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Alzheimer, la parola agli esperti: “Piano di investimenti su reti e diagnosi precoce”

Alzheimer, quali priorità?. Le interviste a Mario Possenti, Segretario Generale Federazione Alzheimer Italia e Paolo Bonaretti, Esperto di politiche ed economia dell’innovazione della salute

Quali urgenze? “Investire su “diagnosi tempestiva” per arrivare a “creare una rete di supporto che comprenda tutte le realtà sanitarie e socio-assistenziali del territorio”. Non ha dubbi Mario Possenti, Segretario Generale Federazione Alzheimer Italia, su quali siano le priorità da implementare con i 15 milioni di euro stanziati per l’Alzheimer  nella legge di Bilancio 2021. Il tavolo di confronto “Tienilo a mente. Come non disperdere le risorse destinate alle persone con demenza e ai loro caregiver”, promosso da Inrete, con il contributo non condizionante di Roche Italia, che in occasione della Giornata Mondiale dell’Alzheimer, ha reso possibile il confronto tra istituzioni, clinici, associazioni di pazienti ed esperti della società civile, ha anche focalizzato l’attenzione della comunità su un dato: l’aumento di diagnosi di demenze e di Alzheimer nel 2040 toccherà quota 2,5 milioni di pazienti. Stima cruda di cui bisogna tenere conto nell’organizzazione del sistema di risposta e di  pianificazione delle risorse, destinate ad aumentare.

Alzheimer, diagnosi tempestiva e non solo: le priorità

Proprio a margine del Tavolo, Possenti sentito da True-News parla di “priorità” che “va data all’implementazione di progetti concreti che possano incidere nella vita di tutti i giorni delle persone con demenza”. Primo tra tutti  diagnosi tempestiva e creazione di reti di supporto anche e soprattutto ai caregiver. Parliamo di oltre “un milione di famiglie in Italia” su cui oggi pesa il lavoro di cura e assistenza. Vanno sostenute – spiega il segretario della Federazione – “attraverso misure che ne valorizzino la figura”. Un tema, quello della “ufficializzazione del caregiver” e della destinazione di risorse economiche a supporto degli stessi, sempre più pressante, anche come lezione della pandemia, come ripetutamente raccontato da True-News.

Alzheimer, il problema dei caregiver

Sui caregiver c’è un numero che pesa come un macigno. “Bisogna prendere atto che ad oggi i 9/10 della spesa socio-assistenziale per questa patologia ricadono sulle famiglie”. Così parla a True-News Paolo Bonaretti, Esperto di politiche ed economia dell’innovazione della salute, già Coordinatore del Tavolo Farmaceutica presso Ministero dello Sviluppo Economico, anche lui voce del webinar organizzato da Inrete. Una sproporzione inaccettabile nel pur necessario equilibrio fra Stato-Welfare e famiglia-cittadino. Per Bonaretti “affrontare seriamente il problema significa fare un grande investimento che deve essere trattato e considerato come tale e non mascherato come spesa corrente, che necessariamente non può subire incrementi molto significativi”.

Grande investimento quindi  che tenga conto dei trend stimati da qui a 20 anni, della dinamica di spesa pubblica e del costo annuo/paziente. “È innanzitutto importante avere la consapevolezza di questo impatto e affrontarlo nella sua reale dimensione per quanto impegnativa sia – dice –. Di conseguenza è necessario, accanto ad eventuali nuove terapie,  decidere immediatamente un investimento pluriennale su tutte le misure di prevenzione e sulla diagnosi precoce, con una rete capillare sul territorio di centri specialistici e di screening sui soggetti a rischio”. È questo, spiega l’esperto indicando la via, “l’unico vero strumento ad oggi per mitigare realmente impatti sociosanitari e di costo economico”.

Guarda il convegno “Tienilo a mente. Come non disperdere le risorse destinate alle persone con demenza e ai loro caregiver”