Acqua calda sì o no? Ecco perché Tiktok è un social che si basa sul litigio

Dalla dietologia alla medicina, dal giardinaggio alla psicologia, dalla scienza alla politica: su TikTok ogni argomento è buono per litigare e raccogliere follower

Bere acqua calda fa bene o male? Se avete aperto TikTok nelle ultime settimane, sarete probabilmente incappati in questo “fondamentale” ed acceso dibattito sui benefici di questa abitudine, che ha invaso – e continua ad invadere – le bacheche di tanti iscritti. Ad esprimere la loro opinione, dandosele (metaforicamente) di santa ragione, sono dietologi veri o presunti, ma anche esperti di vario tipo oppure non-esperti, che però vantano un nutrito seguito social, o,  ancora, non-esperti che al momento non si fila nessuno, ma che stanno provando a costruirsi un pubblico virtuale.

In questi casi è difficile capire chi abbia lanciato il sasso nello stagno, anche perché spesso si tratta di scoperte dell’acqua calda (è proprio il caso di dirlo), che non hanno un risposta univoca.

In passato, però, per cercare di risolvere la questione ci si affidava al medico di fiducia, oggi si va sui social. E questa dinamica si ripropone in qualsiasi settore di competenza, dalla scienza alla politica, dal giardinaggio al make-up, dalla psicologia alla puericultura…

A questo proposito di recente ci siamo imbattuti in un altro dibattito tra sedicenti esperti, legato al corretto uso del lettino per neonati. Il meccanismo del litigio è sempre lo stesso: qualcuno lancia una tesi e ognuno dice la sua, in un vortice di opinioni, ansie, suggerimenti… Roba da far impallidire i dibattiti che nascono nelle chat Whatsapp dei genitori. 

@dott.lorenzo_caressa #duetto con @Giada Todesco 🍒 #duetto #acquacalda #nutrizionista ♬ Relaxing Japanese-style piano song inviting nostalgia – Akiko Akiyama

TikTok tra balletti e litigi

Niente di nuovo, si potrebbe forse pensare, guardando  quello che succede anche su altri social, come Facebook e Instagram, dove comunque nascono dibattiti di vario tipo e dove sono tanti i personaggi che si improvvisano conduttori 2.0, pubblicando video di pochi secondi oppure brevi sequenze di slide in cui semplificano temi che richiederebbero una tesi intera per essere spiegati. Il punto è un altro: su TikTok tutto questo si amplifica all’ennesima potenza, perché il social dei balletti è in realtà prima di tutto il social del litigio.

O meglio, ancora, il social del dissing, termine di slang afroamericano che deriva dalla parola disrespecting (mancare di rispetto). Un’espressione che si è diffusa a livello internazionale anche nei paesi di lingua non inglese, prima soprattutto in ambito musicale, poi in ambiente social. Una scazzottata virtuale, insomma, che fondamentalmente fa aumentare velocemente il numero di follower. La differenza  è che su TikTok il dissing si fa utilizzando gli stitch, o “duetti”, uno strumento di creazione che le altre piattaforme non offrono: consente di unire il video che si sta creando con un altro video di un altro utente di TikTok, che così viene chiamato in causa.

L’obiettivo, ovviamente, è fare sticht con chi è più seguito. Insomma, l’operazione è (purtroppo) semplice: se vuoi costruirti un seguito social, inventati una polemica e vai di stitch… raccoglierai follower come se piovesse. 

@giada_todesco I #benefici dell’ #acquacalda 💧leggi l’intero blog dentro l’app @MyCherry app 🍒 ♬ Relaxing Japanese-style piano song inviting nostalgia – Akiko Akiyama