Aziende ospedaliere, il futuro? “I Direttori hanno capito: serve l’esercito del middle management”

Analisi del fabbisogno sanitario e gestione delle gare da una parte. Ingegneria clinica e architettura tecnologica degli ospedali dall’altra. Ripartire da qui dice a true-news il professor Pietro Previtali, Direttore dell’Executive Master in Management Strategico e Leadership delle Organizzazioni Sanitarie dell’Università di Pavia (EMMLOS), dedicato a dirigenti delle aziende sanitarie.

Sanità, ripartire “facendo presto”

Ripartire possibilmente “facendo presto” per “migliorare la capacità di execution di un’azienda sanitaria su digital health e telemedicina per scaricare a terra appena si apre l’occasione”.

Stessa identica riflessione che può valere per le infrastrutture chiave del Piano nazionale di ripresa e resilienza nei capitoli sanità. A partire dai Distretti con collegate le Case e gli Ospedali di Comunità, poli di nuova realizzazione, “perché i tempi sono stretti anche dal punto di vista dei finanziamenti”.

Previtali: “Serve l’esercito del middle management”

E quindi? Quindi serve “l’esercito del middle management – spiega Previtali – quello che garantisce la gestione quotidiana dell’operatività per far sì che l’azienda raggiunga al meglio i propri obiettivi strategici e di sistema”.

Una quotidianità che è fatta di “procedure di gara, appalti e acquisti centralizzati”, passando per “l’integrazione e il coordinamento dei processi di cura tra direzione sanitaria e reparti ospedalieri” fino al definire “l’infrastruttura tecnologica necessaria” e “gestire gli assets esistenti dell’azienda ospedaliera stessa”. Una mole di complessità che per essere districata e funzionare al meglio non può che prescindere da un livello altissimo dei dirigenti intermedi. “C’è necessità di un gioco di squadra su più livelli e il top management e la direzione strategica non possono fare altro che sensibilizzarsi al middle management per operare” afferma il professore.

Inversione di tendenza al Master di alta specializzazione: cresce il numero di direttori di struttura complessa

A guardare i partecipanti del master EMMLOS nella sua terza edizione (la prima del 2022) è proprio questa la prima e più grande novità. Quasi “filosofica” o “culturale”, prima ancora che operativa. Qualche numero per capire: alle prime due “manche” del corso di alta specializzazione 30 fra Aziende sanitarie e Agenzie di Tutela Salute della Lombardia (ATS) avevano inviato in tutto una cinquantina di dirigenti.

Di cui solo membri delle Direzioni Strategiche alla prima edizione. In totale si è trattato di 13 Direttori generali, 19 Direttori amministrativi, 14 Direttori sanitari e 5 Direttori di Unità Operativa Complessa (Uoc).

Solo quest’ultima voce – che da un punto di vista meramente gerarchico si trova un gradino sotto all’interno delle strutture piramidali sanitarie – si è invertita nella terza edizione del Master dell’Università di Pavia partito il 21 gennaio.

Con ben 7 Direttori di Struttura complessa fra i partecipanti (come le Uoc Presidio, Sistemi informativi, Ingegneria clinica, Acquisti ed economato, Funzione sanitaria e Risorse umane) su 24 iscritti complessivamente. Mentre 4 sono i Dg presenti in questa occasione, 2 i Direttori sanitari, 2 i Direttori amministrativi e 4 i Direttori socio sanitari. Ma addirittura c’è chi ha inviato un Responsabile delle Relazioni esterne e della comunicazione. Si può ipotizzare il perché: “Conoscere la complessità per raccontarla al di fuori”.

Non pare un caso che avvenga dopo/durante una pandemia che ha messo a dura prova anche l’immagine del sistema sanitario nel suo complesso con alcuni casi, singoli specifici, in più fasi travolti da vere e proprie “bufere” mediatiche.

“Aziende ospedaliere, senza le strutture di supporto non si va lontano”

“Il top management ha capito il messaggio del Master – chiosa Pietro Previtali di fronte a queste cifre –: per far funzionare bene un’azienda ospedaliera non è sufficiente avere la miglior Direzione strategica possibile: senza le strutture di supporto non si va lontano”.

Gli obiettivi da perseguire per la realizzazione del Pnrr

Gli obiettivi da perseguire mentre si entra nel terzo anno della pandemia e nei 365 giorni a dir poco cruciali per la realizzazione del Pnrr sono chiari e molteplici: “Il primo è quello dell’innovazione, intesa sia come processo e servizio, che come gestione della ricerca in sanità -afferma il Direttore del Master –. Tutto ciò che è digital health e connected care la fa da padrone, così come la gestione della ricerca traslazionale e il trasferimento tecnologico”. Il secondo filone è quello che Previtali definisce “dialogo istituzionale”. “La sanità è iper regolata – spiega – è al centro di un tessuto istituzionale che richiede ai suoi attori sia capacità di management, che capacità di dialogo e di gestione delle relazioni istituzionali.

Terzo: i format e i luoghi. Prosegue infatti anche quest’anno il percorso degli “EMMLOS talks”, singole giornate dedicate al confronto e al dialogo con gli attori chiave del sistema, dove i partecipanti tengono brevi speech di 15 minuti su tematiche chiave che vengono poi diffuse liberamente sulla piattaforma web del Master.

Tra gli ospiti ci sono già stati il Dg di Agenas, Domenico Mantoan, e il Sottosegretario al Ministero della Salute del governo Conte bis e Draghi, Pierpaolo Sileri. I “talks”, come le lezioni del Master, vengono ospitati dentro le cornici storiche dell’Università di Pavia, del Collegio Cairoli, Palazzo Vistarino, Collegio Borromeo, fino ai luoghi invece simbolo dell’innovazione, come il CNAO, MIND e Cariplo Factory in una sorta di dialogo fra “conoscenza passata e conoscenza del futuro”.