Unesco, ok alla candidatura dell’opera lirica italiana. Niente da fare per il caffè

La commissione nazionale Unesco ha dato l'ok alla candidatura dell'opera lirica italiana per il 2023. Nulla da fare per il caffè

Nuove notizie dalla commissione nazionale Unesco, che ha fatto sapere il suo giudizio in merito alle candidature italiane presentate per il 2023. Martedì 29 marzo è infatti arrivata la decisione della commissione che valuta le candidature. E arriva l’ok per la candidatura dell’opera lirica italiana all’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.

Unesco, ok alla candidatura dell’opera lirica italiana

Ottime notizie per l’Italia arrivano sul fronte dell’opera lirica italiana, che ottiene dalla commissione nazionale per l’Unesco un importante riconoscimento.

La commissione, infatti, ha dato parere favorevole a presentare la candidatura italiana riguardante l’opera lirica come candidatura italiana da presentare al Comitato intergovernativo per il ciclo 2023. L’opera lirica italiana dunque, a pieno titolo nella tradizione del Bel Paese, può sorridere ed esultare.

La petizione di sostegno su Change.org

Un risultato che ha già portato i sostenitori della candidatura, sostenuta prima della sua morte dal premio nobel Dario Fo, a lanciare una petizione di sostengo sulla piattaforma Change.org che ha già ottenuto quasi 20.000 firme.Il 29 marzo 2022 la Commissione nazionale italiana per l’Unesco ha presentato ufficialmente la candidatura dell’Arte italiana dell’Opera lirica ad entrare, a partire dal 2023, nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità riconosciuto e tutelato dall’Unesco – si legge nella petizione – ed è la prima vittoria della campagna culturale #OperaUnesco.

La tradizione musicale italiana è riconosciuta come una delle più importanti al mondo e l’italiano è considerata la lingua della musica. Il Belcanto e l’Opera Lirica sono nati in Italia e sono parte integrante del patrimonio culturale immateriale del Belpaese“.

Bocciata la candidatura del caffè

Nonostante i membri del direttivo abbiano apprezzato la candidatura del caffè espresso italiano per il 2023, alla fine la proposta non è stata accolta.

Nello specifico, l’Italia aveva proposto un dossier articolato su “caffè italiano espresso tra cultura, riturali, socialità e letteratura nelle comunità emblematiche da Venezia a Napoli”. 

Le altre candidature dell’Italia

È comunque importante precisare che l’Italia partecipa anche ad una candidatura transnazionale, “Traditional irrigationin Europe, Knowledge, technique and organization”, che ha come capofila l’Austria e vede la partecipazione anche di Belgio, Germania, Lussemburgo, Olanda e Svizzera.