Malattie cardiovascolari, ecco i modelli per un “paziente consapevole”

Prevenzione e maggiore educazione. Anche con imposizioni. Sono queste le misure vincenti per un paziente consapevole dei rischi cardiovascolari.

Prevenzione e maggiore educazione. Anche con imposizioni. Sono queste le misure vincenti per un paziente consapevole  dei rischi cardiovascolari. Se ne è parlato martedì 18 ottobre all’interno del convegno Il paziente consapevole. Nuovi modelli organizzativi in ambito cardiovascolare, che si è tenuto  all’auditorium Giorgio Gaber nella sede del Pirellone di Regione Lombardia. Con ospiti di livello internazionale. Un evento organizzato da Inrete con il contributo non condizionante di Novartis.

Monti: “Possiamo fare tante cose con la telemedicina e la farmacia dei servizi”

Le malattie cardiovascolari rappresentano le principali cause di morte nei Paesi occidentali e assorbono la maggior parte dei fondi sanitari.
Emanuele Monti, presidente Commissione III Sanità e Politiche sociali di Regione Lombardia, ha illustrato le modalità con cui la riforma della sanità, assieme ai fondi del Pnrr, interviene nell’affrontare la prevenzione e le cure cardiovascolari. “Abbiamo la fortuna in Lombardia di avere la migliore rete sanitaria italiana. E la legge vuole avere un’unica filiale di comando dall’ospedale al territorio.

Possiamo fare tante cose con la telemedicina e la farmacia dei servizi. Anche nel campo cardiovascolare”.

Carugo: “Anche i giovani devono misurare la colesterolemia”

Stefano Carugo, Direttore UOC Cardiologia Complessa del Policlinico di Milano, non usa mezzi termini in quanto a prevenzione: “Negli ultimi vent’anni la legge Sirchia che vietava il fumo e ha evitato molti tumori e ictus. Il paziente consapevole deve fare ogni anno il test per il colesterolo.

Un giovane di di  20 o 25 anni può non aver mai  misurato la colesterolemia e anche loro  possono avere livelli alti. Poi lo scoprono in tarda età. Una campagna seria dovrebbe obbligare tutti a misurare il livello di colesterolemia” E ha aggiunto: “Può essere fatto in farmacia e  in ospedale. E’ molto facile. Dobbiamo usare tutti gli strumenti a disposizione, per sensibilizzare anche i giovani  al prelievo di sangue per la misurazione del livello di colesterolo”.

Annarosa Racca: “In Italia bassa aderenza alle terapie”

A proposito di farmacie, Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, ha parlato di “un’aderenza bassa alle terapie e un sottouso dei farmaci da parte degli italiani” e si  è detta quindi e soddisfatta dell’impegno di Regione Lombardia nella cura e nella prevenzione delle patologie cardiovascolari.

Oliva: “Bisogna avviare percorsi di educazione”

Fabrizio Giovanni Oliva, Direttore Struttura Complessa Cardiologia 1 Emodinamica del Niguarda, ha condiviso le preoccupazioni di Carugo sui giovani che non conoscono la propria colesterolemia.

“Bisogna sfruttare – ha dichiarato  – il momento del ricovero, quando il paziente affronta  la problematica di salute, per avviare un percorso di educazione. Un momento fondamentale perché un 40% di questi pazienti va incontro a una ri-ospedalizzazione. E sempre per cause cardiovascolari”.

Catapano: “Avremo app per prevedere malattie pazienti”

L’incontro è stato arricchitto dalle testimonianze di Alberico Luigi Catapano, Professore di Farmacologia, Università degli Studi di Milano e IRCSS Multimedica, che ha guardato al futuro delle cure: “Non dobbiamo tappare i buchi quando parliamo di prevenzione.

Aspettiamoci, nel futuro immediato, app che registreranno la storia clinica del paziente e con cui potremo prevedere le malattie a cui potrà essere esposto”.

Pedrini: “Carenza medici impatta su prevenzione primaria”

Per Paola Pedrini, Segretario Regionale FIMMG Lombardia, bisogna “innanzitutto dividere il panorama tra regionale e nazionale. In Lombardia abbiamo il Pnrr, il dm 77, la recente riforma ma anche una carenza di medici. Purtroppo molti pazienti sono orfani, privi  del medico di base.

In questo modo perde di valore la prevenzione primaria.

Croce:”Stratificazione secondaria strumento fondamentale”

Davide Croce, Direttore del Centro sull’Economia e il Management nella Sanità e nel Sociale, Università LIUC,  è partito da una visione generale: “Siamo di fronte a un cambio epocale della medicina sia in termini di cure, di strumenti diagnostici e di conoscenza. Per questo bisogna abbandonare i momenti del passato”. Poi ha affrontato  il tema della stratificazione del rischio: “Uno strumento fondamentale – ha proseguito l’economista – che ci permette di individuare, anche a livello locale, un focus completamente diverso rispetto al passato. La medicina di popolazione ci permette di lavorare sulla prevenzione, primaria e secondaria. E le case di comunità in questo senso sono di supporto alla programmazione”

Bonsembiante: “Le situazioni che ci hanno più colpito sono l’assoluta non conoscenza da parte del paziente di cose gli fosse capitato

Daniele Bonsembiante, Vice segretario regionale e Coordinatore Responsabile dell’Assemblea Territoriale di Varese e Provincia di Cittadinanzattiva, ha illustrato i risultati di un’indagine sui pazienti lombardi, denominata “Questioni di cuore”, che ha coinvolto tutte le ASST della Regione. “E’ stata avvita, non solo per capire cosa avvenisse quando il paziente rientrava in terapia, ma anche per comprendere dai pazienti dimessi quale fosse la loro realtà. Le situazioni che ci hanno più colpito sono l’assoluta non conoscenza da parte del paziente di cose gli fosse capitato e delle misure da adottare per evitarlo. Non solo: ma anche una difficile comunicazione tra i livelli di assistenza sanitaria”.