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Webuild: Salini Impregilo lancia la sfida per le grandi opere

Webuild, di cui Salini è il socio di maggioranza, ha una partecipazione azionaria composita, che va dalla CDP fino a varie banche coinvolte

Il nome Webuild a gran parte del pubblico può risultare completamente sconosciuto. Infatti parliamo di un’azienda che esiste con questo nome da circa un anno. Dietro questo nome però si cela una delle più grandi realtà imprenditoriali italiane che hanno segnato la storia del progresso del nostro paese.

Nel panorama delle grandi opere in Italia poche realtà imprenditoriali sono state in grado di distinguersi come il Gruppo Salini e Impregilo. Queste aziende sono state protagoniste di numerose grandi opere in Italia ed all’estero. A queste aziende, già riunite nel gruppo Salini Impregilo si è da poco aggiunto anche il gruppo Astaldi. Ma facciamo una breve cronistoria delle vicende che hanno portato alla creazione del gruppo Webuild.

Webuild, una storia che parte da lontano

La parte più consistente di Webuild è composto dal Gruppo Salini e da Impregilo e di altri che sono stati col tempo acquisiti. Ripercorriamo brevemente la storia di questi due gruppi.

Il gruppo Salini

Il Gruppo Salini nasce nel 1936 su impulso di Pietro Salini con la volontà di sviluppare un’azienda improntata all’attività edilizia. La sua attività nei decenni si è svolta alternando grandi opere in Italia a varie commesse all’estero. Questa serie di grandi opere verranno eseguite grazie a speciali consorzi che hanno riunito negli anni players come Todini, Impregilo, e Astaldi. Gruppi che ritroviamo all’interno di Webuild.

Impregilo

Impregilo nasce dall’idea di creare un consorzio di aziende specializzate in grandi opere per competere anche sul mercato estero. Le più antiche di questo pool di aziende nascono nel 1906 e sono Girola e Lodigiani. Dopo una prima compagine provvisoria, Impregilo nasce ufficialmente nel 1960. La prima grande opera che si può attribuire al pool di aziende da cui nascerà Impregilo è la diga di Kariba che si trova al confine tra Zimbabwe e lo Zambia. Come per il gruppo Salini l’attività si è divisa tra importanti commesse in Italia ed altrettante all’estero.

Un storia di grandi opere con gli stessi attori

Quando si parla di grandi opere, in Italia ed all’estero, realizzate da aziende italiane, è sempre difficile assegnare la paternità ad un’azienda piuttosto che un’altra. Questo perché le dimensioni di queste aziende erano al momento non sufficientemente grandi da poter gestire un intero progetto. Il risultato è che di volta in volta venivano creati consorzi ad hoc di più aziende per aggiudicarsi la commessa. Quindi numerose grandi opere in Italia ed all’estero portano spesso gli stessi nomi che adesso possono essere tutti riuniti sotto il nome di Webuild.

Alcune delle grandi opere realizzate o in corso di realizzazione in Italia da aziende facenti oggi parte del gruppo Webuild sono:

  • Autostrada Salerno Reggio Calabria
  • Passante di Mestre – Autostrada A4
  • Autostrada Pedemontana Lombarda
  • Tangenziale Est esterna di Milano
  • Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Milano
  • Linea ferroviaria ad alta velocità Tortona/Novi Ligure-Genova
  • Linea ferroviaria ad alta velocità Bologna-Firenze
  • Linea M4 della metropolitana di Milano
  • Linea B1 Bologna–Jonio della metropolitana di Roma
  • Nuova sede della Regione Lombardia, Milano
  • Ricostruzione del Viadotto di Polcevera di Genova

L’inarrestabile ascesa del Gruppo Salini

Negli anni 2000 il Gruppo Salini riesce a gestire al meglio i nuovi scenari economici italiani ed internazionali, mentre altri grandi player italiani del settore arrancano. Il Gruppo Salini in una scalata verso il cielo e in meno di 12 anni riunisce i 4 grandi gruppi italiani specializzati in infrastrutture.

Nel 2009 è la volta di Todini Costruzioni Generali a essere acquisita. Questa acquisizione permette al Gruppo Salini di diventare il terzo player italiano in infrastrutture. In seguito la Todini Costruzioni Costruzioni Generali verrà ceduta alla società kazaka Prime System Kz Ltd.

Gli anni che vanno dal 2012 al 2014 sono anni cruciali per il futuro delle aziende di costruzioni di grandi opere in Italia. Salini prima acquista sul mercato una quota consistente di azioni di Impregilo, per poi procedere a un OPA per l’acquisto dell’intero capitale azionario. Il massimo delle quote azionarie di Impregilo salirà fino ad 86,5%. Una volta completato il controllo di Impregilo si procederà alla fusione delle due società per la nascita di Salini Impregilo.

L’ultima acquisizione e la nascita di Webuild

A questo punto non rimaneva che Astaldi, a quel punto secondo gruppo italiano per la realizzazione di grandi infrastrutture che versa in difficoltà finanziarie. Con una serie di operazioni che coinvolgono banche e la Cassa Depositi e Prestiti, anche il gruppo Astaldi entra a far parte di quella che è destinata a diventare dopo pochi mesi la nuova Webuild.

Webuild sul mercato italiano ed internazionale

Webuild, di cui Salini rimane il socio di maggioranza, ha oggi una partecipazione azionaria composita, che va dalla CDP fino a varie banche coinvolte. Il tutto scaturisce dall’idea di Progetto Italia di costituire un polo di eccellenza italiano nelle grandi opere che possa competere a livello internazionale. Questa nuova società tra l’altro permette di dare lavoro, tramite l’enorme indotto, a centinaia di piccole e medie imprese italiane, alcune ad alto contenuto tecnologico.

La storia ed il know-how delle imprese che compongono Webuild sono garanzia di un futuro roseo. Gli amministratori di questa società, in particolare la famiglia Salini, avranno l’importante compito di non disperdere questo patrimonio di storia. Perché queste aziende hanno realizzato in varie parti del mondo opere ingegneristiche davvero rilevanti. Ed il futuro rimane comunque pieno di insidie e di grandi sfide.