ben 10mila soltanto in Italia. La sperimentazione dimostra come uno
dei limiti dell’utilizzo dei disinfettanti chimici, oltre all’alto impatto ambientale, sia la durata dell’azione temporanea (di 30-60 minuti), e la selezione di specie sempre più resistenti ai farmaci antibiotici”.
L’uso della sanificazione Pchs, invece, porta ad un dimezzamento del tasso di incidenza delle infezioni, un enorme calo pari al 60% di consumo di antibiotici e dei conseguenti costi per le terapie”. Secondo i dati elaborati dalla Bocconi, osserva la Caselli, “con l’uso di strumenti di sanificazione probiotica diminuiscono del 48% le infezioni, del 41% le infezioni severe e si è stimato un risparmio quantificato in 14 milioni di euro solo per il trattamento delle infezioni ospedaliere. Non solo, abbiamo provato questo sistema sui virus
inviluppati, come il SARS-CoV-2, per verificare l’attività antivirale: il pchs inattiva il 90% di tutti i virus con inviluppo in un’ora, ed è in grado di prevenire fino a 24 ore una successiva contaminazione". Numeri “straordinari”, confermati anche dalla sperimentazione sulle metropolitane di Milano dove “il pchs può rappresentare un sistema efficace per un ambiente più sano, privo di patogeni e virus, senza peggiorare i problemi legati all’inquinamento e all’antibiotico resistenza”.

Silvia Grandi: “Il Pchs si conferma un sistema innovativo e sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico”

“Grazie al risultato di queste ricerche il Pchs si conferma un sistema innovativo e sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, nel campo della sanificazione che oltre ad ospedali e trasporto pubblico può portare il suo grande contributo nelle scuole, negli hotel e in tutti quegli spazi nei quali il tasso di affollamento e quindi la possibilità di diffusione dei virus e batteri è alto e necessitano di sanificazioni efficaci e  durature nel tempo”, afferma la presidente di Copma, l’azienda che produce il metodo Pchs, Silvia Grandi.