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Chiamate, chat, riunioni. Google sta rovinando Gmail?

Gmail non serve più solo alle mail ma è il centro di una suite di prodotti enorme (e poco chiara). La fine di un'era per Google.

Pensateci: perché dovreste fare o ricevere telefonate usando Gmail? Le alternative ci sono già, e Google sta già spingendo da tempo – a causa del Covid – Google Meet, app con cui fare videoriunioni. Nonostante tutto, però, pochi giorni fa, l’annuncio ufficiale: Gmail gestirà anche telefonate. Ma perché?

Un servizio semplice, reso complicato

È difficile crederci oggi, ma quando nel 2004 Google lanciò Gmail furono in molti a considerarlo uno scherzo, un pesce d’aprile (era dopotutto il primo aprile di quell’anno). Un servizio di posta elettronica gratuito, completamente online che rendeva disponibile un gigabyte di archivio per ciascun utente? Follia!

E invece Gmail faceva sul serio. E rivoluzionò per sempre il settore della posta elettronica. Nel corso degli anni Google ha provato a usarlo come base per altri servizi – tra tutti, le chat – ma Gmail si è sempre confermata per quello che è: un ottimo client per la posta elettronica. Tutto qui.

Gmail diventa il centro di Google

Peccato che le cose semplici non vadano più di moda. La pandemia, poi, ha cambiato tutto, spingendo Google a puntare sempre di più sulla suite di prodotti chiamata Workplace: una serie di strumenti comunicativi e organizzativi pensati per i team di lavoro. Così anche Gmail ha cambiato funzione, diventando il cuore pulsante di questa fitta rete di servizi.

In questo nuovo organigramma a raggiera, quindi, Google sembra aver seguito l’esempio di Microsoft, che ha organizzato i suoi servizi attorno a Outlook. Anche in questo caso, parliamo di un client per le email diventato presto altro, di più, il quartiere generale per una serie di app e servizi. Risultato? Da oggi, su Gmail, la posta elettronica sarà solo una delle tante “tab” da aprire, affianco a Chat, Spaces e Meet.

Google prepara anche i gadget per team di lavoro

Se il ruolo di Chat è facilmente comprensibile e Meet è ormai l’arcinoto avversario di Zoom di casa Google, Spaces può suonare nuovo ai più. Ebbene, si tratta di un clone di Slack, nota chat per team di lavoro, che Google aveva lanciato con il nome di “Rooms”.

Che confusione, eh? Tra nomi nuovi e rebranding continui, tra modifiche all’interfaccia e cambiamenti di logo, l’app che ha conquistato il mondo permettendo di fare una sola cosa bene, rischia di diventare un miscuglio di opzioni senza limiti. Ma a che serve un’app con cui fare tutto quando l’ecosistema di Google ha già una suite di app specializzate, spesso pre-installate nei dispositivi Android? Serve a imporre Gmail come strumento universale – col rischio però di snaturare il prodotto originario e rovinarne la magia.

Da Meet ai gadget per ufficio marchiati Google

Ma la strategia di Google appare chiara se si aggiungono al quadro generale anche i nuovi dispositivi “da lavoro” che ha presentato. Si tratta di prodotti, realizzati con Avocor, come The Series One Desk 27, “una macchina da Google Meet” da 2000 dollari: ovvero, uno schermo con poche funzioni, tutte legate alle videochiamate.

Un computer da sala riunioni post-pandemiche, insomma, con cui gestire il flusso di lavoro del futuro. E questa è solo la punta di diamante della “Series One”, che consta di altri dispositivi più piccoli da applicare a computer “normali”, per renderli pronti alle videochiamate.

E al centro di tutto che cosa c’è? Gmail, ovviamente, il cui nome trae quasi d’inganno, visto che la sua funzione, ormai, va ben oltre le vecchie, semplici, mail.