Ladisa a Salute Direzione Nord: “Ricerca e innovazione per la prevenzione”

L'intervento di Vito Ladisa, Direttore Farmacia Ospedaliera, IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Milano, a Salute Direzione Nord

“La ricerca e l’accesso a nuove terapie possono rappresentare un processo legato alla prevenzione. Anche per evitare ricadute e per ipotizzare vaccini che sviluppino processi di immunoprotezione. Prevenzione non vuol dire solo “Non mi faccio venire il cancro”: significa anche una serie di azioni e attività che vedono assieme parte sanitaria, i comportanti sociali, il cittadino-paziente” Così Vito Ladisa, Direttore Farmacia Ospedaliera, IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Milano, tra i relatori protagonisti di “Il grande male che si (com)batte sul tempo. Il futuro dell’oncologia, dalla diagnosi al follow up”, panel all’interno della rassegna Direzione Nord, arrivata alla sua 19esima edizione al Palazzo delle Stelline a Milano, promossa da Fondazione Stelline e organizzata da Inrete e Fondazione The Bridge con il patrocinio di Regione Lombardia.

“Il grande male che si (com)batte sul tempo. Il futuro dell’oncologia, dalla diagnosi al follow up”

Sono intervenuti anche Giovanni Pavesi, Direttore Generale Welfare, Regione Lombardia, Daniele Generali, Direttore SC Multidisciplinare di Patologia Mammaria e Ricerca Traslazionale, ASST Cremona, Anna Rita Gambaro, Dirigente Struttura Complessa Oncologia presso la ASST FBF-Sacco, Milano, Alberto Zambelli, Oncologia Medica, Humanitas, Alessandra Mammano, Responsabile Struttura Semplice Dipartimentale Raccordo Progetti di Promozione della Salute One Health, ATS Insubria, Adele Patrini, Presidente Associazione C.A.O.S. e Referente FAVO Lombardia.

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Ladisa: “L’innovazione deve essere uno strumento di equità”

Ladisa ha aggiunto: “L’innovazione tecnologica è figlia della ricerca, che sta conoscendo sviluppi massivi. L’innovazione che ne consegue consente di accedere a terapie innovative. Ovvero qualcosa in grado di migliorare l’outcome del paziente ma anche di assicurarne la safety”. Ma c’è un altro aspetto che Ladisa sottolinea: “L’innovazione deve fornire mezzi e strumenti per migliorare l’outcome della terapia, ma deve anche essere uno strumento di equità, come equo deve essere l’accesso alle terapie”.