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Distribuzione farmaceutica, i nodi sanità territoriale e remunerazione. “Ora misure in Legge di Bilancio”

I tavoli di lavoro promossi da Adf: serve discutere ora di finanziamento al SSN, remunerazione, sanità territoriale, farmacie rurali

Sostenere il sistema salute facendo squadra: dall’assemblea dell’Associazione Distributori Farmaceutici – che appresenta 34 aziende, più del 60% del fatturato dei grossisti farmaceutici in Italia e raggiunge ogni giorno 19.000 farmacie – riparte il confronto fra tutti gli attori della filiera del farmaco. L’obiettivo? individuare soluzioni condivise. “La legge di bilancio prossima ventura e il dibattito sulla nuova remunerazione delle farmacie sono occasioni preziose da non perdere” fa sapere Adf in una nota. Il 27 settembre Adf ha auspicato la genesi di una serie di tavoli di lavoro, con i principali stakeholder di settore in Italia, per mettere sul piatto proposte e riflessioni.

“Superare le criticità correnti in ottica di sistema”

Paolo Russo (Commissione Bilancio della Camera), Marco Cossolo (Federfarma), Gianni Petrosillo (Sunifar), Venanzio Gizzi (Assofarm), Luigi D’Ambrosio Lettieri (FOFI), Emilio Stefanelli (Farmindustria) e per ADF il Presidente Alessandro Morra e Ornella Barra, Past-President dell’Associazione, hanno preso parte alla Tavola Rotonda moderata da Laura Benfenati. Un’occasione di approfondimento e dialogo sui temi di maggior rilievo per il settore: finanziamento del SSN, dinamiche di mercato, remunerazione, futura nuova sanità territoriale, con una particolare attenzione riservata al servizio di distribuzione alle farmacie rurali, ancor più da tutelare e sostenere secondo tutti partecipanti al dibattito. Ripreso il confronto tra tutti gli attori coinvolti, occorre ora proseguire nel dialogo e proporre ai decisori politici soluzioni concrete e realizzabili per la salvaguardia di un settore vitale per i cittadini.

Gli studi di Censis e Sapienza sul valore sociale ed economico della distribuzione intermedia

Importanti spunti di riflessione sono emersi dalle relazioni introduttive: Francesco Maietta (responsabile area Politiche sociali Censis) ha presentato le conclusioni del rapporto sul “Valore sociale della D.I.F.”: il 90 per cento degli italiani reputa fondamentale il ruolo della distribuzione intermedia; Giorgio Matteucci (DIAG-Sapienza Università di Roma) ha mostrato le criticità che affliggono la categoria attraverso l’analisi dei bilanci delle Aziende distributrici degli ultimi dieci anni. Criticità che penalizzano pesantemente l’anello centrale della filiera, la Distribuzione Intermedia: un servizio pubblico essenziale per la tutela della salute gestito da aziende private che garantiscono al SSN e ai cittadini capillarità, tecnologia all’avanguardia, competenza, professionalità, efficienza. Cerniera indispensabile fra produzione e dispensazione finale, la Distribuzione Intermedia assicura anche il collegamento fra Asl e farmacie. Un settore che, seppur ritenuto fondamentale, e che mai come in questo periodo storico ha confermato di essere, distribuisce in perdita i farmaci SSN. Infatti, con l’attuale remunerazione, su ogni confezione rimborsabile consegnata si registra una perdita media di 26 centesimi. Perdita che trova le sue radici nel drastico taglio al margine dei grossisti per i farmaci di classe A) imposto ex legge nel 2010: una misura che, pensata come temporanea, da oltre un decennio impatta sulle imprese con effetti non transitori bensì permanenti di sostanziale erosione della produttività. Finora i bilanci sono stati aiutati grazie ai ricavi derivanti dal mercato commerciale (OTC e parafarmaco) che tuttavia sconta la concorrenza dei grandi gruppi del commercio online.

Legge di bilancio: senza interventi urgenti a rischio la sostenibilità dei servizi per la sanità futura

Nonostante questo il settore ha continuato ad erogare un servizio con i più alti standard di qualità ed efficienza ma, senza interventi urgenti di revisione della normativa vigente, la sostenibilità dei servizi, e quindi la sanità futura, rischiano di non essere garantiti. Cause regolatorie e di mercato presentano infatti elementi di forte criticità per il mantenimento dei livelli di servizio finora garantiti e mettono a rischio la sostenibilità delle Aziende distributrici, con il pericolo di disarticolare il servizio sanitario e generare ripercussioni negative anche su industria, farmacia e pazienti. E’ ormai improcrastinabile la necessità di intervenire per correggere gli squilibri di questa situazione con misure concrete e strutturali per il settore della distribuzione: sostenere l’anello centrale della catena di fornitura significa rafforzare il valore dell’intero comparto.

Non c’è più tempo da perdere se si vuole realizzare un nuovo modello sostenibile per la futura sanità di territorio. Occorre che tutti contribuiscano a consolidare oggi le fondamenta di un nuovo modello di assistenza e distribuzione farmaceutica, individuando soluzioni, strumenti e risorse necessarie in una visione d’insieme, perché tutti insieme cooperiamo al raggiungimento dell’obiettivo comune: l’efficacia del servizio sanitario a tutela della salute dei cittadini. Oggi i tempi sono maturi, visto che il contesto dovuto alla pandemia e i segnali di ripresa dell’economia fanno intravedere la reale possibilità di attuare interventi legislativi straordinari. E’ un’occasione da non perdere.