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Tutti pazzi per il foliage: dove vederlo e app per riconoscere le piante

Foliage: dove vederlo? Ecco i migliori posti in Italia. Non solo: che cosa significa questa parola? Quali le app per riconoscere le piante?

Un tempo arrivava semplicemente l’autunno e le foglie degli alberi si tingevano di rosso e giallo oro: un cambiamento che si osservava con stupore e ammirazione, mentre si faceva la passeggiata dietro casa. Da qualche anno, invece, questo spettacolo della natura è diventato oggetto di una nuova tendenza, molto diffusa in tutto il mondo e anche in Italia: oggi si organizzano weekend lunghi alla scoperta del “foliage”: dove vederlo? E quali sono le app per riconoscere le piante che si osservano?

Foliage: traduzione e significato

Innanzitutto foliage è un termine inglese, la cui traduzione letterale è fogliame. Di fatto, invece, questa parola ha un altro significato: indica la variazione autunnale del colore delle foglie degli alberi, dal verde al giallo fino alle diverse gradazioni di rosso. Un’esperienza di grande impatto, di cui godere nei boschi italiani, oltre che in vari luoghi del mondo. Un nuovo trend turistico, che ha rivitalizzato un periodo dell’anno tradizionalmente poco vivace. In America del Nord è nata anche un’espressione precisa, leaf peeping, per indicare l’attività delle persone che viaggiano per vedere e fotografare il fogliame autunnale nelle aree in cui il fenomeno è più spettacolare.

foliage app per riconoscere le piante
Daigo ji temple, Kyoto –  Dove vedere il foliage nel mondo? Famose sono le distese di aceri e di gingko in Giappone, che si tingono rispettivamente di rosso vivo e giallo oro. Altrettanto spettacolari le estese foreste di larici, pioppi, aceri e querce del Nord America, soprattutto Canada e New England.

Foliage, dove vederlo?

In Piemonte Oasi Zegna e Treno del Foliage: come prenotare

Un’esperienza da fare in Italia è innanzitutto il “Treno del Foliage”: la storica ferrovia della Vigezzina-Centovalli, che collega il Piemonte alla Svizzera, da Domodossola a Locarno. Un percorso di 52 km, accompagnato da vedute spettacolari e scorci panoramici infiammati dai caldi colori autunnali (come prenotare). Sempre in Piemonte c’è il Bosco del Sorriso in Valsessera, all’interno dell’Oasi Zegna, questo parco naturale nelle Alpi Biellesi, voluto dall’imprenditore e filantropo Ermenegildo Zegna.

Lombardia: dove vedere il foliage restando in città

Da Nord a Sud, sono numerosi i posti dove osservare il foliage in tutta Italia. Solo per citarne alcuni, in lombardia si può fare una passeggiata lungo le mura di Bergamo, nel parco della Villa reale di Monza o persino in uno dei parchi cittadini di Milano: dai Giardini Pubblici Indro Montanelli (i giardini di Porta Venezia) al Parco Sempione fino al Parco Lambro e alla Biblioteca degli Alberi. 

Veneto

In Veneto le Dolomiti diventano un’incredibile tavolozza di colori. Si può fare una passeggiata nella zona del lago di Federa e della Croda da Lago, massiccio montuoso delle Dolomiti Ampezzane nelle Dolomiti, a sud di Cortina d’Ampezzo. Oppure percorrere il Sentiero dei Grandi Alberi a Recoaro 1000, classico itinerario con vista sulle Piccole Dolomiti. O, ancora, passeggiare dal villaggio Cimbro di Valorz fino al rifugio Vittorio Veneto.

Trentino

In Trentino si può attraversare la foresta di Paneveggio, a una decina di chilometri da Predazzo, percorrendo il Sentiero Marciò, oppure fare una gita al lago di Tovel.

Dove vedere il foliage nel resto d’Italia

Nel resto d’Italia, solo per citare alcuni luoghi, ci sono le Foreste Casentinesi tra Emilia Romagna e Toscana, considerate le “più colorate” d’Italia, i Monti Sibillini nelle Marche e la Dorsale dei Nebrodi nella Sicilia orientale.  

Le 6 migliori app per riconoscere le piante

Di fronte al foliage viene naturale chiedersi quali siano gli alberi che si stanno osservando. Un tempo la botanica si studiava grazie agli erbari, anche quelli fatti in casa, che servivano a tramandare la conoscenza del mondo vegetale di generazione in generazione. Oggi la tecnologia arriva in soccorso: non serve mettere nello zaino libri da consultare, ma basta scaricare alcune app per il riconoscimento delle piante. Con pochi clic si potrà sapere tutto su ogni albero.

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App sviluppata da alcuni centri di ricerca francesi, tra cui il Cirad (Centre de coopération internationale en recherche agronomique pour le developpement). Il database è suddiviso per area tematica o geografica. Gli utenti possono contribuire in prima persona. Ha una versione web: identify.plantnet.org.

Plantsnap

Viene piantato un albero ogni volta che una persona scarica l’app e si registra oppure quando si passa a una formula premium. L’obiettivo della casa madre è infatti quello di piantare 100 milioni di alberi entro il 2021, grazie alla partnership con Trees.org. Contiene oltre 650.000 specie vegetali da tutto il mondo e offre consigli di giardinaggio.

FlowerChecker

Nata nella Repubblica Ceca, questa app prevede il coinvolgimento diretto di una squadra di esperti di botanica a cui inviare la foto della pianta da identificare: dopo un’attenta analisi, viene inviato il responso virtuale, al massimo entro qualche ora. Il servizio è a pagamento.

iNaturalist

Progettata dalla California Academy of Sciences insieme alla National Geographic Society, è molto orientata al crowdsourcing: spazio alle segnalazioni degli utenti relative alle specie vegetali che non si trovano nel database.

Herbarium

E’ un erbario digitale, il suo utilizzo è simile a quello di un libro: si consulta all’occorrenza, anche offline, per esempio in luoghi senza connessione Internet. Dopo aver attivato la geolocalizzazione, si inseriscono i dati a disposizione, si avvia la ricerca e si salva il risultato nel personale database.

iForest 

Anche in questo caso un erbario digitale, specifico per le principali specie arboree e arbustive del Centro Europa. E’ a pagamento ed è stato messo a punto vda un’agenzia dell’Ufficio Federale dell’Ambiente della Confederazione Svizzera. Con l’acquisto l’utente sostiene la fondazione Bergwaldprojekt, che dal 1987 contribuisce alla protezione delle foreste, a cui va il 10% degli introiti.